Elezioni europee. Libertà e giustizia per un’Europa dei cittadini e dei diritti

26 Maggio 2024

Daniela Padoan Presidente Libertà e Giustizia, Scrittrice

Questo contenuto fa parte di uno speciale Europa

Come Libertà e Giustizia, abbiamo deciso di riprendere la tradizione delle scuole di cultura politica che hanno segnato i vent’anni dell’associazione con un ciclo di incontri dedicati all’Unione europea, al suo funzionamento e al modo in cui i Trattati hanno disegnato una democrazia rappresentativa e partecipativa oggi disattesa e in pericolo.

Una scelta controcorrente, in una campagna elettorale in cui si parla poco di programmi e dove gli esiti della prossima scadenza elettorale sono giocati in gran parte sull’attrattiva mediatica dei singoli candidati e sul riverbero che il voto inevitabilmente assumerà sulle politiche nazionali. Eppure, nella prospettiva della china autoritaria presa dal nostro Paese, il voto europeo è tanto più essenziale: l’Unione è nata per costituire una sponda capace di frenare le spinte nazionaliste dei singoli Stati membri ed esigere il mantenimento dello stato di diritto.

Questo progetto ha al centro il Parlamento, unico organo elettivo dell’Unione, oggi sempre più esautorato da Commissione e Consiglio.

Daniela Padoan

Per questo abbiamo dedicato tempo e cura ai sette incontri che abbiamo promosso nella sede di rappresentanza del Parlamento europeo a Milano, in collaborazione con Cgil Milano. (Sul nostro canale YouTube si trovano tutte le lezioni).
Abbiamo potuto contare sul contributo di accademici, rappresentanti delle istituzioni europee ed esponenti della società civile, confrontarci e, al termine del ciclo, dare vita a dieci punti programmatici che, in uno spazio significativo per la cultura milanese, la Fondazione Feltrinelli, abbiamo presentato alla cittadinanza, chiedendo ad alcune candidate – tutte donne, abbiamo per una volta voluto fare una discriminazione di genere al contrario – di impegnarsi, se elette, ad abbracciare.

I dieci punti non sono un programma politico, sono invece un attraversamento dei temi per noi prioritari – il mantenimento dello stato di diritto, l’applicazione dei diritti fondamentali, la giustizia sociale e ambientale – declinati nella concretezza delle sfide che il Parlamento si troverà ad affrontare nei prossimi anni, mentre molte e pericolose sono le spinte esercitate da Paesi che si riconoscono, apertamente o meno, nella democrazia illiberale inaugurata dal premier ungherese Viktor Orbán, al quale – per ironia – spetterà il primo semestre di presidenza del Consiglio dell’Unione europea, che stabilirà l’ordine del giorno e guiderà il negoziato sui vari temi.

Nello stesso modo in cui, come Libertà e Giustizia, siamo impegnati non solo a difendere la Costituzione italiana dall’attacco governativo ma a chiedere la piena attuazione della nostra Carta, dove è disegnato un programma politico ancora ben lontano dal vedere un compimento, intendiamo batterci perché il progetto europeo – nato dalla necessità di opporre una diga alla devastazione portata in Europa dai nazionalismi e dal nazifascismo – venga non solo difeso, ma possa finalmente vedere attuati i suoi dettami di pace, libertà, giustizia.

Questo progetto ha al centro il Parlamento, unico organo elettivo dell’Unione, oggi sempre più esautorato da Commissione e Consiglio; e ha al centro i cittadini, per i quali i Trattati stabiliscono il diritto di partecipare alle scelte legislative, con meccanismi di inclusione e trasparenza su decisioni e indirizzi. Il Trattato sull’Unione europea, in particolare, assegna al Parlamento una responsabilità nella trasformazione dell’Unione in uno spazio sovranazionale di Libertà, Sicurezza e Giustizia, con l’articolo 3.

Sappiamo che, sempre di più, a prevalere è l’aspetto della sicurezza, intesa come progressiva chiusura delle frontiere, controllo e, ora, militarizzazione. Per questo chiediamo alle candidate e ai candidati di impegnarsi affinché ogni politica rimetta al centro i principi costitutivi di libertà e giustizia, in dialogo e con l’apporto della società civile, e che l’Unione europea torni a essere progetto di democrazia, dialogo, pace.

Scrittrice, saggista, si occupa da anni di razzismo e dei totalitarismi del Novecento, con particolare attenzione alla testimonianza delle dittature e alle pratiche di resistenza femminile ai regimi.

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