Nostalgia di Caligola. O del suo cavallo

imageUna volta era il popolo – come scriveva Calamandrei – a sentire lo Stato come “una oppressione estranea, come una tirannia, come un nemico che stava al di fuori e al di sopra di lui”. Oggi non è più il popolo: ma chi lo governa. E allora non si limita a subire. No: sulle leggi, ci sputa proprio. «Io sono orgoglioso. In questo Paese siamo tutti indagati, non c’è un amministratore che non abbia avuto un avviso di garanzia. Chi non ce l’ha è una chiavica». «La moralità… Enrico Berlinguer… Così moriamo, fra gli applausi, ma moriamo».
Sono parole di Vincenzo De Luca, candidato Presidente della Regione Campania, riportate da Mattia Feltri (La Stampa, Mattia Feltri, 30/11/2013). Andate a vederlo, l’ecomostro di Salerno, una delle opere che gli sono valse la condanna per abuso d’ufficio e l’accusa di peculato. La gigantesca piazza che si apprestava a realizzare sul lungomare di Salerno. Trentamila metri quadri a forma di mezzaluna, incorniciati dal Crescent, alto circa 30 metri, esteso per trecento, con una volumetria di 90mila metri cubi: la più faraonica realizzazione dell’ex-sindaco di Salerno, che lo pensava a quanto pare come il proprio mausoleo. Un serpentone di cemento con oltre 100 residenze extralusso, due torri, un parcheggio interrato, più la piazza, in parte crollata e sequestrata dalla magistratura ormai due anni fa insieme a tutto il resto.
L’immenso sacco edilizio è reso possibile da un utilizzo dello strumento delle varianti “disinvolto”. Ovvero criminale, ma probabilmente “a norma di legge”, perché oggi su tutto il territorio italiano si sconcia, si violenta, si cementifica e si svende “a norma di legge”. Noi di Italia Nostra ne sappiamo qualcosa. Ed è questo il tema di questa sconsolata riflessione. Pensateci. Il decreto “Sblocca-Italia” non fa che rendere ancora più ovvio, facile, quotidiano, impudente e beffardo questo stupro continuo.
Le parole citate sopra sono uscite dalla bocca di un ex Sindaco. Che è candidato alla Presidenza di una Regione italiana. Uno che maneggiava sottobanco con quel Nicola Cosentino, ex berlusconiano ora in carcere per aver agevolato il clan dei Casalesi. E’ un candidato ineleggibile secondo una legge dello Stato. Ma il Presidente del Consiglio va a sostenerne la campagna elettorale. Tanto anche il decreto di sospensione è competenza sua, e già pare ovvio a tutti che gli concederà il tempo per fare e vincere il ricorso al Tar, secondo lo sciagurato precedente del sindaco De Magistris.
La surreale indifferenza e il pubblico ludibrio, anzi per parlar chiaro il quotidiano sputo con gesti osceni di cui le massime autorità pubbliche onorano le leggi dello Stato è cosa talmente normale che non trova più spazio fra le notizie. Sta, come tutto nell’Italia di oggi, sui palcoscenici televisivi dell’avanspettacolo. Milioni di italiani guardano Crozza e ci ridono su, ma nessuno fa una piega. Figuriamoci il capo dello Stato, che è un personaggio di Crozza pure lui. Il futuro Presidente della Campania del resto fa un bel pendant con la volgarità violenta, proterva e come al solito auto-assolutoria di un altro ex-Presidente di Regione: quel Formigoni che urla come un pazzo insulti da postribolo e vomita rabbia in faccia a incolpevoli impiegati perché ha perso il volo. Che importa? Un ex-Presidente e uno in pectore, simboli perfetti delle Regioni, questa palestra di disciplina e onore che alimenterà di modestia e sapienza il nuovo Senato della Repubblica. Oh Caligola, che nostalgia del cavallo che facesti senatore. Come doveva essere bello e nobile con la sua criniera e le sue froge frementi.

8 commenti

  • Notate la terminologia (in cui solo ed esclusivamente sta il senso, si far dire, dello scritto):
    “ci sputa proprio”, “la gigantesca…”, “un serpentone…”, “si sconcia, si violenta”, “impudente e beffardo”, “stupro continuo”; “surreale indifferenza”, “pubblico ludibrio”, “sputo con gesti osceni”, “volgarità violenta”, “insulti da postribolo”, “vomita”, “froge frementi”, “Oh Caligola! ecc. ecc. Manca solo: “sovreccitazione furente”.

    Che modo infame di “satollarsi” di vuota chiacchiera!

  • Caro Ferretti, lei dice “infame”. Io ho usato svariati aggettivi, e tuttavia ne ho dato sempre una giustificazione precisa. Citando a) testuali parole di un candidato alla Presidenza di una regione, che emanano disprezzo assoluti per la legalità e l’etica pubblica; b) alcuni fatti (la non eleggibilità di De Luca, il supporto del presidente del Consiglio a un candidato che violerebbe una legge, la violenza e la volgarità di un ex Presidente di regione, e altri ancora). Sarebbe così gentile da giustificare il suo aggettivo? “Infame” perché? Spero che mi risponderà. In forma civile – o “ne” risponderà. Grazie.

  • Illustre prof. De Monticelli,

    se non sarà “bonificato” il Parlamento, luogo-istituzione dal quale discendono a cascata le sorti del Paese, non potremo porre termine allo scempio che da troppi lustri se ne sta facendo. Per poi invertirlo in un percorso ricostruttivo.

    Scempio delle istituzioni, del territorio, di scuola ed università e quindi del livello e orientamento culturale di un popolo.

    Nonchè della Costituzione, nobile disegno prospettico per una sana democrazia rivolta ad un progresso complessivo e continuo, sottoposta ad una corrosione, dapprima sottotraccia e in ultimo ad una demolizione ostentata.

    Non è più un problema politico, destra, sinistra, centro, ma una scelta primordiale tra mediocrità, illegalità, incultura ed eccellenza, rigore morale e culturale, a cui affidare le sorti di un grande Paese e del suo Popolo.

    Scelta che non può essere affidata al solito rito del suffragio universale che a questo disastro ci ha portato, in quanto troppo dipendente da fattori che ne rendono incerto il risultato, pur nella raggiunta consapevolezza, da parte delle masse popolari, della inaffidabilità della classe politica.

    Molto più e meglio spendibile un percorso alternativo che la Costituzione ancora consente: la Sovranità Popolare Reaizzata, non solo enunciata, che esercitando gli artt. che permettono la Democrazia Diretta Propositiva, consentirebbe un percorso più diretto, a risultato predefinito.

    Possibile che non se ne possa neppure parlare?

  • La centralità del profitto e del denaro ha introdotto nel tessuto del sistema politico, delle Istituzioni, della società civile e dell’economia una diffusa insofferenza alle regole etiche, a favore dell’appropriazione privata di risorse pubbliche e dei beni comuni, dell’ evasione ed elusione dagli obblighi fiscali, dando ampia dimostrazione di indifferenza verso le necessità collettive.
    MDC si batte affinchè le cupole politico-affaristiche in ogni parte d’ Italia siano contrastate non solo con le iniziative della Procure, ma anche attraverso la diffusione della cultura dell’onestà, che bonifichi le istituzioni dalla presenza di uomini contigui alle lobbies del malaffare. E’ necessario introdurre regole che liberino la pubblica amministrazione e la società dalla invadenza delle partitocrazie e dall’eccessiva burocrazia, che affermino la piena trasparenza nella azione dello stato in tutte le sue articolazioni, contrastino la penetrazione della criminalità nelle attività pubbliche e negli appalti, impediscano l’appropriazione delle risorse pubbliche per costruire consenso a partiti o persone.
    re una nuova politica, occorre un nuovo movimento

  • Alla signora de Monticelli che, PUNTA SUL VIVO, minaccia denunce (succede solo con certa intellighenzia accademica la quale, guarda caso, è sempre la stessa).
    Ho definito “infame” NON LA PERSONA, MA il modo (noti bene: il modo) di sfornare le proprie idee, un modo (noti bene) che estendo a tutta l’intellighenzia che la legge e l’adora, e anche a quella che si agita in questo sito, dove si dà del fascista (noti bene: del fascista, CHE è DI GRAN LUNGA PIù INSULTANTE DI INFAME) al novantanove per cento degli italiani. E’ il modo cioè il linguaggio, per intenderci, dei grillettari, vale a dire i neo-nazi del XXI secolo (come capiscono anche le pietre).
    Lei ragiona in perfetto stile heideggeriano: “sputa” (è un verbo che lei appioppa al suo prossimo, cioè al novantanove virgola novantanove per cento degli italiani) su tutto ciò che non le somiglia, su tutto ciò che non è il suo “essere”. LEI ARGOMENTA Sì, MA ESATTAMENTE COME HEIDEGGER.
    Per il resto, sarò lietissimo di cimentarmi con lei in tribunale (anche in tema di stupro: una parola che le ronza sempre in testa, heideggerianamente).
    “VOMITARE” AGGETTIVI SUL PROSSIMO è INUMANO.

  • Pingback: Nostalgia di Caligola. O del suo cavallo

  • Certo che avere nostalgia del cavallo di uno dei più orrendi criminali della storia la dice lunga sull’animo profondo degli autoproclamatisi “oppositori al regime renziano”.

    “Quando Commodo fece console il suo cavallo, recò una grave offesa a se stesso: cancellò anche l’apparenza di tutte le magistrature, compresa la sua”.
    Chi l’ha detto, cari sapientoni di questo sito?

    So che gli storici, oltre a rivalutare Nerone, stanno rivalutando anche Caligola.
    Fra non molto, rivaluteranno anche Hitler e Stalin. Sembra che sia questa la loro passione dominante, ammantata di ‘oggettività’, ‘imparzialità’ ecc.
    Mi taccio poi delle venerazione di Cesare da parte del canagliume vetero-stalinista, nel quale i guru pullulano come le mosche in un letamaio.

  • Caligola sarà certamente stato uno dei più grandi criminali della storia, anche se non mi risulta che il numero di persone da lui massacrate sia paragonabile a quello delle persone uccise da molti dittatori del secolo scorso. Ma il suo cavallo era con ogni probabilità un nobile animale che, dal paragone con alcuni padri coscritti di oggidì, può pure fare la sua figura.
    Ma forse la cosa più grave che ha fatto Caligola nella circostanza, è stata trarre in inganno Montesquieu.

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