TORTURA: L’ASSOCIAZIONE ANTIGONE A RENZI, SUBITO LA LEGGE

TORTURA: L’ASSOCIAZIONE ANTIGONE A RENZI, SUBITO LA LEGGE

Nell’aprile del 2015 l’Italia è stata condannata per le torture all’interno della scuola Diaz durante il G8 di Genova.
Nel mese di novembre ha offerto una composizione amichevole a due detenuti torturati nel carcere di Asti. La stessa modalità è stata utilizzata, nei giorni scorsi, con 31 torturati a Bolzaneto sempre durante il G8 del 2001.
45.000 euro a condannato per un totale di circa 1,5 milioni di euro, pur di non approvare una legge.

Matteo Renzi dopo la prima condanna, con un tweet, prese posizione dicendo che la risposta sarebbe arrivata in Parlamento con l’approvazione del reato.
Una risposta che però, a nove mesi di distanza, ancora non è arrivata.

Per questo Patrizio Gonnella (presidente di Antigone) si rivolge, in questo video, al Presidente del Consiglio Matteo Renzi, per chiedergli di trasformare quel tweet in una legge, forte anche delle oltre 53.000 persone che hanno firmato la petizione su Change.org e delle centinaia che negli ultimi giorni hanno chiesto la legge su twitter usando l’hashtag ‪#‎SubitoLaLegge‬.

Inserire il delitto di tortura nel codice penale. Perché la tortura è una pratica medievale


Associazione Antigone Roma, Italia
53.636
Sostenitori

Nonostante gli impegni internazionali assunti l’Italia oggi non ha ancora un reato di tortura.

La tortura è un crimine contro l’umanità. Così è definita dalle Nazioni Unite e dal Consiglio d’Europa. Una persona custodita dallo Stato, quello Stato che rappresenta tutti noi, non deve mai sentirsi a rischio. Ma la tortura in Italia non è reato. Abbiamo cinquemila norme penali che puniscono e proibiscono comportamenti di ogni tipo, ma non abbiamo il delitto di tortura nel nostro codice penale. Eppure la tortura esiste, eppure la tortura è praticata. Nessuna democrazia può ritenersi al sicuro. Solo nell’ultimo anno sia le Nazioni Unite durante la Revisione Periodica Universale sia la Corte europea dei diritti umani nel caso Diaz ci hanno chiesto di colmare tale mancanza. Noi continueremo incessantemente a lottare perché il diritto italiano colmi questa lacuna intollerabile. Continueremo anche a lottare perché la tortura non sia praticata mai e in nessuna circostanza.

Per questo chiediamo al Parlamento di approvare subito una legge che introduca il crimine di tortura nel nostro codice penale. Una sola norma già scritta in un atto internazionale. Per approvarla ci vuole molto poco.

Firma la petizione per introdurre il delitto di tortura nel codice penale.

Lo hanno già fatto migliaia di persone tra cui:

Andrea Camilleri, Massimo Carlotto, Ascanio Celestini, Cristina Comencini, Erri De Luca, Luigi Ferrajoli, Davide Ferrario, Elena Paciotti, Mauro Palma, Stefano Rodotà, Rossana Rossanda, Ettore Scola, Daniele Vicari, Vladimiro Zagrebelsky, Vittorio Agnoletto (Flare), Mario Angelelli (Progetto Diritti), Don Luigi Ciotti (Libera, Gruppo Abele), Franco Corleone (coord. Garanti territoriali), Roberto Di Giovan Paolo (Forum salute in carcere), Ornella Favero (Ristretti Orizzonti), Luigi Manconi (A buon diritto), Corrado Marcetti (Fondazione Michelucci), Antonio Marchesi (Amnesty International), Alessandro Margara (ex capo Dap), Carlo Renoldi (Magistratura Democratica), Marco Solimano (Arci), Cecilia Strada (Emergency), Andrea Paolo Taviani (Medici contro la tortura), Rete Viola, 10X100 Genova, Gabriella Guido (LasciateCIEntrare), Italo Di Sabato (Osservatorio sulla Repressione), Daniele Domenicucci (Referendario – Corte giustizia dell’UE), Paolo Flores D’Arcais (Micromega).

 

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