L’affluenza riscontrata in occasione del referendum costituzionale, tutt’altro che scontata considerata la costante disaffezione al voto, costituisce un risultato assolutamente positivo.
Ancor più lo è perché esprime una grande attenzione dei cittadini, soprattutto dei più giovani, per la nostra Costituzione. L’esito referendario va inteso come un chiaro invito ad attuarla e a non modificarla mai più a colpi di maggioranza.
A prescindere dal risultato, questa campagna ha evidenziato aspetti di comune interesse dei quali il Parlamento dovrebbe tenere conto.
Ci riferiamo, in particolare, all’esercizio effettivo del diritto di voto da parte degli elettori fuori sede che è stato questa volta negato.
Ci riferiamo inoltre alla comune consapevolezza della scarsità di risorse da destinare all’amministrazione giudiziaria, non solo finanziarie ma anche umane, che, se introdotte, potrebbero migliorare non poco l’efficienza della giustizia e la sua percezione da parte della collettività.
Per questo rivolgiamo un invito al Parlamento, affinché presenti una proposta di legge che riconosca in maniera permanente agli elettori fuori sede la facoltà di esercitare il loro diritto di voto.
Sollecitiamo inoltre lo stesso Parlamento e il Governo a prendere urgenti provvedimenti che rendano effettivo l’impiego di risorse umane e finanziarie nell’amministrazione giudiziaria.
Giovanni Bachelet, presidente comitato società civile per il No
Enrico Grosso, presidente onorario comitato Giusto Dire No
Franco Moretti, presidente comitato Avvocati per il No
Giuseppe Salmè, presidente comitato 15 per il No

