La scuola di Messina 2013

Agire localmente – Pensare globalmente

Scuola di Formazione politica Libertà e Giustizia Circolo di Messina

Forza d’Agrò (Messina) – Convento Agostiniano 4-6 Ottobre 2013

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Leggi il report del circolo di Messina

Leggi il report di Massimo Marnetto

La Scuola di cultura politica organizzata dal circolo LeG di Messina è un’occasione di approfondimento per quanti sono interessati a comprendere le dinamiche economiche, politiche e culturali del nostro Paese e del Sud in particolare.

Nella gravissima insicurezza di questa fase storica, i tradizionali problemi delle regioni meridionali si sono di molto aggravati. Dovuta a motivi profondi, la crisi ha cancellato in Sicilia interi settori dell’economia. Alle attività produttive si sostituisce l’auto-impiego in iniziative di piccolo livello, la cui breve esistenza appesantisce la situazione generale anziché modificarla in meglio. Per moltissimi l’unica soluzione è lemigrazione.

Ci si accorge adesso che avere devastato tesori archeologici ed artistici, deturpato coste e paesaggi per un interesse immediato, è stato un errore irreversibile e gravissimo. La politica sembra priva di progetti, incapace di orientare la società verso una nuova frontiera di sviluppo: non c’è la credibilità che motiva e genera il coraggio per intraprendere. L’ascensore sociale non è fermo ma è stato eliminato.

In questo contesto, diventano insopportabili le abitudini del vertice della società siciliana che ha divorato negli ultimi anni le risorse statali per garantirsi il proprio rango e che ha continuato dentro le università, le pubbliche amministrazioni, i tribunali, gli ospedali, ad agire come una struttura di auto-soccorso e di auto-difesa. Lo stravolgimento della società di diritto che è stata il prezzo per tutto questo, ci appare adesso il vortice in cui la cittadinanza, l’economia, la dignità, i valori e le virtù, le storie migliori e le peggiori vengono trascinate verso il fondo di un potere oscuro e che condiziona pesantemente la vita individuale e sociale.

Occorre con urgenza:
1) agire in politica ed in economia con responsabilità, autonomia ed iniziativa civica;
2) legare progresso civile e benessere materiale;
3) contrastare ingiustizie, diseguaglianze e criminalità;
4) impegnarsi per la piena attuazione del valori costituzionali nel rispetto della legittimità dei poteri.

Per tradurre in programmi di governo locale e in nuove prassi politiche questa consapevolezza, si richiede che la volontà sia supportata dall’analisi precisa delle diverse situazioni della complessa realtà territoriale. Questa consapevolezza si struttura attraverso la conoscenza delle opportunità che in particolare la realtà meridionale presenta, la comprensione dei modelli per metterle in atto, la critica ai tradizionali assetti di potere e di costume. Ci aiuteranno in questo percorso alcuni tra i migliori esponenti della vita culturale e politica italiana, tra i quali Adam Asmundo, Giovanni Bachelet, Nando dalla Chiesa, Graziella Priulla, Guido Signorino e altri ancora.

La Scuola intende essere un primo step in questa prospettiva, partendo dalla convinzione che nuova e buona economia, progresso civile, tutela dell’ambiente, partecipazione politica, promozione della cultura, difesa dei diritti e della legalità, lotta incessante alla mafia, sono elementi interconnessi.

Queste tematiche saranno discusse da esperti relatori, e con il contributo che i partecipanti daranno in laboratori opportunamente organizzati.

Responsabile: Prof.ssa Giusi Furnari Luvarà

Il programma

I docenti

Modalità d’iscrizione

Come arrivare

 

 

 

3 commenti

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  • Il cittadino ha il diritto – dovere di 3) contrastare ingiustizie, diseguaglianze e criminalità;
    4) impegnarsi per la piena attuazione del valori costituzionali nel rispetto della legittimità dei poteri.
    La legge n. 270/2005 costituisce un crimine contro la Nazione perché ha sospeso il diritto del popolo di scegliere i propri rappresentati.
    Oggi un parlamento costituito in gran parte di indagati, pregiudicati e analfabeti di andata sta tentando, con il soccorso di alcuni giuristi, di cancellare principi fondamentali dello stato di diritto.
    Possibile che nessun giurista democratico sia intervenuto per fermare la promulgazione della attuale indecente legge elettorale?

  • La possibilità di condividere idee e progetti di tanti italiani (piccoli eroi del quotidiano) che non hanno ancora perso di vista i valori della legalità e della giustizia.

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