POLITICHE 2022/ Sergio Labate – Invito al voto

POLITICHE 2022/ Sergio Labate – Invito al voto

Il presidente di LeG, Sergio Labate, lancia la campagna di invito al voto promossa dall’associazione in vista delle elezioni politiche 2022. “Il rischio che corriamo è quello di una trasformazione minuziosa del progetto di società. Anche se è comprensibile sentire in questo periodo un grande disincanto nei confronti della politica, bisogna riconoscere che stavolta ci sono buone ragioni per andare a votare. LeG prova a proporre queste #buoneragioni“.

1 commento

  • Illustre Presidente,

    la motivazione principale per non recarsi al seggio, è la sfiducia nell’offerta politica.
    Una sfiducia che il prof. Ilvo Diamanti rileva nelle sue indagini demoscopiche ogni anno da oltre 20, sempre al di sopra del 90%, quindi molto ampia e radicata.
    Sfiducia che ha prodotto i successi effimeri di qualunque pifferaio abbia fatto supporre un cambiamento, con un vaffa, una rottamazione, con onestà onestà o con prima gli italiani… Nell’attuale vigilia manca uno slogan, ma c’è una figura che a molti “appare nuova”, anche perchè donna, nonostante la sua lunga storia di conservatrice dichiarata, se non molto retrò…

    Credo anch’io, come molti, che le destre usciranno vincenti più o meno largamente dal confronto elettorale, e per non lasciare praterie alle loro scorribande anche sulla Costituzione, ricordando che LeG all’art 2 dello statuto “…propone il perseguimento di finalità sociali… anche attraverso…la proposizione di proposte di Legge…”,suggerirei di preparare fin da adesso, una strategia per:

    “RE-AGIRE E NON SOCCOMBERE SOTTO LA MEDIOCRITA’ PROSSIMA VENTURA”

    Si può fare! Con l’associazionismo culturale-politico progressista che guidi la cosiddetta Società Civile all’esercizio congiunto e sinergico degli articoli 71 e 50 della Costituzione, “realizzando”, una volta nella storia, quella Sovranità Popolare sempre astrattamente richiamata, andando doverosamente e coerentemente oltre i convegni indetti per lanciare nel vento allarmi, commenti e lamenti.

    Anche se gli articoli citati, il 71, “proposta di legge di iniziativa Popolare”, e il 50, “petizione alle camere”, hanno nel tempo rivelato la loro debolezza nei confronti di parlamenti sordi ed arroganti, il loro esercizio congiunto e sinergico può dare ad essi un’efficacia importante e decisiva.

    In che modo? Una volta raggiunte le necessarie 60mila firme certificate (non proprio un’impresa impossibile), la Proposta di Legge verrà inserita in una formale Petizione alle Camere, che recita:  “Tutti i cittadini possono rivolgere petizioni alle Camere per chiedere provvedimenti legislativi… ” con l ‘invito alla sottoscrizione, anche via web. Ma non è tutto…

    Per coinvolgere diversi gruppi sociali con diverse sensibilità e raggiungere più facilmente numeri importanti (e imponenti), e poiché lo sforzo organizzativo è pressochè uguale, si lanceranno contemporaneamente non una, ma 3/4/5 PdL a comun denominatore progressista, in modo che 60mila cittadini possano firmarle tutte senza contorsioni contradditorie.

    Quali i temi più coinvolgenti e funzionali?

    1a) Oggi l’ambientalismo è obbligatoriamente sugli scudi, e una PdL per la “Cessazione del consumo di suolo agricolo”, sarebbe sicuramente accolta con partecipazione da quel movimento, spesso nelle piazze a manifestare o impegnato a pulire il mondo raccogliendo plastiche e rifiuti.

    2a) Il sindacato chiede da lustri una norma che regoli la “Rappresentanza”, e una PdL che soddisfi questa giusta richiesta, sarebbe sicuramente ben accolta e accompagnata nel suo percorso da quella grande forza organizzata.

    3a) La necessità di una buona “Legge elettorale che restituisca agli elettori il vero potere”, che non è quello di mettere una crocetta sul candidato scelto dal segretario, ma quello di concorrere alla scelta dei candidati alla propria rappresentanza, anche territoriale, è avvertita dalla generalità dell’elettorato, oggi quanto mai!
    (Il prof Pasquino, esperto sulla materia, suggerisce caldamente la scelta tra i sistemi francese o tedesco “senza correzione alcuna”, che funzionano molto bene da molte legislature.)

    Per i preoccupati difensori della Costituzione e per i fautori della sua attuazione, avrei 2 PdL: 
    4a) “attuazione dell’articolo 49”, per rimettere i partiti sulla buona strada della democrazia interna, e

    5a) la sostituzione di quel che resta del Parlamento bicamerale dopo il taglio rozzo e brutale, cioè un monocameralismo di fatto diviso in due sezioni mal funzionanti, con la “Riforma Monocamerale dei proff Ferrara, Rodotà e altri di livello” negli archivi della Camera dal 1985. Una riforma raffinata e puntuale, elaborata in scienza e coscienza da Persone competenti che avevano e hanno in stima la Costituzione e la centralità del Parlamento nella Repubblica Parlamentare, non per disprezzo, propaganda o risparmio di spesa, ma per migliorare la funzionalità di quella istituzione.
    (Con questa eccellente riforma, si otterrebbero anche 2 effetti collaterali importanti: la cancellazione dei nomi di Calderoli, Salvini, Di Maio & c. dall’elenco dei riformatori della Carta, ruolo e titolo di cui non sono degni nel modo più assoluto, e una riduzione di spesa di oltre 500 milioni l’anno.)

    Una volta raccolte le 60mila firme su tutte le PdL, esse verranno inserite nella stessa formale “Petizione alle Camere” con l’invito, attraverso ogni strumento disponibile, alla Cittadinanza sensibilizzata a sottoscriverla e a diffonderla.

    E’ ragionevolmente prevedibile un numero di firme tali da non poter essere ignorato da qualsiasi Parlamento…altrimenti resterebbe l’art 40.

    Ovviamente quanto sopra è solo una traccia a disposizione di chi più ne sa, per valutazioni da farsi però, con spirito costruttivo, non demolitivo a prescindere, andando oltre opinioni strettamente personali, per ottenere risultati importanti per la collettività.

    Se questa re-azione riuscirà, oltre le leggi proposte, “avremo fatto della Costituzione un patrimonio popolare blindato verso ogni ulteriore insulto”, ma aperto solo ad interventi in punta di cesello da chi ne avrà l’autorevolezza, per opportuni affinamenti con l’avallo della Cittadinanza!

    Paolo Barbieri, La Spezia

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