Roma: Incontro in sostegno della petizione NO BAVAGLIO, lanciata da Stefano Rodotà

26 Ottobre 2015

Bassa Fermentazione

Roma

Libertà e Giustizia aderisce e convintamente sostiene NO BAVAGLIO 3, appello contro le censure e per la libertà di stampa in Italia, che dice no alla nuova legge bavaglio riguardante le intercettazioni, lanciato da Stefano Rodotà, Marino Bisso, Arturo Di Corinto, Giovanni Maria Riccio;

Comitato Promotore: Articolo 21, Arci Associazione Nazionale, Associazione Nazionale Stampa Online (ANSO), Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), Gruppo Abele, Il Fatto Quotidiano, Libera – Contro le mafie, Libertà e Giustizia, Libertà e Partecipazione, Ordine dei Giornalisti (ODG), MoveOn, Pressing – Giornalisti in rete, Sindacato Cronisti Romani, Stampa Romana.
Per firmare la petizione: http://www.nobavaglio.org
Questo è il primo di una serie di incontri, formali e informali, che si terranno a Roma per riunire chi come noi, giornalisti e non, crede nel diritto dei cittadini di essere informati.
PASSA PAROLA! – 26 OTTOBRE ore 21.30

#NOBAVAGLIO parole, suoni, immagini in libertà…

Dalle notizie che danno fastidio alle manette all’informazione con LUCA VILLORESI, PIER VITTORIO BUFFA. Tre domande di Rossella GUADAGNINI a GIOVANNI FASANELLA. E, come al solito, con Fabrizio BOCCA, Marco DE RISI col suo sax, Carlo CIAVONI, Paolo BROGI, Stefano CORRADINO, Arturo DI CORINTO, Guido D’UBALDO, Silvia RESTA, Carlo PICOZZA, Ignazio INGRAO e tanti altri. SOLO di LUNEDI’ (dalle 21,30 all’1) per incontrarci tra un bicchiere di vino e un caffè.

“Bassa Fermentazione”, via Ostia 27/29, vicino via Candia – Prati.

E non dimenticare di firmare la petizione http://www.nobavaglio.org/

 

by #PRESSing giornalisti in rete #Art.21 #Libertà&giustizia #ASR #SCR

 

La locandina:

https://www.facebook.com/981931831840375/photos/a.982135478486677.1073741828.981931831840375/1118913618142195/?type=3

 

Luca Villoresi (Roma, 14 maggio 1950), ex giornalista. Ha militato per cinque anni nella redazione di Umanità nova e lavorato per oltre trent’anni a Repubblica seguendo come inviato i più diversi eventi della cronaca italiana e realizzando un’eterogenea serie di inchieste e reportage. Nel 1982 Luca Villoresi, di Repubblica, e Pier Vittorio Buffa dell’Espresso, vengono arrestati a Venezia per aver denunciato le torture ai brigatisti che avevano rapito il generale americano James Lee Dozier. Ha collaborato con il Mondo, Linus , L’Espresso, Radio tre, Rai uno, Panorama mese, Geo, Merien, Vie del mondo, National geographic, Corriere della sera). Tuttologo dilettante e bighellone, raccoglie manoscritti e coltiva il suo giardino. (fonte http://cronistastagioni.corriere.it/)

Pier Vittorio Buffa (Roma, 3 agosto 1952), giornalista e scrittore italiano. Dopo aver lavorato al Messaggero, a Panorama e al Secolo XIX è entrato, nel 1975, nel gruppo editoriale L’Espresso. Nel 1982 è stato arrestato per aver opposto il segreto professionale al pubblico ministero che gli chiedeva le fonti dell’articolo Il rullo confessore, in cui denunciava le torture inflitte ai brigatisti arrestati dopo il sequestro Dozier. È stato capo della redazione politica del settimanale L’Espresso, vice direttore di Mattino di Padova, Nuova Venezia e Tribuna di Treviso, direttore del Centro, condirettore dell’Agl (l’agenzia centrale dei quotidiani locali), direttore della redazione web dei giornali locali dell’Espresso. Nel 2014 ha ideato e curato per l’Espresso e i giornali locali del gruppo lo speciale online “La Grande Guerra – I diari raccontano”. (fonte Wikipedia)

Giovanni Fasanella (San Fele, 27 marzo 1954), giornalista. Ex notista politico dell’Unità, poi quirinalista e cronista parlamentare di Panorama. Ora, per fortuna mia e dei giornali per i quali ho lavorato (e per sfortuna dei lettori), scrivo solo libri e curo questo blog. Mi occupo del “non detto” della storia italiana. Non detto perché imbarazzante e perché imposto dalla ragion di Stato o dai vincoli dei trattati internazionali firmati dal nostro Paese dopo la Seconda guerra mondiale. È un lavoro impopolare, ma qualcuno deve pur farlo. Frequento archivi italiani e, con l’aiuto determinante di un eccellente ricercatore come Mario Josè Cereghino, mi sto appassionando sempre più agli archivi britannici. Detesto i dietrologi: incapaci di inquadrare i fatti nei loro contesti, attribuiscono tutto a disegni demoniaci. Detesto ancora di più gli anticomplottisti: pur di non risalire ai contesti, cancellano anche i fatti. Il mio approccio: i fatti non separati dai contesti. Storico-politici e geopolitici. (fonte fasaleaks.it)

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