Nasce a Lucera il 41mo circolo di LeG

Giuseppe – il “promotore” del Circolo di Lucera – scende dalla macchina raggiante “Pensa, ci ha scritto pure Zagrebelsky…Seguitemi” Arriviamo alla masseria in campagna, con un vento teso che piega gli alberi attorno ad un borgo di pietre del 1600. Nasce sotto buoni auspici il 41mo circolo di LeG, tenuto a battesimo dal circolo di Roma.
Nella sala delle ex cantine, c’è il cerchio di sedie con quasi 20 persone. “A Lucera è un pubblico enorme, fa uno dei presenti sorridendo, e con questo tempaccio le nostre previsioni erano tra le 7 e le 10 persone… Invece, c’è pure il giornalista di Tele Daunia”. Ne aveva dato notizia anche Lucera web.

Parlo dell’idea del gemellaggio tra un Circolo avviato e uno nuovo, che ha legato Roma a Lucera.
“E’ solo un modo per crescere insieme e passarsi le idee che funzionano”

Il giornalista parte, andando subito al cuore del tema: ma che politica si può fare se non stai in partito?
“Tanta e bella – fa Oriana Alatri che è venuta con me – bisogna però organizzare la pertecipazione e “uscire”, andare a parlare ai cittadini, una cosa che i partiti fanno troppo poco”.
Le domande a poco a poco si alternano con racconti di politica vissuta.
C’è chi ha parlato per anni nei paesi della zona contro la corruzione, mettendosi in piedi sull’Ape, come fosse il suo palco viaggiante.
“E adesso è stato votato e in Comune tutti lo rispettano”

“Noi – fa un altro – abbiamo ricostriuto tutti i contratti dello smaltimento dei rifiuti, perché le bollette così care non ci convincevano. Quando abbiamo scoperto tutti gli aumenti ingiustificati, abbiamo convocato tutta la cittadinanza con manifesti misteriosi, tipo: Sabato pomeriggio vi diremo delle cose sulla gestione di questo Comune… E quel giorno abbiamo fatto il pienone, che quando è venuto Fitto c’erano appena 127 persone, che l’ho contate una a una io personalmente…”

Quando il discorso torna sulle iniziative, vogliono sapere cosa facciamo concretamente.
E allora spighiamo i presidi pubblici (cantoni animati), le e-mail che mandiamo ai politici, giornali, ambasciatori…
“Abbiamo imparato a protestare. La nostra critica o il sostegno arrivano. Insomma, non passiamo inosservati”
“Ma in sintesi – fa il giornalista – come lo definireste il vostro approccio?” Lavoriamo per costruire “opinione pubblica” meno timida, meno appartata, fatta di cittadini informati che incalzano i politici con competenza ed esigenza. Perché siamo convinti che la qualità della partecipazione fa la qualità della politica.

Vediamo il video che ha vinto il nostro concorso dei corti sulla buona immigrazione e che fa vedere come i cinesi fanno tranquillamente ginnastica in un parco di Prato insieme ai vecchi del posto..
“Si, alla prossima edizione anche noi vogliamo partecipare, fa Giuseppe… Seguitemii” Entriamo nella sala apparecchiata, con gli antipasti già sul tavolo. Ci vuole un brindisi…

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