Bergamo, il Comitato per il No apre la campagna referendaria

29 Gennaio 2026
18:00

Mutuo Soccorso Bergamo, via Zambonate 33

Bergamo

Convegno organizzato da Comitato per il No - Bergamo


Il 21 gennaio 2026, alle ore 11, allo Spazio della Fondazione Serughetti La Porta, è stata presentata la costituzione, anche a Bergamo, del Comitato per il No al referendum costituzionale sulla Magistratura, che aderisce al Comitato nazionale della società civile costituito a Roma il 10 gennaio e presieduto da Giovanni Bachelet.

Al Comitato bergamasco hanno dato vita diverse associazioni rappresentative della società civile attive sul territorio: ANPI, ARCI, AUSER, CGIL, Libera, Libertà e Giustizia, Legambiente, Comitato bergamasco per la difesa della Costituzione, Coordinamento per la Democrazia Costituzionale, Pax Christi, Medicina Democratica.

La costituzione del Comitato è stata illustrata da Barbara Pezzini, costituzionalista, e da Marco
Toscano
, segretario generale della Camera del Lavoro di Bergamo, alla presenza dei rappresentanti delle associazioni aderenti.
L’adesione al Comitato resta aperta a tutte le realtà associative e alle cittadine e ai cittadini che vorranno condividere l’impegno a contrastare una legge di revisione costituzionale che indebolisce e compromette il governo autonomo della magistratura e la sua effettiva indipendenza da ogni altro potere, a partire da quello politico.
La riforma, infatti, senza affrontare né incidere sui reali problemi dell’amministrazione della giustizia – come la durata dei processi e l’efficienza degli uffici giudiziari – interviene sul Consiglio superiore della magistratura (CSM), l’organo disegnato dalla Costituzione a garanzia dell’autonomia della magistratura, frammentandolo, moltiplicandolo e introducendo una composizione fondata sul sorteggio anziché sulla responsabilità della scelta tramite elezione. Un meccanismo che, peraltro, non viene applicato ai componenti di designazione politica, i cosiddetti “laici”.
La riforma prevede inoltre la creazione di due CSM separati, uno per i giudici e uno per i pubblici ministeri, dichiarando di voler separare carriere che nei fatti sono già ampiamente distinte, salvo poi riunificarle nel terzo organo introdotto dalla riforma, l’Alta Corte disciplinare. Una scelta che determina una moltiplicazione inutile e contraddittoria di organi, funzioni e costi.
Come ricordato durante la presentazione, le ragioni del No riguardano non solo il merito della riforma – per le sue ambiguità, contraddizioni e i rischi che comporta – ma anche il metodo adottato per la sua approvazione. Il governo ha imposto in Parlamento un iter che ha escluso un confronto reale e sta forzando tempi e modalità dell’avvio della campagna referendaria, ignorando la partecipazione diretta dei cittadini e delle cittadine che hanno promosso dal basso la raccolta firme per il referendum oppositivo previsto dall’articolo 138 della Costituzione, raggiungendo e superando in poche settimane le 500mila firme necessarie.
Il Comitato coordinerà l’impegno delle associazioni per diffondere tra i cittadini e le cittadine della provincia di Bergamo una conoscenza informata dei contenuti, dei danni e dei rischi di questa revisione costituzionale, attraverso un’informazione documentata e capillare, finalizzata a un voto consapevole. Nel suo impegno per il No, il Comitato bergamasco è aperto alla collaborazione con tutte le realtà che sul territorio agiscono per contrastare la riforma, a partire dal Comitato referendario “Giusto dire No”, promosso dall’Associazione nazionale magistrati.

Il primo appuntamento pubblico del Comitato a Bergamo è in programma giovedì 29 gennaio alle ore 18 al Mutuo Soccorso di Bergamo, con un incontro pubblico di avvio della campagna referendaria

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