La legge elettorale che, molto probabilmente, sarà approvata entro il mese di luglio in prima lettura dalla Camera dei Deputati, dalla sola maggioranza, presenta numerose criticità dal punto di vista costituzionale.
Fin dal momento della sua presentazione, 160 costituzionalisti, in gran parte aderenti al gruppo Costituzione e democrazia, aveva preso una posizione pubblica, fortemente contraria. Non è frequente che i costituzionalisti firmino questi appelli collettivi. Questo avviene quando siano a rischio gli equilibri democratici.
Così si apriva il nostro appello: «Noi professori di diritto costituzionale riteniamo necessario esprimere una forte preoccupazione per la proposta di riforma della legge elettorale attualmente all’esame della Camera dei Deputati. Essa presenta rilevanti criticità dal punto di vista costituzionale, a partire da un’impostazione di fondo non conciliabile con i principi della democrazia rappresentativa».
L’appello aveva un titolo estremamente significativo: “Ritorniamo alla Costituzione”. Si criticava sia il metodo di una legge approvata in fretta e furia al termine della legislatura (contro i dettami della Commissione di Venezia, del Consiglio di Europa) e senza nessun serio confronto con l’opposizione parlamentare.
Suonava singolare anche il fatto che il Governo vantasse ogni giorno una straordinaria stabilità, ottenuta grazie all’attuale legge elettorale (il cd “Rosatellum”) e poi si apprestasse a modificare unilateralmente quelle regole apparentemente virtuose (anche se molti le considerano non prive di difetti).
Le riserve maggiori erano però di merito. Un premio di maggioranza smisurato (fino al 15 per cento) capace di alterare profondamente gli equilibri parlamentari tra due coalizioni, date in equilibrio, almeno nei sondaggi. Il rischio gravissimo di arrivare a maggioranze in grado di eleggere da sole i massimi organi di garanzia. Le liste bloccate e lunghissime, l’indicazione preventiva del premier con la lesione delle prerogative del Presidente della Repubblica. In sostanza un premierato di fatto realizzato con legge ordinaria anziché con una revisione costituzionale.
Non sfugge a nessuno che una legge così fatta e in forte contrasto con la Costituzione rischia di essere più pericolosa della stessa riforma della giustizia. Nel caso della legge costituzionale meloni Nordio è stato possibile ricorrere al referendum oppositivo, previsto dalla Costituzione e quindi quel tentativo è stato fermato con una valanga di voti.
Contro una legge ordinaria, anche se di forte rilievo costituzionale, approvata quasi al termine della legislatura, non esiste la possibilità del referendum abrogativo ordinario, perché, a parte la difficoltà di formulazione dei quesiti, risulta chiusa la finestra per la raccolta, in tempo utile, delle firme. E non ci si può nascondere che anche il ricorso alla Corte costituzionale risulta molto difficile.
È questa la ragione per la quale i costituzionalisti hanno pensato di organizzare insieme alla Fondazione Demo, ad Articolo21 e a Giustizia insieme un grande convegno il 30 giugno scorso. La giornata scelta è stata simbolica perché in quei giorni cominciava, secondo l’ordine dei lavori, il dibattito alla Camera dei Deputati. L’ulteriore fatto simbolico era rappresentato dal luogo prescelto per il Convegno a pochi metri da Montecitorio.
Anche il metodo è stato singolare perché non erano invitati solo giuristi ma anche giornalisti, scrittori, opinionisti, intellettuali e naturalmente anche i politici. Tutti hanno accolto l’invito ed hanno preso la parola più di trenta persone con i maggiori leader dell’opposizione. Il convegno è stato diffuso in diretta e presto anche i testi potranno essere letti su Giustizia insieme.
Abbiamo voluto intitolare questa iniziativa: “Mille voci per un voto eguale. La legge elettorale: ritorniamo alla Costituzione”. Le forti preoccupazioni che avevamo in primavera al momento della prima versione della proposta di legge della maggioranza, sono aumentate enormemente nel corso dell’iter parlamentare.
Abbiamo voluto organizzare l’incontro su quattro temi. Il primo tema ha riguardato i valori costituzionali in gioco. La Carta si occupa seriamente della materia elettorale ponendo una serie di principi precisi (voto uguale, e libero, rappresentanza, governabilità). Abbiamo già ricordato poco sopra l’alto valore costituzionale della legge elettorale. Il secondo tema intendeva analizzare le principali criticità tecniche della legge elettorale; in pratica quelle messe in luce dall’appello dei 160 costituzionalisti. Il terzo tema ha cercato di mettere a fuoco i rimedi adottabili prima e dopo la promulgazione della legge, nella sciagurata ipotesi che sia presto approvata anche dal Senato.
Il quarto tema sottoposto al dibattito non poteva non prendere in considerazione il miglior modello possibile di legge elettorale. Va subito detto che il dibattito parlamentare accelerato e blindato non ha consentito in alcun modo alle opposizioni di proporre un testo alternativo. Tuttavia, era giusto affrontare anche questo profilo, poiché tra gli esperti c’è chi guarda positivamente ancora al Mattarellum, mentre altri preferiscono un sistema proporzionale ed infine non manca chi valuta positivamente il modello maggioritario a doppio turno, che caratterizza la Repubblica francese.
Concludendo, gli obiettivi che ci siamo posti con questo incontro sono stati diversi. Il primo è stato quello di informare: il nostro compito di studiosi, accanto a quello dei giornalisti, è fare chiarezza sullo stato delle cose. Non si può nascondere che nell’opinione pubblica, sono ancora molti quelli che ritengono che il dibattito sulla legge elettorale sia ancora un dibattito riservato solo agli esperti. Il secondo obiettivo è quello di divulgare, di rendere quindi accessibili concetti complessi: questo risultato dipende essenzialmente da un dialogo stretto fra giuristi e giornalisti e comunicatori. L’ultimo obiettivo che si deve perseguire, di fronte al rischio che la maggioranza, cambi le regole del gioco alla vigilia del voto ed imponga una legge pericolosa per gli equilibri democratici è il più democratico di tutti; la mobilitazione del corpo elettorale, del popolo.
Un’ultima informazione è importante. La mobilitazione popolare è già in atto, a quanto è dato percepire. In pochi giorni è stata costituita una “Rete per un voto libero e uguale” alla quale hanno rapidamente aderito una trentina di associazioni ed organizzazioni che vogliono impegnarsi a sollecitare un dibattito critico in tutto il paese.
Si può leggere qui di seguito l’elenco provvisorio di queste prime organizzazioni. Il compito di tutti noi è quello di far crescere questo movimento democratico. Siamo in estate e fa caldo, ma il metodo della “palla di neve” che rotolando diventa valanga, non è sgradevole.
Dobbiamo ritrovare lo stesso spirito e la stessa partecipazione del recente referendum sulla giustizia; dobbiamo far capire al Paese che è in gioco la tenuta della Costituzione e far crescere una forte ed attiva partecipazione contro i pericoli di questa riforma.
Rete per un voto libero e uguale
| Articolo21 |
| Camera forense per la Costituzione |
| Carteinregola ODV |
| Comitato avvocate ed avvocati per la Costituzione (Bari) |
| Comitato civico del Centro Abruzzo per la difesa della costituzione |
| Comitato dei popolari per la riforma della legge elettorale |
| Comitato Iniziative Popolari. |
| Comitato Officina Costituzione |
| Comitato società civile per la Costituzione Cremona |
| Comitato trapanese per la difesa della Costituzione |
| Coordinamento iniziative Brescia |
| Coordinamento per la Democrazia costituzionale |
| Costituzione e democrazia |
| Critica sociale |
| Demo La Fondazione |
| Fermatevi grazie |
| Fondazione Basso |
| Giuristi democratici |
| Giustizia insieme |
| Libertà e giustizia |
| Magistratura democratica |
| Movimento per la Giustizia – Art.3 E.T.S |
| Osservatorio per la libertà e la giustizia sociale “Sandro e Carla Pertini” |
| Partecipazione attiva |
| Rete palermitana per la difesa e l’attuazione della Costituzione |
| Salviamo la Costituzione |
| Votolibeguale |

