Sandra Bonsanti: «E ora l’opposizione batta un colpo»

07 Feb 2011

1083001685Con Sandra Bonsanti, che è stata l’anima del Palasharp ed è l’anima di Libertà e Giustizia, dopo il sabato di Milano, ci troviamo a commentare la domenica di Arcore: «È la dimostrazione che certe situazioni diventano trappole. Quando si va a protestare vicino o di fronte alla villa di Berlusconi i rischi sono prevedibili. È lecito manifestare ovunque, ma non si può controllare tutto… Poi ci si espone alle strumentalizzazioni. Per colpa di qualcuno…». In aggiunta agli acidi commenti del giorno dopo…

Sandra Bonsanti, che bilancio si dà e come ha letto i giornali oggi?
«Intanto vi ringrazio. Per il resto mi hanno amareggiato certe interpretazione che hanno scoperto nella nostra iniziativa l’opportunità per il lancio politico di questo o quello».

Di Saviano, immagino. Ma ci avevano pensato già altri e lui, fortunatamente, ha sempre detto no…
«… mentre è stata solo l’occasione per unire tante persone, tante che anche attraverso il nostro sito l’avevano chiesto e tante altre, cittadini che hanno a cuore la Costituzione, la democrazia, ancora valori che parlano di moralità. Senza bandiere e questo mi è parso importante: senza bandiere nel segno dell’unità, senza bandiere per costruire ponti, perché si capisse che nessuno avrebbe potuto accaparrarsi un pezzo o un pezzetto della tribuna o della platea. In prima fila stava seduto Franceschini, autorevole dirigente del Pd: non ci ha chiesto di intervenire. Neppure lo ha chiesto Enrico Rossi, il governatore pd della Toscana. D’altra parte mi pare che un messaggio importante quei cittadini abbiano indirizzato al partito democratico e agli altri partiti: esistiamo, siamo stanchi, vogliamo che insieme si costruisca una strada politica verso il cambiamento».

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