Ex ILVA: il vero bilanciamento non è tra salute e produzione

22 Ottobre 2026

Fabrizio Bianchi Ricercatore senior associato CNR

Articolo pubblicato su Ambiente e non solo
Fabrizio Bianchi

Titolo originale Ex ILVA: il vero bilanciamento non è tra salute e produzione

L'impianto Ilva di Taranto. Foto Associazione "Genitori Tarantini"

Si continua a contrapporre la salute alla produzione, spesso identificando impropriamente quest’ultima con il lavoro. Ma produzione e lavoro non sono sinonimi. Il lavoro è un diritto fondamentale, mentre la produzione è un’attività economica che può essere organizzata con tecnologie e processi differenti.

Nel corso dell’udienza di oggi 20 ottobre davanti alle Sezioni Unite civili della Cassazione, chiamate a pronunciarsi sui ricorsi contro lo stop dell’area a caldo dell’ex ILVA di Taranto disposto dalla Corte d’Appello di Milano, l’avvocato generale Luigi Birritteri ha sostenuto che nella decisione milanese mancherebbe il «bilanciamento fra tutela della salute e produzione industriale». Ha inoltre affermato che, pur essendo indiscussa la pericolosità dell’amianto, la Corte d’Appello avrebbe desunto il pericolo senza accertarlo. Qualunque sarà la decisione della Cassazione, la contraddizione di fondo rimane evidente.

Il primo problema è concettuale, prima ancora che giuridico: si continua a contrapporre la salute alla produzione, spesso identificando impropriamente quest’ultima con il lavoro. Ma produzione e lavoro non sono sinonimi. Il lavoro è un diritto fondamentale, mentre la produzione è un’attività economica che può essere organizzata con tecnologie e processi differenti. L’articolo 41 della Costituzione stabilisce che l’iniziativa economica non può svolgersi in modo da recare danno alla salute e all’ambiente. Il bilanciamento non dovrebbe quindi riguardare quanta salute sacrificare per mantenere una determinata produzione, ma quali condizioni produttive siano compatibili con la tutela della salute e dell’occupazione.

Il secondo problema riguarda il rapporto tra conoscenza scientifica e accertamento del rischio. È certamente necessario distinguere tra pericolosità di una sostanza, esposizione e rischio sanitario concreto. Ma a Taranto non si parte da zero. Decenni di studi epidemiologici hanno documentato eccessi di mortalità e malattia e associazioni con l’inquinamento industriale. Queste conoscenze non dimostrano automaticamente ogni rischio attuale, ma non possono essere ignorate o ridotte a semplici presunzioni. Soprattutto, la prevenzione primaria non può attendere nuovi casi di malattia per giustificare interventi protettivi.

La Corte d’Appello di Milano ha posto al centro la tutela della salute, indicando implicitamente un diverso terreno sul quale ricercare il bilanciamento: quello delle alternative industriali. Non si tratta di negare le conseguenze occupazionali ed economiche, ma di affrontarle attraverso una trasformazione produttiva che riduca drasticamente le esposizioni nocive.

Per Taranto significa costruire un piano industriale di decarbonizzazione, accompagnato da tecnologie meno inquinanti, bonifiche, valutazioni preventive di impatto sanitario, tempi verificabili e garanzie occupazionali. La decarbonizzazione deve tradursi anche in una concreta riduzione dei rischi per lavoratori e cittadini.

La vera alternativa è tra conservazione di un modello produttivo dannoso e la sua trasformazione. Continuare a cercare un compromesso tra produzione e danno sanitario significa perpetuare una contraddizione che la storia di Taranto ha già reso drammaticamente evidente. 

Fabrizio Bianchi è epidemiologo ambientale con 40 anni di esperienza, ricercatore senior associato del CNR; autore di oltre 300 articoli scientifici su riviste internazionali; collaboratore di media nazionali tra cui Presa diretta, Report, il Domani, Quotidiano Sanità, Scienzainrete, Bo Live dell’Università di Padova, Ambientenonsolo e di Libertà e Giustizia.

È membro del comitato scientifico nazionale di Legambiente e dell’associazione dei medici per l’ambiente ISDE-Italia; Associato ANPI.

Supportaci

Difendiamo la Costituzione, i diritti e la democrazia, puoi unirti a noi, basta un piccolo contributo

Promuoviamo le ragioni del buon governo, la laicità dello Stato e l’efficacia e la correttezza dell’agire pubblico

Leggi anche

Newsletter

Eventi, link e articoli per una cittadinanza attiva e consapevole direttamente nella tua casella di posta.

×