Berlusconi: al voto a febbraio io non mi ricandido più
Mario Calabresi
“Per il centrodestra correrà Alfano, ma sarebbe sbagliato bruciarlo adesso”
“Per il centrodestra correrà Alfano, ma sarebbe sbagliato bruciarlo adesso”
Si apre una settimana decisiva per le sorti del governo Berlusconi. I suoi numeri in Parlamento sono precari e, al momento, sono incerte anche le soluzioni. Dalle ultime mosse di maggioranza e opposizione è possibile però disegnare alcuni scenari di uscita dall’attuale crisi politica
In attesa che la formalizzi il Parlamento, la mozione di sfiducia al governo Berlusconi la stanno votando i mercati. Com’era largamente prevedibile, la settimana finanziaria comincia nel peggiore dei modi per l’Italia, colpita al cuore dalla crisi di credibilità che affonda i Btp e la Borsa.
In campo anche Monti però si esclude un «incarico al buio». Il presidente esplorerà ogni strada possibile perché il Paese non vada a elezioni anticipate
Il Pdl è nel panico da quando due deputati, la D’Ippolito e Bonciani, ieri mattina hanno saltato il fosso e sono andati nell’Udc. Cosicché la maggioranza, da 318 che era alla Camera, scende a 316, giusto la metà più uno dei seggi. Anzi, la metà meno uno, in quanto un altro parlamentare (Franzoso) è malato e un altro ancora a votare verrebbe tanto volentieri (Papa) ma si trova agli arresti domiciliari.
In un momento tra i più difficili della storia repubblicana, la nostra politica sembra svolgersi su due piani diversi, su due mondi quasi incomunicabili. Da una parte, il governo cerca affannosamente di presentarsi al vertice di Cannes con qualche impegno che dimostri la sua capacità di affrontare una situazione drammatica.
Di fronte a un’Europa sospesa fra la tragedia greca e la farsa italiana, Berlusconi riesce a sprecare anche la sua ultima carta. Come un pokerista fallito, che non ha punti in mano e vive solo di bluff, butta via in un colpo solo la borsa e la vita. Si gioca il Paese (con un ridicolo “piano anti-crisi” che i partner della Ue potrebbero bocciare) e il governo (con una penosa retromarcia che i frondisti del Pdl hanno già bocciato). Atteso al varco dai Grandi del mondo, il presidente del Consiglio si presenta a mani nude al G-20 di questa mattina.
Difficile sottrarsi all’impressione che il governo abbia, se non i giorni, le settimane contate; e che la stessa legislatura finirà all’inizio del 2012. Il ridimensionamento degli orizzonti temporali del centrodestra ne è la prova. Ormai nessuno, nel Pdl, si azzarda più a sostenere che Silvio Berlusconi durerà molto.
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