C’è una canzone di Vasco Rossi che dice che “le canzoni son come i fiori, nascon da sole”.
Ecco, questa delibera è nata così; è nata da sola!
Come una risposta quasi inevitabile, quando ciò che accade intorno a noi non può lasciarci indifferenti: è bastato apprendere, da diverse fonti di stampa, che dal 31 marzo al 9 aprile, presso una struttura alberghiera di Capaccio-Paestum, sarebbe stato ospite Ofer Winter, ex generale israeliano e attualmente riservista dell’IDF, invitato nell’ambito di un pacchetto turistico legato alla Pasqua ebraica, con un intervento dal titolo “La verità sgorgherà dalla terra”.
Di fronte a questa notizia, uno sguardo tra noi della Giunta è stato sufficiente per essere tutti d’accordo: non possiamo ignorare ciò che accade oggi in Palestina, in Cisgiordania e in altre aree del mondo. Di fronte a scenari segnati da violenze, sofferenze e gravi violazioni dei diritti umani, ogni comunità è chiamata, nel proprio piccolo, a interrogarsi e a prendere posizione. Soprattutto, sentivamo forte la necessità di urlare che non ci sta bene che si venga a diffondere qui, nel nostro Cilento, l’insegnamento che la violenza è necessaria o, addirittura, voluta da Dio e affermare chiaramente che la nostra piccola Comunità sta dalla parte della dignità umana, del rifiuto della violenza, della convivenza tra i popoli.
Rispetto a quello che sta succedendo nel mondo c’è bisogno di tracciare una linea di demarcazione netta tra il presente al quale stiamo assistendo e il futuro che potrebbe essere e che vorremmo affidare ai nostri figli. E scegliere da che parte stare!
Non possiamo permetterci di arretrare o di stare semplicemente in silenzio davanti a chi – anche solo con la parola – continua a seminare odio. Perché il nostro silenzio li rafforza, perché il nostro silenzio diventa complicità.
Attualmente ci sono inferni sulla Terra creati da uomini che hanno smarrito il senso del vivere insieme, del condividere il nostro pianeta, dell’essere “umani”.
Nessuna violenza deve lasciarci indifferenti perché come ha detto Don Luigi Ciotti, qualche giorno fa a Torino per la giornata di Libera “Non basta avere le mani pulite. Possiamo essere formalmente irreprensibili e stare alla finestra mentre il mondo brucia. Se abbiamo le mani pulite, ma le teniamo in tasca siamo complici dell’indifferenza, dell’ingiustizia che colpisce i più deboli”.
E, allora, anche la voce di una piccola comunità può avere un significato.
Non perché pretenda di incidere sugli equilibri globali, ma perché contribuisce a tenere viva un’idea di umanità fondata sul rispetto, sulla solidarietà e sul rifiuto della sopraffazione.
E, quindi, benché siamo coscienti che la nostra sia solo la voce di un piccolo paese, siamo però persuasi della convinzione che se ognuno di noi inizia a gridare il proprio NO, inizia a marciare, a fare la propria piccola parte per far sentire, a voce alta, che noi non siamo conniventi con chi mette in atto politiche di sopraffazione, di ingiustizia, di morte, allora, forse, possiamo sperare che quella libertà, oggi compromessa da altre parti, oggi soffocata nel sangue di bimbi indifesi, non sarà il destino del popolo Palestinese, non sarà il destino di un pianeta, non sarà l’oscuro futuro che lasciamo ai nostri figli.


Roberta De Monticelli