A proposito dell’Italikum

A proposito dell’Italikum

L’articolo di Panebianco (Corriere della Sera, 28.12. 2015) mi ha interessato in sommo grado in quanto sono un cittadino italiano e il coordinatore dei ricorsi presentati in 18 tribunali italiani per far accertare il diritto di votare secondo Costituzione: diritto, secondo i ricorrenti, minacciato dalla legge n.52/2015, come lo era dalla legge n. 270/2005( porcellum ). Quest’ultima legge è stata annullata su ricorso dell’avv. Aldo Bozzi, con la storica sentenza la n.1/2014 della Corte Costituzionale.

Proprio la circostanza di aver discusso davanti alla Corte Costituzionale e alla Corte di Cassazione in quella vicenda mi ha motivato a riproporre le stesse doglianze nei confronti dell’Italikum. Se la mutata composizione della Consulta non dovesse riservare sorprese, dei 3 ultimi giudici solo il prof. Barbera si è espresso a favore della nuova legge, resta il motivo principale di incostituzionalità denunciato dalla Corte Costituzionale, cioè che se il legislatore, che è libero di scegliere, adotta un sistema proporzionale, anche in parte, crea l’aspettativa negli elettori che vi sia un corrispondenza tra i voti in entrata e i seggi in uscita. Davanti alle stessa Corte Costituzionale abbiamo detto con chiarezza che un sistema maggioritario, anche all’inglese, sia perfettamente costituzionale, quali che siano le personali preferenze. Le mie vanno al sistema tedesco con una clausola di sbarramento al 5%: è un preclaro esempio di democrazia rappresentativa e governante.

Nelle argomentazioni del prof. Panebianco non mi convince come una legge pessima possa essere il male minore. Il premio di maggioranza, in sé non è incostituzionale, ma non è la stessa cosa se si tratta di un premio di maggioranza da legge Acerbo o da “legge truffa” ovvero da Porcellumi, o infine da legge elettorale tedesca o greca. Quello che e intollerabile nell’Italikum è che il premio, con il trucco del ballottaggio sia inversamente proporzionale al consenso elettorale essendo costituito da una percentuale fissa di seggi, alla quale non tutti gli elettori concorrono, ne sono esclusi gli elettori della circoscrizione estero per fare un esempio. Stupefacente è un giudizio in ultima analisi positivo per una legge elettorale ad personam. Mi sembra che siano messi in discussione principi elementari dello stato di diritto, oltre che del principio della divisione dei poteri: il procedimento legislativo sarà nelle mani del Governo. Grazie alla doppia funzione di Primo Ministro e Segretario del PD, partito egemone grazie ad un premio di maggioranza incostituzionale, comporrà le liste a sua immagine e somiglianza.

I capilista continuano la tradizione di deputati nominati e non eletti. Essere governati da una minoranza in un sistema maggioritario dipende dal fatto che la percentuale di voto dei singoli partiti non ha importanza, perché la logica è un’altra: la conquista della maggioranza assoluta dei seggi uno per uno. Nella valutazione del male minore è poi completamente assente la parallela revisione costituzionale, senza di essa avremmo semplicemente una legge elettorale di sospetta costituzionalità, non l’egemonia di un Partito, in assenza di una legge organica sui partiti politici, sulle istituzioni e sugli stessi organi di garanzia: roba da democrazia popolare dell’Europa orientale prima del crollo del Muro di Berlino.

(*) Coordinamento Democrazia Costituzionale

 

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