I dubbi e le preoccupazioni

Berlusconi-renziIl piglio decisionista di Renzi raccoglie vasto consenso e suscita entusiastiche adesioni. La politica sembra uscire dal suo immobilismo e affrontare con spavaldo coraggio i nodi irrisolti della sua inefficienza. I talk show si animano e si infervorano nel discutere le promesse riforme. Una nuova legge elettorale, l’abolizione del Senato e del bicameralismo, la soppressione delle province, la riforma del titolo V della Costituzione. Tutti enfatici annunci che invece in alcuni suscitano dubbi e preoccupazioni.

1) La legge elettorale è un “porcellinum”. Corretta al minimo sindacale per aggirare la sentenza della Corte Costituzionale. Rimangono le liste bloccate (e con esse il potere padronale dei segretari sui partiti) e un enorme premio di maggioranza (18%). In compenso lascia senza rappresentanza quei milioni di elettori (e sono tanti) che non si riconoscono nei tre egomaniaci che dominano il dibattito politico. Eppure nel DNA della democrazia vi è soprattutto il dovere di dare voce alle minoranze, non solo di legittimare un potere.

2) L’abolizione del Senato. L’Onorevole Boschi, responsabile delle riforme istituzionali nella segreteria del PD di stretta osservanza renziana, ci ragguaglia: “aboliamo il Senato, così velocizziamo l’iter legislativo e risparmiamo un sacco di soldi mandando in Senato, senza indennità, i rappresentanti delle ragioni”. Ma se la fiducia al governo la dà la Camera e le leggi non avranno più una doppia lettura cosa faranno mai i rappresentanti delle regioni al Senato? Un circolo degli scacchi? O metteranno becco nel processo legislativo reintroducendo una forma, ancorché imperfetta, di bicameralismo? E se così sarà, non dovranno essere indennizzati e rimborsati dalle regioni che li nominano?

3) La soppressione delle province: La Corte dei Conti ha fatto i conti al DDL del governo che abolisce le province e, in audizione al Senato, ammonisce che è del tutto improbabile che una riorganizzazione di così complessa portata sia improduttiva di costi mentre i risparmi nell’immediato sono di entità contenuta. A riprova dell’assoluta probabilità che la riorganizzazione produca costi maggiori dei risparmi previsti, nelle conclusioni si rileva la necessità di trovare adeguate coperture economiche.
4) La riforma del titolo V della Costituzione. Ancora l’ Onorevole Boschi ci spiega: “Saranno ridotti gli stipendi dei consiglieri e gli appannaggi dei gruppi”. Argomento condivisibile, di grande presa propagandistica ma che, rimanendo l’unico argomento portato e non avendo nessun rilievo costituzionale, dimostra che non si comprende la complessità del problema della riforma del titolo V, che è nell’esercizio di un  controllo quantitativo e qualitativo della spesa regionale nel rispetto dell’autonomia.

La cosa più preoccupante è quella di far credere agli italiani che queste riforme siano decisive per il rilancio del paese. Senza Senato e Province con una solida maggioranza di governo, dicono, il paese tornerà al benessere. Eppure dal 1996 al 2011, negli anni del progressivo decadimento, il paese ha vissuto un pieno bipolarismo e una piena alternanza e le larghe intese non sono state la causa ma l’effetto del fallimento della politica. Si vuol far credere, ancora, che l’inazione politica sia la conseguenza di istituzioni obsolete che rendono farraginoso e incerto ogni intervento governativo, ignorando il profluvio di leggi inefficaci, contraddittorie (e a volte anche vergognose), che il Parlamento ha licenziato sotto dettatura dei governi come decreti legge, leggi delega, e DDL con procedura d’urgenza (il famigerato lodo Alfano dalla comunicazione al Parlamento alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale impiegò 23 giorni, alla faccia della deprecata doppia lettura). S’ignora, o si finge di ignorare, che ciò che è mancato alla politica è una visione strategica, la capacità di analisi delle trasformazioni sociali, delle dinamiche economiche e produttive e una progettualità di lungo termine. In un paese in grave decadimento economico, culturale, civico ed etico vorrei che si parlasse di politiche fiscali, economiche e industriali, d’investimenti strategici, di redistribuzione del reddito, di una diversa integrazione europea e di una nuova etica sociale e politica senza deturpare le istituzioni perché anche il miglior teatro del mondo nulla potrebbe contro le stecche del tenore. E, soprattutto, si ponesse la massima attenzione sulla necessità di una rifondazione etica della politica che è la base per una rinnovata credibilità. Invece, sembra che i casi Cancellieri e De Girolamo, da poche ore dimissionaria,  avranno come unica conseguenza nuove e restrittive norme sulle intercettazioni, perché se il malcostume politico avviene in privato, che diamine, occorre tutelare la privacy. Ci si augura che anche su questo tema non ci sia una nuova profonda sintonia fra Renzi e Berlusconi, fra la nuova e la vecchia e politica.

7 commenti

  • Benaltrismo?
    Massimalismo?
    Inconcludentismo, in parole povere!
    Come si fa a non capire che non basta far scrivere un’ottima legge a degli ottimi costituzionalisti (!!) per farla approvare in Parlamento?
    E allora, la facciamo passare con un colpo di Stato? O come?
    Come si fa a non capire che non possiamo rimanere fermi in questo pantano?
    Come si fa a non capire che solo gli interessati gattopardi, onnipresenti sotto tutte le bandiere, anche le nostre, possono godere dell’immobilismo?
    Come si fa a non capire che questa situazione di governo ibrido e pasticciato è proprio quello che desiderano tutti quelli che hanno privilegi e non vogliono perderli?
    Impalliniamo Renzi?
    Ma sì, che importa, ne cercheremo un altro da impallinare dopo; l’importante è lasciare le cose come stanno, fare tanti convegni e pontificare dall’alto delle cattedre!
    Che pena!
    E’ questo il compito della società civile? Comodo, davvero. Ma triste ed inconcludente.

  • sorprende che per renzi vadano tutti rottamati tranne berlusconi, che pure ha segnato la vita politica dell’ultimo ventennio ed è uscito di scena con condanne infamanti per chiunque ma, in particolare, gravissime per un uomo con pretese di statista.
    Nicola Perrotti

  • Caro signor Ernesto, le assicuro che sono in grado di capire che non possiamo rimanere in questo pantano. Vorrei però evitare di annegarci mentre mi dibatto per uscirne. Se avesse letto con più attenzione il mio scritto avrebbe capito che il problema è nel far ritenere a lei e a milioni di italiani che una legge elettorale (quasi eguale a quella che tutti critricano) e riforme istituzionali abborracciate con lo scopo primario di accontentare l’antipolitica, non risolveranno uno solo dei problemi che affliggono l’Italia. L’inganno delle riforme istituzionali salvifiche è pari all’inganno della rivoluzione liberale promessa da Berlusconi 20 anni fa. Dovremmo discutere dell’Elettrolux, piuttosto.

  • Mi sento in …accordo (il termine Sintonia è stato svalutato da Renzi) con quanto sopra detto. Renzi, però, non ha degradato solo il termine: Con la sicumera del solito “ci penso io” (sodale con l’altro) pretende di imporre “la giusta linea del partito” con il “decisionismo” di triste memoria. Io non sono in grado di stabilire una buona legge elettorale, ma quando studiavo (decenni fa a Scienze Politiche) si parlava di “Legge Truffa” per molto meno, e il “potere di ricatto” era considerato un valore irrinunciabile. Tutto ciò in nome della governabilità, ma questa dovrebbe essere il risultato della buona politica. Quanto all’on. Boschi (mi lascio andare) sembra svolgere un ruolo puramente decorativo.

  • Renzi ha ridato a Berlusconi la tanto agognata agibilità politica. Siccome i regali costano, mi chiedo: chi paga?

  • Parafrasando Trapattoni, potrei dire che non si fa una legge qualunque, tanto per fare del qualunquismo.
    Ma tornando a parlare seriamente, non è che una riforma qualsiasi sia di per sé foriera di migliori destini per la Patria: a volte il rimedio è peggio del male. E allora mi perdoneranno gli amici renzisti se ho il desiderio di rendermi conto di cosa sia questa tanto reclamizzata riforma delle istituzioni che tutti noi dovremmo sostenere sventolando entusiasticamente le nostre bandiere contro il cielo azzurro di gennaio.

    E sinceramente, andando al di là degli annunci trionfalistici, non riesco a vedere queste grandi novità rispetto alla legge finalmente cassata dalla Consulta. In realtà sono cambiate solo due cose:

    1) il fatto che l’abnorme premio di maggioranza viene assegnato se una delle liste politiche raggiunge il 35% dei voti, altrimenti si va allo spareggio
    2) invece di scrivere poche liste lunghe di nominati al parlamento, le segreterie del partito dovranno redigere tante liste più corte per raggiungere lo stesso scopo.

    Perdonatemi, ma ho la sensazione che il gattopardo sia proprio chi ci sta raccontando che cambia tutto, quando il realtà non cambia assolutamente niente.
    Cambiamenti epocali? A dir la verità mi sfuggono. Abbiamo fatto qualcosa che in vent’anni nessuno era mai riuscito a fare? In verità gli anni sono otto, ma quello che HANNO fatto è rivoltare il cappotto illudendosi di renderlo presentabile.

    Di rappresentanza non si parla, eppure il Parlamento è la Camera dei rappresentanti, non degli schiacciabottoni. Premi di maggioranza, nomine dall’alto, tutto per favorire quella che chiamano la governabilità, tutto per sapere chi ci governa la sera stessa delle elezioni!
    Come in Europa, dicono, dimenticando i due mesi di trattative tra i partiti dell’attuale maggioranza tedesca, dimenticando le problematiche sorte dopo le ultime elezioni inglesi, con più maggioranze possibili, dimenticando la fine ingloriosa fatta da tutti i governi nati dalle maggioranze anomale create da premi assurdi e (ora ce lo hanno certificato) anticostituzionali.

    Ahi, Montesquieu! Perdona loro che non sanno quel che si dicono. Per non parlare di quello che fanno

  • On Sig. Presidente del Consiglio dei Ministri dott. Matteo Renzi, l’Italia ha urgente bisogno di ripartire equamente l’invidiosa ricchezza.1) Eliminare la selva vergognosa ed incredibile dei numerosi alti e super stipendi ; 2) Urge stilare un’ elenco ben dettagliato dei diversi pezzi di politica corrotti, pezzi di imprenditori collusi e le organizzazioni criminali di stampo mafioso. .. criminali che ogni anno sottraggono allo Stato svariate centinaia, o migliaia di miliardi; 3 ) Riduzione Parlamentari; 4) Eliminazione Senato; 5) Riduzione di nr. 620.000 macchine blu ; 6) Quante macchine blu hanno in dotazione le 20 Regione; 7) Abrogazione contratto per acquisto di 280 auto blindate per mettere al sicuro i parlamentari, di cui 60 a 5 porte; 8) Eliminazione Province; 9) Eliminazione di tutte le missioni all’estero, escluso quelle a scopo limpidamente di pace. 10) Abrogazione acquisto F/35, altri apparati bellici , ecc,ecc,ecc.11) Eliminazione dell’incredibile Spread avallato nel 1988 da Amato e Ciampi, per quale motivo? 12) Lotta acerrima, avversa ai paradisi fiscali.

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