Vittime senza giustizia, la protesta fuori dal Palazzo

Quando esplode la rabbia, si urla “vergogna”. Ma è quieto il sit-in delle Vittime senza giustizia. La protesta contro il processo breve che l’Aula di Montecitorio sta per approvare comincia alle 15, dietro le transenne, oltre l’obelisco. Il salvacondotto giudiziario per Silvio Berlusconi indigna chi manifesta pacificamente, perché sa che così andranno al macero migliaia di processi. Ci sono i familiari delle vittime del terremoto de L’Aquila, dei morti nella strage ferroviaria di Viareggio, o a causa dell’amianto, della mafia, dell’incendio sulla Moby Prince. Vittime che ora potrebbero restare senza giustizia. Al loro fianco, tante associazioni: Libertà e Giustizia, Articolo 21, Anpi, Popolo Viola. Sfilano nel pomeriggio parlamentari dell’Italia dei Valori, del partito democratico, di Futuro e Libertà e di Sinistra è libertà. La bandiera che si vede di più è il Tricolore. C’è il governatore toscano Enrico Rossi. “Noi stiamo con le vittime e non con i carnefici – dice al megafono Gianfranco Mascia dei Viola – mentre nel Parlamento la maggioranza se vuole portare avanti questa prescrizione breve sta con i carnefici”. Quando l’Aula boccia lo stralcio su L’Aquila e Viareggio, la piazza alza la voce: “Vergogna, vergogna”. La mobilitazione coinvolge centinaia di manifestanti. Cantano l’Inno di Mameli. “La verità non si compra la giustizia si pretende – recita un grande striscione adagiato per terra – verità, giustizia, sicurezza per Viareggio. Perche non accada mai più”. “Non servono sentenze colpevoli – si legge su un altro – solo uomini”.

Per Libertà e Giustizia intervengono Sandra Bonsanti, presidente dell’associazione, Massimo Marnetto, che coordina il circolo di Roma e il garante Giovanni Bachelet che è anche deputato del Pd.

Duro faccia a faccia fra Maurizio Paniz, relatore Pdl della legge sul processo breve, e il Popolo viola. Ma oggi di fronte all’esperto legale del premier, c’era anche il leader dei Viola, Gianfranco Mascia. E la protesta prende anche la forma della contestazione quando passa in piazza la sottosegretaria all’Attuazione del programma Daniela Santanchè: “Vergogna”, le gridano gli esponenti del Popolo viola. Anche a Montecitorio i toni non sono pacati. «Questo disegno di legge è contrario alla giustizia e all’accertamento della verità», urlano dal sit-in.  Tra i manifesti esposti, oltre alle foto delle vittime delle varie stragi, cartelli contro il Governo e contro Berlusconi e frasi come “la legalità è il potere di chi non ha potere”. Un coro di cantanti amatoriali, chiamato Resistenza musicale permanente, intona il Coro del Nabucco “a difesa della Costituzione e per le dimissioni di Berlusconi”. Poi, dalle 18, la protesta si sposta al Pantheon.

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6 commenti

  • Adesso proprio basta! Bisogna fare di più che dei semplici sit in. Dobbiamo mobilitarci veramente. Questi vigliacchi della Costituzione se ne sbattono delle semplici proteste. Pensiamo e troviamoci cosa fare perchè questa legge non deve entrare in vigore.

  • Son più di 2 anni che scrivo sul forum di Libertà e Giustizia che le manifestazioni son belle ma improduttive contro il caimano e la casta.

    Sono più di 2 anni che scrivo che è necessario e indispensabile un passaggio di DEMOCRAZIA DIRETTA CON L’USO ESTREMO DELL’ART. 71 RAFFORZATO DALL’ART. 1, CONTRO LA CASTA, PER LE RIFORME (vedere sul forum) con poche ma grandi approvazioni.

    E’ una proposta completa e perfetta, quasi incredibile! Ci vorrebbe più gente per farla partire, poi sarebbe inarrestabile. Come valanga!

    Ma ormai anch’io sono stanco! Auguri a tutti per un paese migliore!

  • Non pensavo che ce l’avrebbero fatta, quei farabutti.
    Speravo che l’opposizione fosse consapevole della gravità e del disfacimento delle istituzioni. Purtroppo non è stato così.
    E’ importante che si sia consapevoli, ma le proteste di piazza muoiono se ripetute all’infinito e se l’informazione non ne dà conto.
    Io credo che l’opposizione dovrebbe dimettersi. Sarebbe una notizia molto potente e poi si vedrebbe bene chi fa, nel voto segreto, il franco tiratore (perchè quelli non si dimetterebbero di certo!).
    e darebbe il senso dell’emergenza democratrica e istituzionale.
    SE non si dimette lui (cosa impossibile!!!!, la scritta in testata a L&G è semplicemente irreale: perchè dovrebbe lasciare? per fare un favore? perchè è squilibrato? sì, ma mica scemo!!!) sono gli altri che dovrebbero dimettersi, perchè stare dentro è essere complici.
    Saluti.
    Silvana

  • E intanto nelle dimore cittadine,campagnole e isolane del bunga bunga,nelle televisioni e nei giornali,nei luoghi pubblici e in quelli privati di proprietà o in uso acquisito con la prepotenza dei mezzi propri del Vanna Marchi in pantaloni,si levano i calici a festeggiare,questa volta con maggiore enfasi l’evento storico dell’ennesima assoluzione del suddetto,PER NON AVER COMMESSO IL FATTO, emessa dalla consueta alta corte politica parlamentare maggioritaria di giustizia (maggioritaria bene inteso per grazia di porcata elettorale autografa o/e di abbondanti risorse investite nella compravendita di materiale umano ) appositamente convocata in seduta diurna e notturna su ordine ricattatorio dello stesso inquisito.
    Apoteòsi !.

  • Oggi è uno di quei giorni in cui ti senti disarmato,ferito,offeso.Uno di quei giorni in cui ti senti inutile perchè non sai come reagire ad un sopruso,in cui ti chiedi cosa si possa fare per risvegliarsi da un torpore che avvolge l’intero paese,senza arrivare ad alcuna soluzione.L’Italia sta vivendo in un alone irreale,in un incubo che è stato creato ad arte da un ignobile ed immondo essere,circondato dai peggiori protagonisti che una società possa esprimere.Siamo caduti in un baratro e chi se ne rende conto,chi lotta per uscirne rimane umanamente ferito.Oggi una persona sensibile,educata è destinata a soffrire senza poter reagire. Che cosa bisogna fare per risvegliare le coscienze dormienti?Che fare per riportare in vita la dignità e la moralità nel Paese?Come togliere l’ebetismo che ci circonda? Io,nel mio piccolo,non lo so.Vado con la speranza che prima o poi ci possa essere chi riesca a trovare la soluzione.Scusate lo sfogo.Mi rendo conto di non aver espresso nulla di nuovo e di concreto ma egoisticamente ho sentito il bisogno di manifestare il disagio che oggi,dopo l’ultimo regalo a Berlusconi,mi opprime.

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