Perché Libertà e Giustizia?

30 Gennaio 2026

Elisabetta Rubini Consiglio di Presidenza Libertà e Giustizia

Questo contenuto fa parte di Osservatorio Autoritarismo

Foto di "Manifestazione", bassorilievo in cartapesta policroma di José Ortega, esposto al Museo Ortega di Bosco (SA)

Siamo un presidio critico, un luogo di discussione e di pratica della democrazia dove convivono idee e convinzioni diverse. Libertà e Giustizia è un’associazione nata per difendere la Costituzione, i diritti e la democrazia. Unisciti a noi.

Come può vedere chi frequenta il nostro sito, così come le migliaia di persone che ricevono ogni settimana la nostra newsletter, Libertà e Giustizia è impegnata con argomenti e determinazione a favore del No alla legge Nordio, erroneamente definita “riforma della giustizia”.

È infatti evidente che la legge Nordio non riforma in alcun modo il servizio giustizia, né compie alcun progresso nell’interesse dei cittadini: non devolve risorse, non affronta il tema delle carenze di organico, non accelera i tempi della giustizia, civile o penale. Alla base della legge Nordio vi è invece una scelta ideologica, neppure mascherata, in verità: quella di indebolire l’indipendenza della magistratura, e ancor prima l’immagine dei giudici, bollati come faziosi e politicizzati, nemici del potere esecutivo. Un potere esecutivo, quello attuale, che non tollera controlli e che ha necessità di individuare un capro espiatorio per i suoi fallimenti.

Ma a ben vedere la campagna di propaganda scatenata dal governo a favore del sì al referendum del 22 marzo rivela una motivazione ulteriore: la determinazione a mettere mano alla nostra Costituzione, scardinarne gli equilibri, dimostrarne l’inadeguatezza, sminuirne il valore di testo fondante della nostra Repubblica. È una motivazione che si può ben definire eversiva, alla luce del contemporaneo procedere della riforma della cosiddetta autonomia differenziata, che mira ad uno smembramento localistico dell’unità del paese, e del preannunciato progetto di “premierato forte”, che si propone di ulteriormente accentrare i poteri in capo all’esecutivo e a danno del Parlamento.

Ci hanno già provato due volte, nel 2006 e nel 2016: ogni dieci anni, a quanto pare, matura in alcune componenti del nostro spettro politico la smania di attaccare la Costituzione. Sappiamo come è andata! In entrambi i referendum, i cittadini italiani hanno respinto al mittente le cosiddette riforme costituzionali. E ogni volta Libertà e Giustizia è stata in prima fila nella difesa della Costituzione, come è oggi nel contrasto alla legge Nordio.

Lo ha fatto con i suoi strumenti: il pensiero critico, il confronto, l’indipendenza di giudizio. La nostra associazione aspira a essere un presidio critico, un luogo di discussione e di pratica della democrazia dove convivono idee e convinzioni diverse, una comunità che alimenta la condivisione tra i cittadini e contrasta la frammentazione e l’isolamento sociale. 

Oggi, contro l’erosione della democrazia, Libertà e Giustizia, insieme a Castelvecchi editore, ha promosso e guida l’Osservatorio Autoritarismo, che ha coinvolto molte voci della cultura politica italiana e internazionale e collabora con studenti e docenti di diverse università italiane, costruendo momenti di riflessione collettiva, incontri e seminari in diverse città italiane. 

Con la rassegna Autoritarismi in democrazia, presso la Casa della cultura di Milano, in collaborazione con Università Statale di Milano e Radio popolare, sta facendo conoscere a un vasto pubblico intellettuali, studiosi e docenti internazionali che si interrogano sulla crisi dello Stato di diritto e i processi autarchici in corso. 

Contro la legge Nordio, Libertà e Giustizia ha contribuito a lanciare l’appello dei sindaci per il No al referendum, sottoscritto da ben 150 sindaci di tutta Italia, dal Nord al Sud. E organizza numerose iniziative pubbliche per informare i cittadini e contrastare la ingannevole propaganda governativa. 

Libertà e Giustizia è totalmente autofinanziata, non dispone di contributi pubblici né privati. Le sue risorse sono quelle dei cittadini che ne apprezzano l’operato e condividono la finalità di promuovere ed essere protagonisti di una partecipazione attiva alla vita politica del nostro paese. 

Nata a Milano il 22 ottobre 1956, è sposata e ha due figli. Avvocato civilista, è iscritta a Libertà e Giustizia dal 2002, e nell’ambito dell’associazione si è occupata soprattutto di temi attinenti il funzionamento del servizio giustizia e la disciplina dell’informazione in Italia

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