Appello dei Sindaci per il NO al referendum sulla riforma della giustizia

25 Gennaio 2026

«Non serve riscrivere (male) la Costituzione per far funzionare la giustizia», scrivono i sindaci. Ma serve affrontare i tanti problemi reali e concreti che «non sono minimamente considerati da questa riforma». Prosegue la raccolta delle adesioni dei sindaci che sostengono la Costituzione e il NO al referendum.

Noi, Sindache e Sindaci italiani, 

che abbiamo giurato sulla Costituzione impegnandoci ad osservarla lealmente unitamente a tutte le leggi dello Stato, crediamo necessario esprimerci chiaramente e pubblicamente per il NO al referendum sul disegno di legge costituzionale in materia di ordinamento giurisdizionale, sul quale i cittadini italiani saranno chiamati al voto il 22 e il 23 marzo prossimi.

I reali problemi della giustizia – quelli che da decenni, oramai, affliggono le nostre città – non sono minimamente considerati da questa riforma costituzionale, che invece pone una particolare enfasi su quella che, di fatto, è una “non questione”, vale a dire la tanto sbandierata “separazione delle carriere”, che peraltro già esiste, se consideriamo che già oggi, nel corso della carriera, è possibile passare una sola volta, e per di più cambiando regione, da funzione requirente (PM) a funzione giudicante (giudice), o viceversa (e tale meccanismo, che peraltro riguarda meno dell’1% dei magistrati, è stato introdotto senza alcuna modifica alla Costituzione).

Ebbene, il nostro NO è motivato dalla convinzione che, ove attuata, la riforma indebolirebbe la Costituzione in uno dei suoi pilastri più significativi: la magistratura come corpo unico, dove giudici e PM appartengono allo stesso ordine e sono caratterizzati dalla stessa formazione, dagli stessi principi e dalla stessa idea di cosa voglia dire rendere giustizia.

È fondamentale, infatti, che tra chi giudica e chi esercita la funzione requirente vi sia un sostrato culturale comune, una condivisione dei medesimi limiti e garanzie: se il PM fosse, come nel “modello americano”, un soggetto separato e orientato alla sola logica dell’accusa (o, peggio, condizionato dall’esterno), il rischio di una deriva inquisitoria sarebbe dietro l’angolo, con indagini e processi sbilanciati e tutti, ovviamente, a sfavore degli imputati.

Noi, di fronte a questo rischio, diciamo NO: il PM deve rimanere anzi tutto interessato ad accertare la verità, ricercando anche tutti gli elementi a favore dell’indagato.

Siamo anche fortemente contrari al meccanismo del sorteggio dei componenti di un organo di autogoverno, altro motivo per cui diremo NO.

La mera estrazione a sorte dei componenti dei nuovi CSM e dell’Alta Corte mina irrimediabilmente il principio di responsabilità delle scelte: se si viene sorteggiati, non ci si sentirà pienamente responsabili del ruolo ricoperto. Questo meccanismo renderà i singoli componenti più vulnerabili, isolati ed esposti: senza legami di responsabilità o sostegno, sono più permeabili a pressioni dall’esterno con conseguenze negative sia per l’indipendenza della magistratura che per il corretto esercizio della giustizia. 

E affidare tutto al caso è tanto più grave proprio per un organo di autogoverno come il CSM, che ne uscirebbe indebolito e sempre più dipendente nei confronti della politica, visto che, nella pratica, il sorteggio dei magistrati unito a quello “pilotato” dei rappresentanti politici rafforzerà il peso della politica e indebolirà l’intera magistratura. 

Sarebbe stato più corretto, semmai, concepire concorsi con commissioni esterne e basati su criteri come merito e anzianità, garantendo così serietà, competenza e scelte: noi, Sindache e Sindaci, crediamo che la democrazia costituzionale si regga sulla responsabilità e sul diritto-dovere di scegliere, non su di una ipocrita casualità ammantata da trasparenza. 

Per questi e altri motivi, noi Sindache e Sindaci aderiamo al Comitato della società civile per il NO che si è costituito lo scorso 20 dicembre. 

Contestualmente, chiediamo al Governo, alla maggioranza politica e a tutto il Parlamento di adottare tutte quelle misure che la riforma non affronta minimamente: il sottodimensionamento dei magistrati, l’endemica carenza di personale amministrativo, la lentezza delle infrastrutture informatiche, l’eccessiva gerarchizzazione delle procure, la necessità di un sistema di nomine più oggettivo, efficace e trasparente, l’enorme carico di procedimenti arretrati che gravano sugli uffici giudiziari e, infine, chiediamo che sia messa mano a una normativa sempre più caotica che spesso mette i cittadini, ma anche noi amministratori locali, in gravi difficoltà, e che ostacola, anziché favorire, il buon andamento e l’imparzialità dell’attività amministrativa.

Non serve riscrivere (male) la Costituzione per far funzionare la giustizia. Serve, al contrario, far funzionare la giustizia per rispettare la Costituzione, dando a tutti i cittadini, soprattutto ai più deboli, la garanzia di una uguaglianza sostanziale – e non solo formale – di fronte alla legge.

***

In fede,


1.     Roberto Gualtieri, Roma

2.     Valentina Cuppi, Marzabotto

3.     Gaetano Manfredi, Napoli

4.     Vito Leccese, Bari

5.     Matteo Lepore, Bologna

6.     Massimo Zedda, Cagliari

7.     Sara Funaro, Firenze

8.     Silvia Salis, Genova

9.     Vittoria Ferdinandi, Perugia

10.  Stefano Lo Russo, Torino

11.  Elena Carnevali, Bergamo

12.  Maria Luisa Forte, Campobasso

13.  Serena Arrighi, Carrara

14.  Enzo Lattuca, Cesena

15.  Diego Ferrara, Chieti

16.  Marco Piendibene, Civitavecchia

17.  Maria Aida Episcopo, Foggia

18.  Luca Salvetti, Livorno

19.  Andrea Furegato, Lodi

20.  Mattia Palazzi, Mantova

21.  Massimo Mezzetti, Modena

22.  Emiliano Fenu, Nuoro

23.  Michele Guerra, Parma

24.  Michele Lissia, Pavia

25.  Andrea Biancani, Pesaro

26.  Vincenzo Telasca, Potenza

27.  Alessandro Barattoni, Ravenna

28.  Marco Massari, Reggio Emilia

29.  Giuseppe Mascia, Sassari

30.  Marco Russo, Savona

31.  Andrea Sisti, Spoleto

32.  Amedeo Bottaro, Trani

33.  Damiano Tommasi, Verona

34.  Giacomo Possamai, Vicenza

35.  Alessandra Terrosi, Acquapendente

36.  Oscar Pezzi, Alanno

37.  Gianluca Nasuti, Albissola Marina

38.  Domenico Surdi, Alcamo

39.  Raimondo Cacciotto, Alghero

40.  Luca Cupello, Allerona

41.  Giovanna Bruno, Andria

42.  Monica Paganini, Arcola

43.  Francesco Silvestrini, Arenzano

44.  Fabio Di Gioia, Arrone

45.  Josi Gerardo Della Ragione, Bacoli

46.  Anna Petta, Baronissi

47.  Damiano Bernardini, Baschi

48.  Stefania Solcia, Basiano

49.  Domenico Volpe, Belizzi

50.  Annarita Falsacappa, Bevagna

51.  Luca Pastorino, Bogliasco

52.  Matteo Rossi, Bonate Sopra

53.  Stefania Russo, Bovino

54.  Massimo Vadori, Bussero

55.  Giuseppe Carovani, Calenzano

56.  Simonetta Scarabottini, Campello sul Clitunno

57.  Andrea Tagliaferri, Campi Bisenzio

58.  Giancarlo Campora, Campomorone

59.  Rodolfo Mirri, Carcare

60.  Giuseppe Stefio, Carlentini

61.  Antonio Colonna, Carpineto Sinello

62.  Giuseppina Perozzi, Castellafiume

63.  Katia Cecchinelli, Castelnuovo Magra

64.  Daniele Longaroni, Castel Viscardo

65.  Matteo Burico, Castiglione del Lago

66.  Vincenzo D’Ercole, Castiglione Messer Raimondo

67.  Francesco Lattanzio, Catignano

68.  Davide Sannazzaro, Cavallermaggiore

69.  Claudio Montaldo, Ceranesi

70.  Paolo Colombo, Cernusco sul Naviglio

71.  Gianluca Di Cesare, Cerro al Lambro

72.  Marco Pozza, Cesano

73.  Laura Antonelli, Collazzone

74.  Jacopo Suppo, Condove

75.  Andrea Capponi, Costacciaro

76.  Filippo Bassignana, Crocefischi

77.  Paola Rolfi, Dairago

78.  Paolo Lanfranchi, Dolzago

79.  Maria Laura Orrù, Elmas

80.  Eugenio Lai, Escolca

81.  Daniela Ghergo, Fabriano

82.  Annalisa Folloni, Filattiera

83.  Bruno Franceschi, Fontanigorda

84.  Serafino Pischedda, Fordongianus

85.  Milena Garavini, Forlimpopoli

86.  Viviana Cervellino, Genzano di Lucania

87.  Alessandro Ricci, Granarolo dell’Emilia

88.  Marcantonio Spera, Grottaminarda

89.  Alessandro Rocchi, Grottammare

90.  Massimiliano Presciutti, Gualdo Tadino

91.  Giampiero Lattanzi, Guardea

92.  Romano Mazzano, Irato

93.  Marcello Catanzaro, Isnello

94.  Lorenzo Fiordelmondo, Jesi

95.  Lorenzo Radice, Legnano

96.  Gianluca Moscioni, Lisciano Piccone

97.  Cristina Citterio, Lomagna

98.  Massimo Lagetti, Magione

99.  Michele Moretti, Marsciano

100.                Pamela Tumiati, Masate

101.                Mirco Ferrando, Mele

102.                Giovanni Burtone, Militello in Val di Catania

103.                Donata Paganelli, Montecalvo in Foglia

104.                Federico Gori, Montecchio

105.                Alessandro Chiola, Montecorvino Pugliano

106.                Alfredo Gentili, Montefalco

107.                Angela Barbieri, Montefano

108.                Meri Marziali, Monterubbiano

109.                Andrea Gentili, Monte San Giusto

110.                Mirco Rinaldi, Montone

111.                Javier Miera, Noviglio

112.                Luigi Massa, Offida

113.                Michele Ciliberti, Olevano Tusciano

114.                Ernesto Graziani, Paglieta

115.                Giulio Cherubini, Panicale

116.                Sandro Pasquali, Passignano sul Trasimeno

117.                Stefano Paoluzzi, Penna in Teverina

118.                Rosalina Di Giorgio, Pennapiedimonte

119.                Francesco Rizzuti, Pietralunga

120.                Gilda Diolaiuti, Pieve a Nievole

121.                Paola Negro, Pieve Ligure

122.                Ivane Cosciotti, Pioltello

123.                Gandolfo Librizzi, Polizzi Generosa

124.                Massimo Mulas, Porto Torres

125.                Nicola Isetta, Quiliano

126.                Andrea Orlandi, Rho

127.                Luca Abruzzetti, Riano

128.                Carla Amici, Roccagorga

129.                Rosa Olivieri, Ronco Scrivia

130.                Alessio Monaco, Rosello

131.                Omar Peruzzo, Rossiglione

132.                Vito Scalisi, Salemi

133.                Andrea Marrucci, San Gimignano

134.                Sara Dante, Sant’Olcese

135.                Paola Sisti, Santo Stefano Magra

136.                Francesco Cacciatore, Santo Stefano Quisquina

137.                Diego Loi, Santu Lussurgiu

138.                Antonio Bigotti, Savignone

139.                Albina Mereu, Seneghe

140.                Elena Piastra, Settimo Torinese

141.                Enrico Salvatore Murgia, Seulo

142.                Giampiero Fugnnesi, Sigillo

143.                Antonio Fimmanò, Soldano

144.                Giulio Gerli, Striano

145.                Angelo Radica, Tollo

146.                Rita Colafigli, Torrita Tiberina

147.                Maria Sebastiana Moro, Tramatza

148.                Diego Torri, Trezza sull’Adda

149.                Palmiro Ucchielli, Vallefoglia

150.                Dario Veneroni, Vimodrone

151.                Laura Bonfadini, Vittuone

152.                Luisa Salvatori, Vizzolo Predabissio

153.                Simone Franceschi, Vobbia

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