Privacy, verifiche a campione negli uffici sulla tutela della riservatezza. Il nuovo staff è guidato dal presidente Antonello Soro (Pd) e dalla sua vice Augusta Iannini (Pdl, ex magistrato, ex direttore dell’ufficio legislativo del ministero della Giustizia nonché moglie di Bruno Vespa)
Il pm parla dopo le polemiche con il presidente dell’Anm Sabelli: “Quando ho detto che per avere la verità sulla mafia ci vuole una nuova classe dirigente mi riferivo alla politica dall’Unità a oggi. Sono vent’anni che partecipo a tavole rotonde del genere, come lo stesso Caselli. Un buon magistrato resta imparziale anche se va un dibattito
La storia della responsabilità civile dei giudici potrebbe cambiare stamattina, tra le 10 e le 11. Con un blitz della Lega e il voto complice del Pdl e dei Radicali, da sempre favorevoli. I giudici, da sempre, sono contrari alla responsabilità diretta. Convinti come sono che essa colpisca a morte la loro autonomia e indipendenza.
ROMA – Il commento più esplicito: «Questa volta è un casino…». Quello più elegante: «Ammettiamolo, non è una passeggiata». Quello più problematico: «Ci troviamo di fronte a una questione che tutto è, fuorché banale». Il più realistico: «La decisione non […]
SOLO DODICI ministri. Quelli col portafoglio. Più tecnici che politici. E forse, alla fine, solo tecnici. Con nomi di prestigio, quello di Bini Smaghi, nella poltrona che è di Tremonti, e di Umberto Veronesi, destinatario di una telefonata del Colle, alla Salute. Per dare subito una doppia immagine, di autorevolezza, di austerità, di massimo contenimento dei costi, e di un governo che ha un mandato preciso, salvare l’economia e quindi il Paese.
La protesta al Pantheon. Ma il premier va avanti, lunedì gli emendamenti per il blackout. La Bongiorno boccia il ritorno alla legge Mastella: “Si cancellano due anni di mediazioni”
Il Pdl torna al testo Mastella: bavaglio fino all’appello. Giovedì protesta in piazza. Votazioni in aula tra una settimana Palamara (Anm): non è vero che c’è uno stato di polizia
ROMA – Non hanno mai pensato, quelli del Pdl, che il voto sulla prescrizione breve per gli incensurati potesse essere una passeggiata. Ma non s’immaginavano neppure tre settimane d’inferno. Adesso che ci sono dentro fino al collo i berlusconiani contano i minuti al voto finale che, secondo i loro calcoli più ottimisti, dovrebbe tenersi mercoledì sera, un po’ dopo le sette. Ma le incognite, che uno di loro è pronto a elencare, sono troppe e potrebbero anche far saltare tutto.
Assicurano che lo ufficializzeranno a tempo debito, ma già se lo dicono tra loro. Anche al vertice dell’Anm: “Se questi vanno avanti, altro che sciopero faremo”. E la magica parola, sciopero, corre nelle mailing list delle toghe per un intero pomeriggio, rimpalla nelle telefonate, assieme all’ormai famoso, forse abusato, ma pur sempre valido slogan “se non ora, quando?”.
ROMA – Tirati per la giacchetta. Strattonati. Pronti a dire: “Da qui all’11 gennaio ne sentiremo delle belle. Le spareranno sempre più grosse”. Poi a mettere in chiaro: “Niente è ancora deciso sul legittimo impedimento”. Ma una cosa è certa. […]