Ciampi a LeG: “La politica ha bisogno della storia”

Cari amici,
innanzitutto un caloroso ringraziamento per l’attenzione affettuosa che avete voluto riservarmi con questo incontro dedicato ai due libri – intervista pubblicati a pochi mesi di distanza l’uno dall’altro. Leggo dal cartoncino d’invito che avete scelto come titolo per l’incontro di oggi Una storia italiana: precisamente l’essenza dei due libri.
L’aver colto, al di là della vicenda personale di Carlo Azeglio Ciampi, questo significato mi affranca da residui , ancorché tardivi, scrupoli di protagonismo.
Nei due libri si snoda, con la mia, la storia di una generazione: quella nata all’indomani della prima guerra mondiale, che imparava a leggere con “libro e moschetto” e “festeggiava” i vent’anni al fronte.
Come inizio, niente male. Volgendosi indietro capita ancora di chiedersi: come abbiamo fatto a superare tante difficoltà? Se è vero che ogni giorno ha la sua pena, non c’è dubbio che alcuni hanno avuto una dose supplementare.
Questa domanda aleggiava soprattutto nel corso delle conversazioni con l’amico Arrigo Levi, per vicinanza anagrafica e per la fase della mia vita oggetto delle nostre chiacchierate.
Negli incontri con Arrigo, al quale mi lega una amicizia di lungo corso, il coinvolgimento dei sentimenti e delle emozioni è stato intenso: ritornavano con grande vivezza i volti cari dei miei genitori, di mio fratello, dei primi compagni di scuola, dei miei educatori. Quel mondo primigenio di affetti dove trova fondamento il senso di sicurezza, di protezione, di cui nessun essere umano può fare a meno, senza patirne gravi conseguenze nella età adulta.
Età adulta che ho ripercorso con Alberto Orioli, giovane e stimolante interlocutore: insieme abbiamo attraversato un passato meno remoto, senza mai perdere di vista il presente: il titolo del libro è la germinazione spontanea di due tranches de vie.
Grato dell’attenzione che riservate alla mia persona, sono tuttavia persuaso che il significato principale dell’incontro di oggi sta nel valore di testimonianza di due libri che raccontano, per l’appunto,”una storia italiana”.
Non sono uno storico, ma sono profondamente convinto che nella fase confusa e complessa che stiamo attraversando, una riflessione storica seria dovrebbe trovare maggiore spazio anche nella discussione politica, pur nella consapevolezza che soprattutto la storia contemporanea “ha una maggiore permeabilità agli interessi in conflitto” – come riconosce uno storico serio, come Mario Isnenghi. E, tuttavia, la riflessione storica è indispensabile, prosegue Isnenghi, per combattere quella “negazione di senso che la dittatura del presente infligge al passato”
Nel rinnovare il mio ringraziamento, colgo con grande piacere l’occasione per formulare i migliori auguri per le prossime festività di fine anno e per inviare a tutti il mio più cordiale saluto.

3 commenti

  • Ciampi è sicuramente una brava persona , però accidenti perchè così confuso sul periodo dove da Presidente del Consiglio si è messo a trattare con la mafia ? 400 mafiosi òlevati dal 41 bis a carceri piu’ livei per colpa del secondino che ha aperto la porta della cella ? Suvvia , non sapevo nulla il Ministro Conso ha fatto tutto da solo !
    Per favore e Scalfaro Mancino i Magistrati di sorveglianza dove erano ? Altro che lotta alla mafia ! Non bello anzi molto brutto e nelle memorie qualche particolare ( !? ) sfugge….perchè ?

  • Una storia italiana ! Benissimo e il periodo un po’ oscuro del 92/93 con la lotta alle mafie e qualche vergognoso cedimento , ormai acclarato dal prof Conso ministro della giustizia del suo governo ? Non sapeva nulla ? Non conosce la storia del periodo ? L’ha letta sui giornali e nessuno ne aveva parlato ? Reticenze e silenzi che trovo imbarazzanti , anche peggio ! La paura fa 90 , vecchio detto popolare ma allora non si parli di lotta accanita alla mafia e rispetto della legalità !!

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