27 marzo 2014 – 4 dicembre 2016

27 marzo 2014 – 4 dicembre 2016

Fu il titolo ad attirarci i commenti più feroci e gli insulti più cretini e offensivi. L’avevo fatto di corsa, come sempre, ma rispecchiava alla lettera il senso dell’appello: “Verso la svolta autoritaria”. Solo Il Fatto lo pubblicò tutto intero, altri lo citarono soprattutto per irridere.

Eravamo diventati tutti professoroni o gufi e poi anche altro. Si distingueva in questa furia l’Unità…Ma intanto arrivava il consenso di molti che chiedevano di sottoscrivere, e ben oltre il gruppo della presidenza di Libertà e Giustizia che lo aveva pensato e scritto con l’aiuto di Nadia Urbinati e Gustavo Zagrebelsky. Alessandro Pace ci chiese di aggiungere una riga sul “Parlamento  esplicitamente delegittimato dalla sentenza della Corte Costituzionale n.1 del 2014”.

Fu un mezzo scandalo. Ma tra i firmatari ci sono coloro che abbiamo avuto accanto in questi lunghi mesi di campagna referendaria. Come era semplice e chiaro quel testo! “Con la prospettiva di un monocameralismo e la semplificazione accentratrice dell’ordine amministrativo l’Italia di Matteo Renzi e di Silvio Berlusconi cambia faccia mentre la stampa, i partiti e i cittadini stanno attoniti (o accondiscendenti) a guardare”. Attaccavamo duramente il Pd, per le sue enormi responsabilità e chiedevamo di fermare subito il progetto.

Per quasi due anni mi sono trovata a dover render conto di quel titolo. Ma testarda come sono non lo ho mai rinnegato. Qualcuno che aveva firmato col passar del tempo cercava di prendere le distanze, ironizzando sul fascismo che non c’è eccetera. Ma recentemente, discutendo con Ugo De Siervo l’ex presidente della Corte che si è battuto con noi facendo anche due o tre dibattiti al giorno, gli ho chiesto se mi trovava il termine giusto, che descrivesse il rischio che l’Italia avrebbe corso se fosse passata la riforma Boschi-Verdini. Alla fine mi ha detto: “Andremmo verso una riduzione di democrazia”. Allora ho pensato che il nostro titolo non era poi tanto azzardato.

Ecco dunque cosa abbiamo rischiato e cosa è stato spazzato via il 4 dicembre: meno democrazia…. E da una situazione di democrazia ridotta ad una in cui c’è chi ne approfitta il passo è breve.

Penso che noi in senso molto lato avevamo un debito da onorare con chi la Costituzione ci aveva affidato e lo abbiamo fatto. Insieme abbiamo costruito un grande Noi ricco di indicazioni e risorse per il tempo a venire.

 

1 commento

  • 29 marzo 2013, in realtà.

    Oggi Staino su Sky ha lagnato che Renzi aveva ricevuto un «preciso mandato» da Napolitano di riformare la Costituzione. Nessuno gli ha fatto la domanda automatica: e Napolitano il potere di far riformare la Costituzione chi gliel’aveva dato?

    Sempre oggi Serracchiani ha lagnato che i mercati hanno davvero reagito alla vittoria del No. E nessuno ch’io sappia le ha fatto la domanda automatica: ma allora il Popolo deve piegarsi al ricatto dei mercati?

    Signor Piddí, se non se n’è accorto, neanche il suo sciagurato, e fortunatamente appena sventato, tentativo di sovvertimento della Costituzione era stato formalmente modificato l’art. 1.

    La sovranità appartiene al Popolo.

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