L’incessante susseguirsi di executive orders che il sindaco di New York Zohran Kwame Mamdani ha firmato a partire dal primo gennaio 2016 – giorno dell’inizio del suo mandato – ha rispecchiato il mix di simbolismo e realismo di quella giornata storica, cominciata subito dopo la mezzanotte in una stazione dismessa della metropolitana. Nessuno si illude che non ci saranno problemi, difficoltà, compromessi e ostacoli da parte di Trump e dell’establishment democratico, ma è indubbio che una New Era simile a quella dei tempi di Fiorello La Guardia – che Mamdani non a aso cita in quasi tutti i suoi interventi come il miglior sindaco che New York abbia mai avuto – sia davvero iniziata.
I primi ordini esecutivi: childcare, antisemitismo, casa, carcere
La sequenza dei provvedimenti e degli interventi pubblici di Mamdani è un processo talmente in progress da rendere inadeguato qualsiasi resoconto, continuamente aggiornato da nuove iniziative. I macrotemi finora affrontati riguardano in particolare antisemitismo, casa, carcere e soprattutto childcare. Cominciamo dunque da quest’ultimo per una panoramica generale.
La prima tappa del piano che entro il 2028 dovrebbe rendere universalmente gratuiti a New York l’assistenza asili nido e scuole materne, e che si è ora tradotta nell’allargamento dell’assistenza all’infanzia per oltre 100.000 bambini e nel free-childcare per tutti i bimbi di due anni, è forse la vittoria politica principale, avendo coinvolto la governatrice dem moderata Kathy Hochul, che ha orgogliosamente presentato il provvedimento insieme a Mamdani. Sebbene Hochul mantenga una posizione contraria alle proposte di aumenti fiscali più ampi sulle persone fisiche, alcuni punti sull’ipotesi di una tassazione delle corporation sembrano indicare un parziale riposizionamento. Per Hochul, che va ad elezioni quest’anno, è conveniente stare quanto più possibile dalla parte verso cui tira il vento, contrariamente a quanto l’establishment democratico ha fatto nell’ultimo decennio nella sua insistente protezione dello status quo a discapito della sua base elettorale.
Tra gli altri provvedimenti che Mamdani ha firmato fin dal primo gennaio alcuni hanno espressamente riguardato la cancellazione di executive orders del suo predecessore Eric Adams, in un esemplare segno di netta discontinuità politica. In un primo decreto omnibus figuravano ad esempio le revoche dell’adozione della definizione di antisemitismo dell’IHRA (International Holocaust Remembrance Alliance) e di quella conseguente sulle direttive anti-BDS (iniziative di boicottaggio, disinvestimento o sanzioni contro Israele). Includendo la definizione dell’Ihra non solo atti di odio contro gli ebrei, ma anche diverse forme di critica politica allo Stato di Israele, Adams aveva vietato a funzionari e agenzie cittadine di sostenere o partecipare a campagne Bds, anche se motivate da ragioni politiche o umanitarie. Mamdani ha però mantenuto il Mayor’s Office to Combat Antisemitism, istituito da Adams il maggio scorso, sostenendo dunque l’impegno della città a contrastare l’antisemitismo e ogni forma di odio. Le nuove direttive rendono la normativa più neutrale in quanto non tutte le critiche politiche a Israele verranno considerate automaticamente antisemite, cosa che permetterà di ripristinare quella libertà di espressione e di azione politica precedentemente vietata.
Sul fronte abitativo, Mamdani ha firmato ordinanze focalizzate sulla crisi degli alloggi. Ad esempio ha ripristinato il Mayor’s Office to Protect Tenants – istituito da Bill De Blasio nel 2019 e abrogato nel 2022 da Adams – per rafforzare i diritti degli affittuari contro locatori negligenti. Per la tutela degli inquilini ha creato gruppi operativi dedicati al monitoraggio dei grandi proprietari che si sono resi responsabili di violazioni edilizie e ha accelerato interventi rapidi contro pratiche abusive, oltre a creare commissioni per individuare nuovi siti per la costruzione a breve di alloggi sostenibili. Esemplificativi sono i provvedimenti presi contro uno dei maggiori gruppi proprietari di edifici di New York, Il Pinnacle Realty ora in bancarotta, che ha commesso migliaia di trasgressioni ai danni degli affittuari e nel cui processo fallimentare Mamdani ha voluto che New York si presentasse come parte in causa in qualità di creditrice.
Strettamente legato al problema della sostenibilità degli alloggi è anche il programma di interventi che Mamdani vuole realizzare in ambito di sicurezza urbana e giustizia penale. Seguendo le indicazioni elaborate dal prof. Alex Vitale1 chiamato nella fase di transizione come consulente, Mamdami ha posto le basi per istituire un Department of Community Safety e ha stabilito linee guida basate su servizi sociali e prevenzione piuttosto che sulla repressione. Ha anche richiesto la piena applicazione della Local Law 42, approvata nel 2024 dal Consiglio Comunale di New York che limitava o vietava il confinamento solitario nelle carceri cittadine, in primis quella dell’isola di Rikers, ma che il sindaco Adams aveva aggirato continuando a usare forme di isolamento sotto altre denominazioni. Ha inoltre emanato il decreto sui rifugi per i senza tetto, inclusi i cosiddetti migrant shelters, strutture temporanee o di emergenza, spesso non conformi alle norme cittadine, destinate ad accogliere migranti, richiedenti asilo e rifugiati. In particolare ha richiesto al Department of Homeless Services (Dhs) di presentare entro il 19 febbraio 2026 un piano che applichi gli standard cittadini in ciascuna delle strutture di cui è responsabile, in modo tale da chiuderle, ristrutturarle o portarle in conformità, ponendo dunque fine all’uso permanente di soluzioni fuori norma giustificate come emergenziali.
Per concludere questa lista non esaustiva delle due settimane del Mamdani sindaco, non si può omettere l’intervento, a lui consueto proprio come lo è sempre stato per Bernie Sanders, che il 12 gennaio lo ha visto in prima linea nel picchetto a sostegno dei 15.000 infermieri di diversi ospedali privati della città, entrati in sciopero nella più massiccia protesta sindacale di infermieri nella storia recente di New York. Accanto ai sindacalisti Mamdani ha espresso un forte sostegno pubblico alle loro richieste di migliori condizioni di lavoro, retribuzioni più eque, maggiore sicurezza e benefici sanitari adeguati, poiché il valore dell’apparato infermieristico “non è negoziabile”.
New York e la Casa Bianca di Donald Trump
Non sono neppure mancate le esplicite critiche all’azione militare statunitense in Venezuela, che Mamdani ha esposto a Donald Trump anche direttamente per telefono, in continuità con la chiarezza di principi che il neo-sindaco vuole caratterizzino tutti gli aspetti del suo mandato. Mamdani ha dichiarato che l’azione unilateralmente condotta dagli Usa contro uno Stato sovrano è violazione tanto del diritto federale quanto internazionale e l’ha condannata come un illegittimo intervento mirato al cambio di regime. Ha anche rassicurato tutti i cittadini venezuelani di New York garantendo sicurezza e informazioni pratiche e promettendo di fare tutto quanto in suo potere, senza però ovviamente poter interferire sulla detenzione newyorkese dei coniugi Maduro che attiene esclusivamente al governo federale.
Inclusione, pluralismo e fedeltà sono i principi incarnati e resi pratica dalle azioni amministrative reali. Parte qui la Nuova Era di New York e, si spera, degli Stati Uniti.
- autore del libro The End of Policing che ha segnato una pietra miliare nel campo della giustizia trasformativa ↩︎


Nadia Urbinati