L’appello/Così si salva la democrazia

9515-europa sorry we are closedCaro direttore, chiediamo ai tre creditori della Grecia (Commissione, Banca centrale europea, Fondo Monetario internazionale) se sanno quello che fanno, quando applicano alla Grecia un’ennesima terapia dell’austerità e giudicano irricevibile ogni controproposta proveniente da Atene. Se sanno che la Grecia già dal 2009 è sottoposta a un accanimento terapeutico che ha ridotto i suoi salari del 37%, le pensioni in molti casi del 48%, il numero degli impiegati statali del 30%, la spesa per i consumi del 33%, il reddito complessivo del 27%, mentre la disoccupazione è salita al 27% e il debito pubblico al 180% del Pil.
Al di là di queste cifre, chiediamo loro se conoscono l’Europa che pretendono di difendere, quando invece fanno di tutto per disgregarla definitivamente, deturparne la vocazione, e seminare ripugnanza nei suoi popoli.
Ricordiamo loro che l’unità europea non è nata per favorire in prima linea la governabilità economica, e ancor meno per diventare un incubo contabile e cader preda di economisti che hanno sbagliato tutti i calcoli. È nata per opporre la democrazia costituzionale alle dittature che nel passato avevano spezzato l’Europa, e per creare fra le sue società una convivenza solidale che non avrebbe più permesso alla povertà di dividere il continente e precipitarlo nella disperazione sociale e nelle guerre. La cosiddetta governance economica non può esser vista come sola priorità, a meno di non frantumare il disegno politico europeo alle radici. Non può calpestare la volontà democratica espressa dai cittadini sovrani in regolari elezioni, umiliando un paese membro in difficoltà e giocando con il suo futuro. La resistenza del governo Tsipras alle nuove misure di austerità — unitamente alla proposta di indire su di esse un referendum nazionale — è la risposta al colpo di Stato postmoderno che le istituzioni europee e il Fondo Monetario stanno sperimentando oggi nei confronti della Grecia, domani verso altri Paesi membri.
Chiediamo al Fondo Monetario di smettere l’atteggiamento di malevola indifferenza democratica che caratterizza le sue ultime mosse, e di non gettare nel dimenticatoio il senso di responsabilità mostrato nel dopoguerra con gli accordi di Bretton Woods. Ma è soprattutto alle due istituzioni europee che fanno parte della trojka — Commissione e Banca centrale europea — che vorremmo ricordare il loro compito, che non coincide con le mansioni del Fmi ed è quello di rappresentare non gli Stati più forti e nemmeno una maggioranza di Stati, ma l’Unione nella sua interezza.
Chiediamo infine che il negoziato sia tolto una volta per tutte dalle mani dei tecnocrati che l’hanno fin qui condotto, per essere restituito ai politici eletti e ai capi di Stato o di governo. Costoro hanno voluto il trasferimento di poteri a una ristretta cerchia di apprendisti contabili che nulla sanno della storia europea e degli abissi che essa ha conosciuto. È ora che si riprendano quei poteri, e che ne rispondano personalmente.
Barbara Spinelli è europarlamentare indipendente del Gruppo confederale della Sinistra unitaria europea/Sinistra verde nordica. Étienne Balibar è un filosofo francese

la Repubblica, 29 giugno 2015

8 commenti

  • Se crediamo che l’Europa abbia ancora un futuro dobbiamo far sentire la nostra voce di cittadini europei. In questo momento io sono una cittadina greca, che trova le banche chiuse, non percepisce o rischia di non percepire lo stipendio, non trova le medicine in ospedale….
    Perché ci indigniamo tanto, e giustamente, per il trattamento disumano dei chiedenti asilo, e non ci immedesimiamo nei nostri concittadini greci?
    Umanità, fraternità e solidarietà non sono solo valori nobili, ma probabilmente anche le vie più “convenienti” per rimediare agli errori fatti.
    Non ci interessa chi ha appiccato l’incendio; dobbiamo correre a spegnerlo e a salvare vite umane!

  • Pingback: In Grecia voterei no

  • Se magari aveste guardato di quanto sono aumentati gli stipendi pubblici e le pensioni prima della crisi, vi sareste resi conto che questa austerità è una bufala: sono semplicemente tornati ai livelli di dieci anni fa, quando già stavano truccando i conti e non morivano certo di fame dato che stavano preparando le Olimpiadi, con le spese pazze che sappiamo. Poi non capisco che senso abbia chiamare in causa principi nobili come la democrazia per giustificare un paese che ha scelto di truccare i conti per vivere coi soldi degli altri. Se la democrazia è questo allora i signori Spinelli e Balibar mi mandino gentilmente un bonifico al mese di mille euro, grazie.

  • Basta con questa dittatura nazista tedesca! Se l’Europa non avesse abbonato i loro debiti di due guerre e quelli dell’unificazione con la DDR sarebbero ancora a chiedere la carità.. Vergogna.

  • Chiediamo un’Europa dei popoli con una democrazia autentica, non diretta da istituzioni non elette dai cittadini.

  • Pingback: Interregnum: Grecia ed Europa per Balibar - il lavoro culturale

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