Ho fatto un Viaggio a Lampedusa

28 Feb 2011

Un’ora di immagini che ci hanno regalato la conoscenza dei lampedusani, portatori sani di energie e creatività come vengono definiti dai 4 autori nella presentazione del film, 59 minuti di ricchezza di emozioni e di informazioni, arricchite dai racconti di Giuseppe, Christian, Federico e Giandomenico dopo la proiezione. Guarda le foto

L’idea di partire l’ho avuta poco prima di Natale dello scorso anno quando un amico mi parlo’ di 4 amici che ci erano stati, per un paio di settimane, nell’aprile 2009. Quattro amici curiosi di capire cosa era avvenuto e cosa ancora accadeva sull’isola, dopo che nel 2008 circa 32000 arrivi di clandestini portarono quegli approdi ad essere un fenomeno di cui parlare e da affrontare in emergenza normativa.
Presi contatto coi 4 amici all’inizio del 2011 e insieme decidemmo di partire per questo viaggio raccontato in un film documentario realizzato da loro stessi nel maggio 2010, circa un anno dopo la permanenza sull’isola – insieme a Linosa fa 6166 abitanti su 20.2 kmq. Ancora non erano accaduti i fatti delle ultime settimane relativi alle ribellioni tunisine ed egiziane, algerine, libiche…(“i clandestini sono un’invenzione della paura, un’allucinazione del potere”, “sono naufraghi da tirannie al collasso, spaesati dalla forza della necessità, in cerca di terraferma”) fatti che hanno portano nuovamente l’isola alla ribalta per gli sbarchi dei “nuovi clandestini”, arrivando addirittura a definirli mediaticamente l’inizio di un esodo che viene intuito e denunciato dal ns governo come di portata biblica.
Il 25 febbraio, alle ore 21, il circolo di LeG di Ravenna, insieme ad un gruppo di fantastici giovani appartenenti al Gruppo dello Zuccherificio,  attivissimi sul territorio in difesa della libertà di informazione e non solo, viene proiettato il film ad un pubblico di una sessantina di persone (per noi numeroso), in presenza straordinariamente di tutti e quattro gli autori: Giuseppe (Di Bernardo) regista e anche sceneggiatore insieme a Giandomenico (Pumilia) e Federico (Tsucalas) e Christian (Foersh) anima delle interviste fatte ad alcuni lampedusani – uno storico ed ex sindaco dell’isola, un cantautore, l’attuale sindaco e una senatrice leghista, fra i tanti, che ci hanno raccontato la storia e le diverse anime di un’isola che da secoli ha dato rifugio a disperati di passaggio affidati alle onde di uno splendido mare, dando loro anche protezione e alloggio e i cui abitanti stessi sono stati migranti a loro volta. (Qui LE FOTO DELLA SERATA)
Un’ora di dolcezza, l’ho definita io: di immagini che ci hanno regalato la conoscenza dei lampedusani, portatori sani di energie e creatività come vengono definiti dai 4 autori nella presentazione del film, 59 minuti di ricchezza di emozioni e di informazioni, arricchite dai racconti di Giuseppe, Christian, Federico e Giandomenico dopo la proiezione. Un seguito che ha trovato un pubblico presente, numeroso attento e curioso e che solo dopo molto tempo si è sciolto verso l’uscita dalla ns sala, l’amata Galleria NinaPì ns sede e ormai semplice e affettuosa compagna di ogni incontro organizzato dal nostro circolo.
La reciproca compagnia in questo viaggio ha arricchito tutti di nuove amicizie e intimamente in noi anche di nuove energie per lavorare – mi verrebbe da dire combattere, se non fisicamente insieme certamente sapendo di non essere soli a tenere sempre alte le soglie di attenzione e a impegnarci in difesa dei diritti civili.
Il film documentario non avendo distribuzione si fa conoscere grazie ai festival e alle proiezioni pubbliche. Chiunque volesse organizzare un “viaggio”, come ha fatto il ns circolo, attraverso la proiezione pubblica del film puo’ scrivere a info@viaggioalampedusa.it (oppure il ns circolo ravenna@libertaegiustizia.it), trovando negli autori molta disponibilità di collaborazione e per quanto possibile anche di presenza: vi invito a farlo, sarà sicuramente un viaggio da ricordare. Una “navigata” nel sito è un buon inizio.
ps: le citazioni virgolettate e in corsivo sono parole di Erri De Luca lette subito prima della proiezione, che di seguito riporto:

TRAVOLTI DA INSOLITI (CLAN)DESTINI
(nell’azzurro mare di Lampedusa)
di Erri De Luca

Sulla vasta sponda del Mediterraneo del Sud si è mossa la nuova gioventù, fresca maggioranza del mondo a scuotere l’anzianità incallita al potere.
Ne pretende le irrevocabili dimissioni.
Si è fatta ammazzare per il diritto di essere libera.
Un’ondata di questa gioventù ricade sulle nostre sponde. E’ tutta coetanea di se stessa, è schiuma alzata dalla rivolta quando è mareggiata e scavalca dighe e moli.
Lampedusa riapre la sua porta del Sud, sbarrata dopo la trovata fuorilegge dei respingimenti in mare.
L’isola in entroterra ha un deposito di imbarcazioni accatastate.
Sono le carcasse dei barconi da viaggio, l’ultimo contenitore dei dadi della vita giocata a testa o croce.
Sono reliquie delle migrazioni, il museo unico al mondo che l’isola non sa di possedere.
Non sono clandestini, la rivolta dalla quale si staccano ha dato a tutti loro un riconoscimento politico.
In verità non esistono clandestini, sono una invenzione della paura, un’allucinazione del potere.
Sono naufraghi da tirannie al collasso, spaesati dalla forza della necessità.
Sono i coraggiosi sulle rotte sommarie indicate dall’ultima stella del Carro.
Sono i semi gettati lontano dall’albero avvolto dalle fiamme.
Cercano terraferma.
Vengono dal mare, il solo confine legittimo, autorizzato dalla geografia. Non sono clandestini, non appartengono a un clan.
Sono destini, affidati a onde e sponde.

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