Poteva essere peggio di così?

Sarà molto difficile spiegare ai militanti in rivolta e agli elettori che si sentono traditi che questo governo valeva il sacrificio di un accordo con il Pdl.
Difficile spiegare il ruolo fondamentale affidato ad Angelino Alfano, insieme ministro dell’Interno e vice presidente del Consiglio.
Difficile spiegare agli italiani che la sorte della Costituzione è da oggi nelle mani impietose, interessate e impreparate di Gaetano Quagliarello.
Difficile spiegare che per avere tante donne al governo bisognava passare attraverso le forche caudine del patto Pd-Pdl.
Difficile sostenere che per non avere più i vecchi della casta era indispensabile passare attraverso questo mare di giovane mediocrità.
Poteva essere peggio di così?
Certamente, poteva esserci anche Berlusconi in campo e alla Giustizia poteva andare un fedelissimo del cavaliere.
Ma tutti i dubbi sulla inevitabilità dell’accordo fra Pd e Pdl rimangono intatti, nonostante gli aspetti innovativi che pure ci sono.
Con la mediocrità e le intese sottobanco che certamente ci sono non si dà un futuro al Paese e ai giovani e non si restituisce la speranza nelle istituzioni a chi l’ha perduta.

50 commenti

  • La prima prova sarà il voto a’ sensi della 361/57: vedremo se il PDL – isolato – farà saltare tutto o se anch’esso coglierà l’occasione per…

  • Ho paura che non ci sarà bisogno di spiegare nulla.
    Non alla destra berlusconiana che esce dall’incubo di poter essere messa all’angolo e – come fa notare Civati – diventa l’azionista di maggioranza del governo senza neppure metterci per intero la faccia.
    Non agli imprenditori, che si sono già affrettati a dare la loro benedizione ad un governo “competente” (???? Che cosa sa di agricoltura la Di Girolamo? E cosa di Sanità la Lorenzin? Gli unici due “competenti” rispetto ai loro ministeri, almeno sulla carta, mi sembrano Saccomanni e Carrozza e forse – ma non ne sono affatto sicuro – la Bonino)
    Non al Vaticano, che anche in questo governo è rappresentato meglio dell’Italia stessa.
    Non ai radicali, nemici giurati della partitocrazia, che oggi salutano con Pannella “il coraggio di Letta e Napolitano” nel varare il governo più partitocratico della storia: potenza di una poltrona…
    Non al M5S che finalmente potrà dire (e a ragione) “noi lo abbiamo sempre detto…”
    Non ci sarà da spiegare nulla neanche a molti elettori Pd: basteranno “quegli elementi di novità che pure ci sono” (anche se al momento mi sembrano del tutto irrelevanti) per tenerli buoni e dimostrare loro che “visto il particolare momento storico, la crisi politica e soprattutto economica meglio di così non si poteva”… che di questo momento storico e di questa crisi essi stessi portino – vigliaccamente visto che lo hanno scaricato sulle spalle curve di Napolitano – il peso della responsabilità è un dettaglio che molti faranno finta di non ricordare…
    Quanto agli altri, a quelli che insistono a chiedere spiegazioni, saranno considerati una minoranza fastidiosa, gente che rema contro l’Italia, la sua ripresa e il suo sviluppo… gente che è meglio ignorare perché tanto non capirà mai…
    Sono pronto a scommettere che la fiducia nel nascente governo sarà molto alta…

  • legge elettorale via napo per rodotà e poi elezioni subito se il pd vuole salvarsi sempre se si vuole ancora salvarsi

  • Si ,il paese poteva anche trovarsi in una condizione peggiore di questa. Ci saremmo potuti trovare nelle condizioni in cui le forze presenti in parlamento non fossero state capaci di riconoscersi a vicenda come interlocutori validi.Avessero ciò negato la funzione stessa del parlamento che è il luogo nel quale si vengono a ricomporre le contrapposizioni sociali ,e dove questa ricomposizione avviene in maniera democratica e pacifica.Il riconoscimento dell’altro ,il dialogo nella difesa dell’interesse comune è l’unica via percorribile.

  • Invece di porre domande surreali (poteva andare diversamente ?) dandosi risposte pacchiane bisogna chiedersi perche’ e’ andata cosi’ e l’unica risposta credibile e’ che cosi’ ha voluto il popolo italiano eleggendo i suoi degni rappresentanti. Anzi, a ben vedere, la composizione del governo e’ addirittura migliore di quella del parlamento che lo eleggerà, considerando il 25% di irresponsabili analfabeti (politicamente parlando) grillini e la buona parte di deputati/senatori corrotti.

  • E’ vent’anni che si fanno la corte. Finalmente il matrimonio con la benedizione del nonno.

  • @Fabio Pennati
    E’ riuscito ad essere irritante, supponente, sprezzante e a dire una palese falsità (“cosi’ ha voluto il popolo italiano”) come se fosse una cosa ovvia in poche righe. Sembra quasi D’Alema.

  • Questo governo è il frutto dell’amore tra due molto attempati “politici” ; per uno dei due è la realizzazione di un sogno a lungo inseguito : un salvacondotto, il laticlavio. Tutto il resto è NOIA -cantava califano- ovvero tutto il resto è “teatrino”, un modo per distogliere l’attenzione dalla vera posta in palio : la salvezza del berluskaz, per la quale un presidente arrivò al sacrificio di farsi rieleggere. INAUDITO ! Tuttavia, chiarito lo scopo del governo di scopo che “in itinere” divenne politico e che naturalmente per la strana ammucchiata dei partiti che lo compongono, non risolverà nemmeno uno dei problemi che affliggono l’italia, il cittadino medio potrà chiedersi se l’ amicizia è sufficiente a varcare i mari ed a muovere le montagne !

  • Con i risultati elettorali poteva andare molto meglio di così. A cominciare con la rielezione di Napolitano è andato tutto di male in peggio. Mi auguro una vera rivoluzione nel PD, fino alla chiarezza e all’assenza di ipocrisie. Intanto vorrei sapere, prima che sia tardi, che cosa Letta ha garantito a Berlusconi. Si può immaginare, certo, ma sarebbe meglio saperlo.

  • il problema per me non sta nellle strategie del movimento 5S o del PDL (liberi di farle). Il vero problema sta nel fatto a coloro che hanno votato PD è come se il voto fosse stato annullato e quindi ciascun elettore è stato privato di tutta una serie di diritti costituzionali che vanno dal 1° all’ultimo articolo; checchè ne dicano i pù autorevoli costituzionalisti.
    Questa privazione è responsabilità di tutti, dico tutti, coloro che avrebbero dovuto rappresentarci nel parlamento.
    Non uno dei rappresentanti eletti, che io sappia, si è espresso nelle aule del parlamento contro la definitiva decapitazione del mezzo più determinante che permette a ciascun elettore di affidare il proprio potere ai parlamentari eletti e deputati a rappresentarlo ed a trasformare la volontà espressa in comunione con gli altri elettori in atti tangibili e misurabili.
    Questo era il punto da non superare, tutto il resto sarà un bla bla che temo costerà carissimo in termini di democrazia e determinerà ulteriori difficoltà per l’ulteriore impoverimento a causa dell’insostenibilità del modello economico che ci stanno imponendo.

  • LIBERO: di votare un partito e poi di essere rappresentato da quello opposto.
    GIUSTO: che la giustizia e la ragione stia sempre dalla parte di possiede più denaro.

    Io sono un po’ stanco di ritenermi falsamente Libero e Giusto

    ROUBINI (ECONOMISTA):
    “Per l’elezione del tredicesimo Presidente della Repubblica italiana si è dovuto attendere il quarto scrutinio. Silvio Berlusconi, con la maggioranza ottenuta alle politiche del 2014, è ora il nuovo Capo dello Stato”. Potrebbe essere questa la cronaca delle prossima elezione presidenziale secondo lo scenario che prospetta l’economista della New York University Nouriel Roubini. Il Cavaliere, per sfruttare l’implosione del Pd e la ritirata del Movimento 5 Stelle, staccherà a breve la spina al nascente governo Letta. Viste le condizioni degli avversari, vincerà con ogni probabilità le successive elezioni e, a questo punto, metterà Giorgio Napolitano nelle condizioni di dimettersi coronando il sogno di divenire Presidente della Repubblica. Ed essere di conseguenza per sempre al riparo da processi passati e futuri.

    La previsione dell’economista che in tempi non sospetti aveva profetizzato l’attuale crisi, non è rosea per il nostro Paese e assegna un buon 30% di possibilità che l’Italia, di qui ai prossimi 2/3 anni, finisca in bancarotta. Colpa di Berlusconi per Roubini, ma non solo, colpa anche degli avversari del Cavaliere che, nei fatti, lo stanno mettendo e lo hanno messo nelle condizioni di realizzare il suo sogno che sembrava impossibile.

  • Questo governo ed il mancato rinnovamento lo dobbiamo ad un partito politico che per 40 giorni ha saputo solo dire no! Il M5S ed il cittadino Grillo sono responsabili di questo risultato ed è ora che lo si dica apertamente. I lavoratori disoccupati non possono aspettare per la CIG le PMI non possono aspettare, questi signori per i loro sporchi giochi hanno preso in giro gli italiani, che si sappia almeno!

  • E’ successo che comunque il 30% dei voti sia andato alla coalizione che non vi piace. ma il voto amici miei è libero e tranquillo e può dare risultati non apprezzati ( è certo ) da chi o ha perso o non ha vinto !
    Allora i grandi desideri di molti nel PD o a sinistra di fare da soli, buttare a mare gli avversari che non piacciono ,è un poco comprensibile ( chi non vorrebbe vincere ? ) ma sbagliato : i numeri sono quelli ed allora dobbiamo inchinarci al volere del popolo.
    Poi chi ha perso ( in questo caso il PD che per la seconda volta 2006 e 2013 ha raccolto il regalo del porcellum , altrimenti ).
    Un po’ di saggezza e puntare a vincere la prossima volta : ma se ci si comporta con l’arrogante pretesa di essere i migliori comunque , beh non ci siamo e i risultati da anni lo dimostrano.
    Cambiare nomi , creare programmi seri ( nei sette anni di governi centrosinistra non si sono dati esempi luminosi , anzi ! ) e poi prendere i voti . Altrimenti le lacrime e i pianti sulle sconfitte non contano nulla .
    Dimenticavo : buttate nel cestino la arrogante superiorità che la sinistra immagina avere in tutti i campi e credo sia doverosa la modestia ( v i fatti e nomi anche poco lodevoli ) . Vale per tutti noi ma soprattutto per chi non è il più bravo ma crede di esserlo .
    Grazie L33

  • Poteva essere molto peggio di cosi’, come preferivano i massimalisti antiberlusconiani: con Brunetta, D’Alema, Gelmini, Amato ecc..
    Oppure con la Lombardi alla cultura e Scrimi ai rapporti con il Parlamento.
    Se poi si chiede chi ha vinto, e’ chiaro che ha vinto Berlusconi: perche’ Grillo non ha fatto il governo e non ha votato Prodi.
    E ha perso il Pd ed e’ scomparsa la sinistra radicale.
    Insomma l’antiberlusconismo fanatico non riesce a mandare a casa Berlusconi, anzi mantiene giovane.

  • La cosa tristissima è che poteva essere addirittura peggio di così. Quella ancora peggiore è che il Pd, grazie ai suoi errori e ai niet di Grillo, è nell’angolo: o questo indigesto inciucio, pieno di insidie e di ricatti, o elezioni disastrose, che riporterebbero Berlusconi alla maggioranza, salvo exploit di Renzi. Io sono con la linea di Civati, contrario a questo governo. Al tempo stesso spero che succeda qualcosa che possa cambiare questo quadro. La politica italiana di questi anni è stata piena di colpi di scena che hanno sempre cambiato quello che sembrava l’esito più probabile delle cose. Speriamo che il prossimo colpo di scena, una volta tanto, sia a danno dei berluscones.

  • E’ una schifezza, ma insomma… date le premesse poteva anche andare peggio. E la partita è ancora tutta da giocare nei mesi che verrannno.
    La verità è che il M5S e la parte (pur maggioritaria) del PD che avrebbero potuto dialogare non si sono incontrati.
    Però secondo me la colpa di tutto ciò è da addebitare all’esito delle ultime elezioni, e quindi a quell’elettorato del CS che si è fatto incantare dalle urla di un istrione rabbioso ed ha preferito la protesta massimalista e radicale all’usato sicuro (o comunque al “meno peggio”).

  • Quagliariello? Uno dei saggi voluti dal Presidente della Repubblica.
    Berlusconi? Il più bravo politico italiano, secondo quanto affermato da Monti a “Otto e mezzo”. (In proposito non ho colto reazioni né commenti, ma forse ero distratta).
    Questo Governo? L’unico possibile, ci dice il Presidente della Repubblica.

    Ricominciamo con pazienza e coraggio. Soprattutto non prendiamocela con gli elettori.

  • Importante è che,dei raggiunti accordi stipulati sopra o sottobanco,sia soddisfatto il “neo” Presidente della Repubblica,compagno Napolitano. Il quale dall’alto Colle,dove è stato riallocato per altri sette anni (a Dio ovviamente piacendo),mena fendenti e zittisce chi osa muovergli critiche.

  • E’ DI NOTEVOLE IMPORTANZA,PER IL FUTURO DI QUESTO PAESE,E’ CHE TRA GLI ATTORI DELLE INTESE RAGGIUNTE SOPRA O SOTTO IL BANCO,REGNI L’ALLEGRIA E SIA SODDISFATTO IL PRINCIPALE SPONSOR RIALLOCATO A TAL FINE SULL’ALTO COLLE. DALL’ALTO DEL QUALE SI SENTE’ AUTORIZZATO A MENAR FENDENTI DEMOCRATICI A CHI NON E’ PER NIENTE CONVINTO DEI MATRIMONI DA LUI COMBINATI.

  • Si può sapere per quale misterioso motivo il post mi viene prima respinto e poi invece riappare non appena lo riscrivo e lo invio senza darmi il tempo di correggerlo ?.

  • La cosa inquietante è che, in questo periodo, ogni volta che cerchiamo di ribellarci al male viene fuori qualcosa di peggio. Io vedevo negativamente l’elezione di Marini e adesso non so che darei per tornare indietro e vederlo eletto, perché almeno lui, a differenza di Napolitano, avrebbe preservato il Quirinale per sette anni dagli appetiti berlusconiani. Quindi, mentre esprimiamo la nostra massima contrarietà all’inciucio, dobbiamo cercare di far salire di qualità e spessore la nostra posizione. Sul nostro fronte, non vedo che atteggiamenti disfattisti, con visioni della Repubblica in pezzi e Berlusconi imperatore. Io, per primo, sono in preda a queste paure, ma se vogliamo evitare tutto ciò, piangersi addosso non serve a niente. Potrebbe servire molto invece aprire il cantiere delle proposte – a partire da referendum ben congegnati sulla legge elettorale, sui temi dell’ambiente, del lavoro e della giustizia – incalzare la politica e smascherare la vera natura restauratrice di questa alleanza. Il resto sono pianti di coccodrillo: non parlo certo di L&G, ma mi riferisco a chi, soffiando sulle vele di Grillo, ha fatto di tutto per resuscitare Berlusconi e adesso, di fronte al bel risultato, fa finta di passare in Italia per caso e s’indigna come se non avesse nessuna colpa.

  • Viste le premesse (patto PD-PDL) si può dire, a mio avviso, che ne è uscito qualcosa di decente almeno nel design.
    Chiaramente sono in discussione le premesse, ma su questo si è già detto molto.
    Personalmente ritenevo inevitabile (pur se con conati di vomito trattenuti a stento) perché, com’è scritto altrove, la democrazia è questa e con i suoi dictat dei numeri non costituisce (da sola) un riparo contro gli schizzi di non sto a dire cosa.
    Il B. (furbo come pochi) sta riproponendo la strategia del 2011: eravamo come paese nel guano e per levarsi in fretta altro non era fattibile che prendere provvedimenti feroci (non sostengo che Monti abbia fatto tutto bene, ci mancherebbe): che il prezzo dell’impopolarità lo pagassero altri prima di essere sfiduciato.
    Mutatis mutandis ci risiamo: spunta il padre nobile che rinuncia a (quasi) tutto per il bene del paese (non lo conoscessimo ci sarebbe da apprezzarne lo spirito). Sulla sponda del fiume passerà il cadavere del suo nemico (l’insuccesso elettorale) e allora l’italica smemoratezza e la superficialità dei più gli riconsegnerà il paese quando i sondaggi gli garantiranno il margine necessario e deciderà di togliere l’ossigeno al governo.
    Antiberlusconismo viscerale? Certamente come non potrebbe non essere da parte di chi è democratico per necessità e liberale per convinzione e, come tale, disprezza la figura di chi si proclama liberale offendendo con i suoi comportamenti diciamo politici -per carità di patria- chi lo è (pochi purtroppo).

  • Forse nessuno ha spiegato al nostro amato e stimatissimo Presidente che continuando all’infinito la “svolta di Salerno” si torna al punto di partenza.

  • “Poteva essere peggio di così?”: sì. Lo poteva essere… … È stata una classica chiacchierata domenicale tra amici. La politica qui, il Governo là, il Presidente, le elezioni ecc ecc… Ne è emerso un quadro per lo meno ‘difficile’. Ne ho ricavata la certezza che l’elettore medio non ha più la percezione del rango delle tematiche. Dalla discussione, è emerso oltre ogni dubbio, che il concetto di principio, valore giuridico, Diritto, democrazia rappresentativa, delega, etica della politica e del servizio, si fermano classicamente alle trite decisioni di Governo: risparmio tout court e tagli alla politica. Non si riesce in nessun modo a portare il livello della discussione là dove i problemi nascono: la cultura civica, l’etica della rappresentatività politica e le sue forme giuridiche accettabili. … È come se ci si ostinasse a parlare di smoking bianco e igiene, restando in piedi in stivali di gomma nella melma… Negando a noi stessi che se non si cambiano le regole dell’accettabilità alla rappresentatività e se non si interviene sulla forma giuridica statutaria dei partiti e movimenti, mai, in nessun caso, si avranno scelte pienamente legittimate dai criteri di selezione. … Per questo dico che poteva andare peggio: se arrivava l’ondata di piena della protesta, avremmo visto il peggio. Tuttavia, se questo Governo, evidentemente politico, non metterà mano ai veri grandi temi come conflitto di interessi, blind trust e statuti dei partiti, avremo perso altro tempo ed altre occasioni. In attesa del peggio che arriverà, stavolta inesorabilmente.

  • Il ritorno del cavaliere nero mascherato da nipote di Letta: il governo delle polpette avvelenate, spacciate per riforme. Grazie Grullini

  • Mi permetto una sola riflessione sull’intervento precedente di Massimiliano Santoni, non privo di spunti interessanti. Come possiamo pensare che questo governo, col fiato sul collo di B, possa occuparsi di conflitto d’interessi?

  • Egregio Signor Antonio, io non mi preoccuperei troppo dell’influsso di Berlusconi sul tema del conflitto di interessi. Perché il conflitto di interessi è ubiquitario, trasversale e longitudinale. … Fermarsi a quello di Berlusconi, è come puntare la Luna, ma guardando il dito. … Il tema coinvolge tutti, destra, sinistra e centro. Da Roma alle Amministrazioni Locali e ritorno. La vera difficoltà sta nell’affrontare un tema che colpirebbe decine o forse centinaia di migliaia di politici coinvolti con la professione, i poteri locali, le economie i contratti e gli accordi di ‘svendita’ del voto. … La domanda che mi pongo io è: riuscirà la ‘politica buona’ a guidare il percorso decisionale dei conniventi fino al punto per il quale capiranno che ‘o si fa il conflitto di interessi, o si muore’?

  • La domanda che mi pongo io è: riuscirà la ‘politica buona’ a guidare il percorso decisionale dei conniventi fino al punto per il quale capiranno che ‘o si fa il conflitto di interessi, o si muore’?

    Bella domanda; no! non ci riuscirà, ora che lo “scontro” perchè ora mai questo è diventato, oppure per non terrorizzare i più empatici come Alemanno, diciamo che c’è poca sinergia tra il popolo e la rappresentanza .
    Qui la questione è che ci si organizzi ad una Nuova Resistenza che smetta di interagire con segretari, vice , vice, e vice segretari che commuovono per la loro realtà disorientata.
    E si provi a discutere con quelle ” ” rappresentanze che ahimè spostano consensi.

  • Anche la mia risposta alla domanda, come dicevo più che legittima, del Signor Santoni, che ringrazio per la Sua precisazione, purtroppo è negativa. Non questa politica, non questo Pd, ormai imbalsamato nel conformismo ipocrita della “pacificazione nazionale”, possono sciogliere il nodo. Certo, c’è una politica “buona”, persino in qualche esponente del Pd e c’è soprattutto nella società. Potremmo riuscire a cambiare il Paese solo mandandoli tutti a casa, non a parole come Grillo, che poi nei fatti, col suo sterile e inconcludente massimalismo, si è rivelato la loro assicurazione sulla vita, ma attraverso il ricambio della classe dirigente o la fondazione di nuove forze politiche. Quanto ai 5 Stelle, mi ricordano i Soliti Ignoti, che organizzano il colpo del secolo e poi si consolano con un piatto di pasta e ceci. Anzi, a loro, e purtroppo anche a noi, non è rimasto nemmeno quello.

  • domanda: poteva essere peggio di così?
    risposta: no

    commento: non venitemi più a cercare, alle prossime elezioni. per votare per il pastrocchio tanto vale votare direttamente il nano grasso e pelato.

  • Ma se LeG cercasse di avere un minimo di presenza televisiva e spiegasse certe cose direttamente ai cittadini? Ho detto una sciocchezza?

  • Il rischio maggiore è la manipolazione della Carta Costituzionale in senso presidenzialista e che una nuova legge elettorale elimini l’ aspetto truffaldino del premio di maggioranza ma non i limiti ‘ democratici ‘ del maggioritario. Il secondo rischio è che il Pd di Letta cannibalizzi il Pd di Bersani, Fassina e Civati.Il terzo rischio è che i frammenti della sinistra in eterna diaspora continuino a non incontrarsi per ragioni che definirei ‘ aristocraticamente meschine ‘ e spingano i loro potenziali elettori o a non votare più o a consegnarsi nelle mani….digitali del sig.Grillo. L’ ultimo rischio, a questo punto, è che se l’ opposizione dovesse ridursi al M5S, l’ inciucio potrebbe trasformarsi in regime. Urge, quindi, che i ‘ nostri’ saggi ( Zagrebelsky, Rodotà, Eco, Saviano, Settis, Gallino, Gherardo Colombo, gli intellettuali animatori di ALBA, i giuristi che hanno formulato gli ultimi quesiti referendari sull’ acqua bene comune, le donne di ‘ se non ora quando ‘, Landini e la Fiom, Vendola e Sel, Civati e la sinistra PD, ecc. ecc.) diano vita ad un ‘ Cantiere ‘ o ‘ Laboratorio ‘ per la costituzione di un nuovo soggetto politico della sinistra che abbia la Costituzione per sua unica bussola e l’ attuazione dei suoi principi fondamentali per suo unico programma.
    Giovanni De Stefanis, Leg Napoli

  • Interessante. È in corso un prodromo di partecipazione proattiva degli iscritti LeG. C’è in gioco il nuovo assetto riformista della politica italiana. Il PD è il golem degli ex PCI, DC e PSI. È un gruppo assai eterogeneo di persone che, storicamente, mal si sono sopportate già a livello territoriale. Mi piace ricordare la ‘competizione’ che era viva al tempo delle Case del Popolo, ‘contro’ i circoli MCL o ACLI e via dicendo… Ricordo le stanzine dedicate a ciò che rimaneva del glorioso PSI dei tempi dell’antifascismo, che niente aveva a che vedere con il socialismo craxiano ma molto di più con il socialismo europeo. Insomma, la caduta dei regimi ideologici, ha creato un vuoto che non è stato colmato con una catarsi pacifica che resettasse le teste del popolo. Morta l’ex CCCP e con essa il PCI e caduti DC e PSI con mani pulite, non c’è stato un o ‘scorno’ tra le anime che sono andate a popolare il PD attuale. Ecco. Da lì si deve ripartire. Io credo, no, sono convinto, serva un confronto libero, duro e aperto che elimini dal campo gli scheletri ideologici e riporti ad individuare le idee che accomunano le persone di ‘sinistra’, o meglio riformiste. Dignità, libertà, legalità, uguaglianza, fratellanza… La Costituzione. Da qui ripartire con una nuova struttura che realizzi l’anima della politica italiana: il centro moderato. Solo che questo deve essere scomposto in due parti, una riformista e l’altra conservatrice, o con altro nome se preferite ma con questa struttura. Avremmo così quattro parti: una sinistra ideologica che è palestra di idee per il grande centro riformista moderato e un centro conservatore ed una destra omologa e opposta (se si vuole) alla sinistra. … Attenzione. A destra, la catarsi probabilmente è già avvenuta con l’intervento storico di Fini che ripudiò il passato fascista realizzando l’idea di destra come avulsa da autoritarismo ed egomonismo. Quindi rimarrebbe solo la ‘catarsi’ dell’abbandono di Berlusconi e tutta la sua cricca deforme che ha svuotato il PDL, per innescare lo stesso percorso fondativo del centro moderato conservatore. … Al termine di questo tunnel c’è il nuovo Popolo italiano. Un Popolo cosciente del futuro, ma libero dal passato e memore dello stesso.

  • Giovanni de Stefanis,
    1- Gli Intellettuali.. dove sono?? dove sono? penso in termini, quali problematiche tipo: refendum, SCUOLA PUBBLICA- PRIVATA-a Bologna si vota tra poco, dove sono? gli Intellettuali? (Un abbraccio a Marescotti) ACQUA PUBBLICA dove sono?gli Italiani si sono già espressi -FINANZIAMENTO AI PARTITI, dove sono? gli Italiani si sono già espressi “vincendo al referendum,” Intellettuali?dove sono?

    Alba? Bravo de stefani, che fine ha fatto ALBA?
    perche visto che hai cominciato il discorso non lo continui, che fine ha fatto ALBA? che fine hanno fatto “se non ora quando”, “il popolo Viola” donne tricolore, e tanti altri?? dai ti prego interroghiamoci

    L’ ultimo rischio, a questo punto, è che se l’ opposizione dovesse ridursi al M5S, l’ inciucio potrebbe trasformarsi in regime.

    REGIME? scusi. l’ultimo rischio è che non si confondi il Civati con altri parlamentari, l’unico rischio da evitare è il non confondere chi sta dalla parte del bene per tutti e chi non sta.
    Sarebbe gia una bella soluzione non fare distinzioni su una opposizione non crede?
    Un nuovo laboratorio di idee? che due maroni.
    Ma Liberta e Giustizia non è nato come laboratorio di idee?
    Quante idee e laboratori ci vogliono per far fede alla costituzione?
    Se lei guarda ed io insieme guardiamo un film di Peppone e Don Camillo, ci accorgiamo di una cosa: scusi la semplicità, e la bassezza delle mie opinioni (ma non mi interessa), dopo una sonora scazzottata si ritrovano seduti incerottati , ma con lo stesso problema da risorvere, e la cosa buffa ma normale è che lo risolvevano.
    Quindi se vogliamo abbiamo una bella “cosa”, una roba laica , straordinaria, da far tremare la voce, le gambe, si chiama Costituzione Italiana, o la Vivi, con i benefici e i vincoli , oppure sei un personaggio da Mandato 2013

  • Zagrebelsky e Rodotà vi supplico in ginocchio di fondare un partito
    della COSTITUZIONE ITALIANA.

  • La situazione è particolarmente complessa e deteriorata ma cosa fare, purtroppo, è tanto semplice quanto disatteso. Semplice non vuol significare che andrà bene al primo tentativo, ma che quel che è da fare va fatto, senza ulteriori tentennamenti. C’è un disperato bisogno di un partito serio e intransigente sui valori della costituzione, di un partito che sia laico sia nei giorni pari sia nei giorni dispari, di un partito che una volta presa una posizione la mantenga sempre senza ondeggiare e soprattutto c’è il bisogno di persone che abbiano voglia di impegnarsi in politica, sia “piccole” (i militanti, si sarebbe detto una volta), sia “grandi”. Queste ultime sono indispensabili, perché l’elaborazione concettuale è figlia del pensiero di tutti ma sono le persone più attrezzate intellettualmente a dover tirare le fila di un “partito” o un “movimento” degno di questo nome, altrimenti il risultato è il movimento Cinque stelle, tanta buona volontà e una ridicola incompetenza annegata nel mantra pseudo-democratico della Rete. Soprattutto, però, è necessaria la pazienza: il “partito” o “movimento” che si presenta (dovrebbe presentare) alla tornata elettorale non deve perdere coraggio perché alle elezioni prende il 2% e non entra in parlamento. È necessario (inevitabile) un lavoro di lunga prospettiva, con un orizzonte temporale di non meno di dieci anni, perché si deve ricostruire sulle macerie. Inutile pensare ad una soluzione salvifica, con una formazione che nasce e prende il 10% al primo tentativo. Bisogna insistere sui temi guida e lavorare al fine di educare un elettorato che a sinistra, ancor più che a destra, ha perso il senso di tutto e, in particolare, il senso di sé. Presentarsi e sparire (scappare?) dopo un insuccesso non risolve nulla (e infatti non ha risolto nulla). Quindi lavoriamo perché i prossimi (possibili) insuccessi pongano le basi per i successi futuri, perché nessuno può illudersi né che il PD si trasformi improvvisamente (a proposito di speranze salvifiche! Come si può pensare una cosa simile?) , né che un’armata di piccole entità (comunisti superstiti, movimenti, etc.) possa sbancare la ruota elettorale una volta venuta alla luce. La depressione post-elezioni subentra proprio per le due speranze (disilluse ogni volta) di cui sopra e per il fatto che nulla resta del tentativo fallito. Nulla. Bisogna lavorare su tempi lunghi e con passione, le scorciatoie non esistono. Altrimenti dovremo tenerci un governo giovane (ma riusciamo a capire in che mani siamo? È un governo accettabile perché non ci sono i “vecchi” e ci sono i “giovani”, poco importa se qualche “vecchio” di quelli buoni servirebbe e molti “giovani” fanno rabbrividire) e morire così. Quindi avanti con Quagliariello costituzionalista, la De Girolamo ministro e Angelino agli interni. Basta per favore! Chi in passato ha provato a “protestare” e a “proporre” in modo originale e costruttivo (Alba, Libertà e Giustizia, Se non ora quando, il movimento del popolo viola, le agende rosse di Borsellino, il movimento dei Beni Comuni) deve impegnarsi direttamente, senza la paura di fallire o di sporcarsi le mani con la politica di tipo tradizionale o l’attività parlamentare. Altrimenti finiremo male, veramente male

  • La politica è realismo, in questo Berlusconi batte tutti per capacità di scegliere le mosse giuste e non aver paura di allearsi anche con i più impresentabili pur di raggiungere il risultato. Se la situazione è quella che è bisogna avere il coraggio di ammettere che la dirigenza a sinistra è sempre stata inadeguata per incapacità di capire il momento e di saper capire i cambiamenti sociali che ci sono stati nel paese. Anche adesso se incominciamo con i soliti distinguo intellettualistici richiamo di fare altri danni. La situazione è così perché si sono perse le elezioni e perché a valle si è continuato a insistere con vecchi schemi, abbiamo un governo il meno peggio possibile, bisogna lavorare per cambiare la legge elettorale, cercare di rilanciare un minimo l’economia e riunificare il PD e creare le condizioni affinchè a scegliere la data delle elezioni non sia il Cavaliere per non riconsegnare il Paese a Berlusconi

  • PierPier, un po’ di sano realismo d’alemiano è quello che ci voleva, davvero. Dopo vent’anni di realismo (inseguire i temi imposti dagli altri è considerabile realismo? La bicameralismo è realismo? Le chiacchiere sul federalismo pure? Le posizioni ondivaghe su immigrazione e diritti invece?) siamo qui a prendere coscienza (con realismo, s’intende) che abbiamo un nuovo governo che, essendo il migliore (meno peggio)possibile, potrebbe financo non dispiacerci. E quindi prepariamo la prossima sconfitta dovuta a chi, il Berlusconi di cui sotto, è più bravo di tutti nel mestiere hce va, imbarcare tutti, appunto. Auguri

  • Solo per segnalare la grave dimenticanza di Tom Bombadil: la sinistra minoritaria nel paese fino dal 1861, e allora non ci resta che prendere atto dei numeri e allearci con la destra, altrimenti saremo sempre all’opposizione.
    Non c’è niente da ridere: ho sentito anche questa, tra le tante fregnacce che ci raccontano.

  • Fra le tante “perle” del periodo, sembra che si prospetti la presidenza della Convenzione per le Riforme a Berlusconi. Spero che almeno Sel e 5 Stelle disertino la Convenzione in segno di protesta. Quanto al modo di sconfiggere B., più che un politico credo serva un esorcista.

  • Credo che LeG debba ,nelle imminenti prox elezioni,offire una proposta elettorale:
    -ai tanti delusi del PD che vedranno sempre più come questo Governo è ostaggio del Pdl e di Berlusconi, rendendo ai loro ( ns ) occhi imperdonabile il tradimento al mandaro elettorale:
    -ai delusi del M5S -ex PD ed ex non votanti- che vedranno sempre più come l’atteggiamnto di Grillo nel non gestire i loro voti ha concorso a determinare il governo PD/Pdl;
    - ai non votanti ,tra gli 11 miloni di questa tornata – che sono tali in quanto non si vedono – ed ora più a ragione che mai- rappresentati nelle proposte e nell’agire del PD ;
    Credo che oggi solo LeG possa offrie una proposta elettorale credibile, per le persone e per le vicende associative, e capace di dare fiducia in un uso positivo e strategico del voto ricevuto ( non solo di propotesta come M5S).Mantenendo negli ideali e nella posizione politica una barra ferma.
    Lo penso e lo scrivo da tempo.
    Credo anche che se il prof Zagrebelsky avesse avuto a sostegno una base elettorale di LeG ora sarebbe Presidente della Repubblica. e quindi una simile scelta servirebbe anche a non perdere la prossima opportunità quando Napolitano lascerà.
    Se questo spazio elttorale non verrà coperto da una proposta di LeG quale altra inutile/dannosa avventuira politica del cs nascerà ad occuparlo?
    roberto

    -

  • Bene, criticare: qualcuno mi spieghi però quale era la strada percorribile. Quali alleanze?
    A tutti trema il cuore all’idea che si facciano riforme in senso presidenziale.
    Chiediamo che la Convenzione per le riforme sia affidata alla Presidenza di Rodotà o di Zagrebelsky.
    Giuliana Zanelli, Imola

  • Penso che, a parte il fatto che Letta e i suoi nel governo sono delle persone per bene, siano stati i gravi errori e le leggerezze commessi dalla dirigenza del PD dopo la batosta elettorale a determinare una soluzione inaccettabile nella forma e preoocupante nella sostanza. Basta sentire Brunetta per rendersi conto del pozzo nero e senza fondo in cui Letta & C. si sono infilati. Come non capire che le aperture di Berlusconi sono finalizzate esclusivamente a trovare il modo di sfuggire ai suoi processi e alle gravissime responsabilità politiche di un ventennio caratterizzato da malaffare, corruzione e in genere da mala gestio della cosa pubblica. Certo Berlusconi è alla ricerca di nuovi e ponderosi legittimi impedimenti. Come non capirlo? Non so proprio come se ne possa venire fuori da questa situazione paradossale. So soltanto che se Bersani avesse veramente aperto al M5S dichiarandosi sin dall’inizio disponibile a bloccare il finanziamento ai partiti e accettando poi immediatamente e senza dubbi la candidatura di un uomo di sinistra e perbene come Rodotà avrebbe posto le condizioni per un patto di ferro con quel movimento. Quantomeno lo avrebbero messo in difficoltà in un angolo. E per favore non ci vengano a raccontare che Rodotà non avrebbe avuto i voti necessari. Ma perchè Marini e soprattutto Prodi li hanno avuti quei voti?

  • io credo che il partito democratico abbia ormai esaurito la sua spinta propulsiva, se mai l’ha avuta.
    io credo che il partito democratico sia stato la più grossa disgrazia che la destra italiana potesse augurare ai suoi oppositori, e che solo pochi ottimisti potessero confidare in una simile banda di incapaci.

    io credo che questo governo sia la pietra tombale sulla possibilità del cosiddetto partito democratico di rappresentare un’alternativa credibile al sistema perverso del nano grasso e pelato.

    io credo che da oggi, anzi da ieri, tutte le persone di buona volontà debbano cercare di creare un nuovo soggetto politico che sia veramente capace di porsi in alternativa ad un sistema corrotto e antidemocratico. io credo che siano in molti ad attendere solo l’occasione di trovare qualcuno che si ponga in modo costruttivo in opposizione a chi ci ha trascinato in questa situazione.

    basta con questi quacquaracquà! la vogliamo capire, o si o no?

  • E la Lorenzin alla Sanità allora? Finirà di smantellarla? E che competenza potrà mai avere in merito se non quella di perseguire una privatizzazione selvaggia. Che disastro. Che abisso rispetto ad esempio a un Ignazio Marino

  • Zagrebelsky, Rodotà, Eco, Saviano, Settis, Gallino, Gherardo Colombo, gli intellettuali animatori di ALBA, i giuristi che hanno formulato gli ultimi quesiti referendari sull’ acqua bene comune, le donne di ‘ se non ora quando ‘, Landini e la Fiom, Vendola e Sel, Civati e la sinistra PD, ecc. ecc. tutte queste persone che lentamente abbiamo imparato ad apprezzare cosa hanno detto o fatto per l’ILVA di TARANTO? Forse VENDOLA avrebbe fatto meglio ad non interessarsi di TA …ma di lui se ne occuperà la magistratura… si spera presto! Ho l’impressione che la gente cerchi i problemi e non vede quelli che ha davanti.
    TARANTO O SI RISOLVE O SI MUORE!
    SALVA I BAMBINI DI TARANTO DAL PIOMBO – SE NON ORA QUANDO? – etc etc .
    Vi andrebbe bene uno slogan di questi sulla vostra bandiera?
    Io sono pessimista : nessuno di voi reputa una battaglia per TARANTO doverosa e qualificante! Non è vero? Smentitemi!!!!!! Ingroia e Bonelli sono andati a TARANTO, a loro un grazie di cuore. Non siete stufi di seghe mentali alla Ignazio Marino??

  • No, con quel risultato elettorale “non poteva essere peggio di così”. Questo governo è il peggio che potesse venir fuori dal risultato elettorale del 24 e 25 febbraio.
    L’unico elemento positivo è che ha chiarito definitivamente la natura dorotea del Pd, anche agli occhi di chi come me aveva continuato a dargli fiducia con il voto. Il Pd si è trovato ad un bivio ed ha scelto la propria strada “in conformità” con la sua storia di questi ultimi venti anni.
    Il Pd è un baluardo della conservazione e contro di esso dovrà battersi chi vuole affermare il nuovo dei diritti antichi e costituzionali di Libertà e Giustizia.

  • Abbiamo dovuto accettare il male minore. Il vincitore è sempre Berlusconi, che vede accantonate la riforma della giustizia, i criteri di inelegibilità, il conflitto d’interesse. Del resto sette travagliati anni di centro-sinistra non hanno prodotto risultati in questo senso. Speriamo di sbloccare l’economia e di uscire dal tunnel. Certo il governo è un insieme pasticciato. Oltre alla professoressa Carrozza abbiamo una Lorenzin messa lì a bilanciare la spartizione, abbiamo Alfano all’Interno ma sono riusciti a mantenere la Cancellieri. Aspettiamo e incrociamo le dita. Certo, triste sorte per gli orfani del PD!!!

  • ” Chiediamo che la Convenzione per le riforme sia affidata alla Presidenza di Rodotà o di Zagrebelsky2 si legge in un commento. Ma se il governo sta “seriamente” discutendo di affidarla a Calderoli (sì, proprio il responsabile della legge elettorale-porcata !) , che speranze ci sono ?

  • Caldaroeul? Ma va!
    Diciamo così. Se la cosiddetta convenzione per la riforma della Costituzione la presiede Berlusconi, allora siamo di fronte ad una tragedia.
    Se la presiede Calderoli, siamo di fronte a una farsa. Una roba del tipo “Totò e Peppino e la riforma della Costituzione”

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