La violenza di questa storia

03 Nov 2010

Adesso basta. L’ultima frase pronunciata dal premier è al di sopra dei limiti, pur scandalosamente ampi, di sopportazione collettiva

Adesso basta. L’ultima frase pronunciata è al di sopra dei limiti, pur scandalosamente ampi, di sopportazione collettiva. Adesso veramente basta. Tutti i valori democratici per cui una parte di questo Paese lotta ogni giorno, viene cancellata da una banalissima battuta, con cui si erutta spregevolmente tutta la dura sostanza di un uomo e di una cultura politica dal profilo totalmente incompatibile con la democrazia. È inaccettabile sotto ogni profilo una frase di questo tipo. Una frase omofoba, intollerante e drammaticamente sincera. Questa è la sua vera natura, questa è la sua vera cultura, questo è ciò che pensa, che ha propagandato in tutti questi anni, che ha raccontato con delle battute, perché la violenza si esprime così, tante volte si esprime anche con l’uso di gesti minimali, che minimalizzano e marginalizzano l’esistenza di chi è citato con lo scherno. Questo è il germe potentissimo della sua violenza. Io sono umiliata e indignata. E non voglio più sentire dire che nel bunga bunga non c’è niente di politico. È giorni che ci si prova, ma è inaccettabile una interpretazione di questo tipo. È inaccettabile continuare a non vedere la violenza che c’è in tutta questa storia, nelle sue frasi, nella sua visione delle donne e del rapporto umano tra le persone, nella pornografia di questi corpi giovani esposti e chiacchierati, usati e violati ogni giorno, nella grettezza indegna con cui si fa la selezione della classe dirigente, negli abusi di ufficio. Come non vedere il nesso tra il bunga bunga, i festini a luci rosse e la “protezione” pornografica concessa dall’alto a poche elette, che dà poi patente politica o di spettacolo, che è poi la stessa identica cosa ormai. Come non vedere il nesso tra la rivendicazione di una separatezza del privato e l’opportunità di istituire così un privato assoluto, ab-solutus da ogni vincolo di democrazia. Una grande, enorme voragine, dentro cui si consuma ogni notte, in ogni festa, in ogni villa, in ogni battuta che affiora eruttando da questo abisso, la rottura dei pilastri della nostra democrazia, e della nostra umanità. sì, proprio della nostra dignità di persone. Adesso basta. Io mi sento umiliata come cittadina, come persona, come parte di una comunità che crede nell’uguaglianza e nel rispetto. Adesso basta.

* Enrica Asquer è una storica e ha organizzato con LeG il convegno di Firenze sul “Berlusconismo”

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