Liberi di delinquere

Elisabetta Rubini

Dire che le ultime esternazioni di Berlusconi sulla giustizia costituiscono una sfida ai principi sanciti dalla nostra Costituzione – tra cui la soggezione di tutti i cittadini alla legge e l’indipendenza della magistratura – sembra ormai così ovvio da non cogliere nel segno. Troppe volte le abbiamo sentite ripetere e troppi esempi abbiamo avuto della profonda, radicale avversione di Berlusconi per la giustizia – dalle invettive contro i giudici malati di mente alle numerose leggi fatte apposta per risolvere problemi processuali personali – per non aver ormai capito che i principi costituzionali nulla contano per lui, ed anzi gli sono fortemente invisi nella misura in cui ne ostacolano il percorso. Saremmo degli ingenui ad indignarci ancora per le furibonde aggressioni verbali ai giudici e PM, e persino per l’inusitato progetto di mettere due poteri dello Stato l’uno contro l’altro con la cosiddetta commissione d’inchiesta sulla magistratura: questo è l’uomo e questa è la sua cultura ed è così da sempre, fin dall’inizio della sua carriera politica. In tutti questi anni, ogni volta che l’esercizio del suo potere è stato disturbato dalle iniziative dei magistrati, l’odio contro la giustizia e i suoi principi è esploso con violenza: come non ricordare il comunicato a reti televisive unificate del gennaio 2003, nel corso dei processi SME e Mondadori, quando la Cassazione respinse il tentativo di spostarli da Milano? Già allora era esplicita la pretesa di sottrarsi al giudizio della magistratura, additata come ideologica ed eversiva del risultato elettorale, con l’implicito assunto che gli eletti a cariche politiche siano in quanto tali esentati dal rispetto della legge. Dunque oggi siamo di fronte ad un’ennesima e violentissima manifestazione dell’intolleranza di Berlusconi per un potere che osa – nella sua espressione collettiva – difendere la propria indipendenza e – in alcune questioni specifiche – interferire con l’esercizio del potere di Berlusconi stesso. Il dramma è che sull’onda di queste esternazioni andremo verosimilmente alle elezioni: la vera domanda da porsi è allora perché l’avversione verso la giustizia paga, come ha pagato in questi anni, dal punto di vista elettorale; perché l’invettiva contro i giudici matti e assassini (vedi le frasi sul PM De Pasquale) anziché suscitare orrore nei cittadini provoca in molti un rispecchiamento, un riconoscersi, una condivisione della ripulsa, della diffidenza quando non dell’odio per la giustizia. Con Tangentopoli, la classe dirigente italiana visse un momento di soggezione nei confronti della giustizia: ricordiamo tutti i processi, le confessioni, le tragedie quali quella tanto a sproposito richiamata ieri da Berlusconi. L’intera classe dirigente apparve in scacco, disarmata e delegittimata di fronte alla prova del suo basso livello morale e ciò riguardò sia le sue componenti economiche che politiche. Rispetto a quella fase, l’esperienza di Berlusconi ha rappresentato una sorta di riscatto, un ribaltamento dei rapporti di forza, una aperta rivendicazione del diritto di fare tutto ciò che il potere acquisito consente di fare e, nella sua estrema espressione, l’affermazione del diritto a non essere giudicati. E’ contro questa cultura, del cui radicamento nel paese non è dato purtroppo dubitare, che tutte le forze democratiche dovranno mobilitarsi nei prossimi mesi, per difendere le conquiste scritte nella nostra Costituzione e, tra tutte, il principio della supremazia della legge sul potere politico.

*Elisabetta Rubini, avvocato, siede nel Consiglio di Presidenza di LeG

11 commenti

  • In Italia oramai il basso livello morale è l’unica costante universale che trasversalmente collega tutti gli impostori mascherati da funzionari di qualcosa per il bene del cittadino.
    Analizzerei il fatto che rispecchiarsi nelle esternazioni di Silvio Berlusconi (buone o cattive, sarà la Giustizia con i suoi strumenti a stabilirlo) non è solo un mezzo di rivendicazione elettorale: forse tutti quei cittadini che hanno un numero di registro, un fascicolo aperto in qualche Illustrissimi Tribunale del belpaese e che si sono sentiti prima raggirati e poi oltremodo offesi, dai cavilli/trappola della Giustizia hanno voluto premiare un portavoce.
    Lei fa l’Avvocato. Quindi sa benissimo quali suoi colleghi sono dotati di etica e quali no. Al pari di certa Magistratura Giudicante.
    Come me ha vissuto le vicende (due per tutti) dei Giudici De Magistris o Nicola Pace in quel di Matera…..
    In Italia si impedisce sistematicamente alla Magistratura di lavorare bene, da qualunque parte e con ogni mezzo. Di contro si permette alla Magistratura di creare carriere ed eroi con fannullaggine e ritardi prescrittivi.
    O forse Lei questo non lo nota?

    Io non saprei e nemmeno potrei usare le frasi di Silvio Berlusconi: non ne ho capacità e potere. Non saprei nemmeno generalizzare su una categoria di lavoro che ha esponenti come quelli che Vi ho nominato…
    Ma ogni volta che Berlusconi apre bocca (non so se a sporposito, ripeto: sarà una querela o un’indagine a stabilirlo) e parla della Giustizia in Italia io figuro nella mia mente visi, volti, cause, ritardi, rinvii, CTU a capocchia, Avvocati, Giudici e sentenze ben precise.
    Raggiri veri e propri, cui siamo sottoposti come cittadini per via del complesso sistema giuridico civile e fiscale che in questo paese fa del cavillo una vera e propria arma contro la ragione e il diritto elementare!

    Ora mi chiedo io: come si fa a stupirsi ancora di fronte a questo rispecchiameto?

    Cmq bell’articolo. Condivido tutto, soprattutto il rispetto per la Giustizia. Ma dopo quanto ho visto subire da alcuni miei concittadini in un piccolo Tribunale del Sud Italia, non me ne voglia se la “fede” nella Giustizia è passato dal 100% al pressoché totale 0% (a titolo puramente personale)

    Un caro saluto, Laura Lionti

  • Berlusconi offende e minaccia quotidiamente i giudici,nella speranza di
    farli fuori e di sfuggire ai suoi processi.Berlusconi ignora i principi
    della democrazia occidentale. Mette in pericolo non solo le
    istituzioni italiane ma da folle pregiudicato attenta alle
    fondamenta delle democarzie europee.E lancia fatwe mafiose contro i giudici,bersaglio di attentati mafiosi,vedi il più recente contro il procuratore capo di Reggio C.

  • Capisco benissimo ciò che scrive Laura nel commento di poco fa, conosco bene tutte le inefficienze, e a volte incompetenze, del sistema giustizia (fatto di giudici, avvocati, cancellieri e spesso cattivi legislatori). Il danno arrecato dalla cultura berlusconiana sta proprio nell’aver utilizzato l’insoddisfazione dei cittadini per il malfunzionamento della giustizia, non per migliorarla bensì per delegittimarla. I problemi del sistema della giustizia possono e devono essere identificati per risolverli, con mezzi e idee adeguati; al contrario, Berlusconi ha fatto e fa leva su questi problemi, e sulla conseguente difficoltà dei cittadini a confrontarsi con la giustizia, al fine di demolirne ulteriormente l’immagine e la funzione. E ciò a suo esclusivo uso e consumo e senza vantaggio alcuno, anzi con grave danno, per la collettività.

  • purtroppo da alcuni decenni le facoltà di giudizio di gran parte degli italiani sono state offuscate dall’uso improprio della televisione e dalla mancanza di reazione da parte del mondo della cultura (scuola università) che non hanno saputo (o voluto?) fronteggiare il tentativo (peraltro ben riuscito) di addormentare le coscenze, creare falsi miti e modelli comportamentali e diminuire le facoltà di ragionamento autonomo delle persone . Ora siamo arrivati al punto che se la televisione dice che i magistrati sono dei brutti e laidi comunisti che vogliono impedire a Berlusconi di attuare il suo meraviglioso piano di riforme che portano gli italiani in paradiso, molti ci credono acriticamente. Su questo Berlusconi basa una buona fetta dei suoi consensi elettorali. Per risolvere questo male ci vorrebbero svariati decenni di lavoro nelle scuole per creare una generazione che non si “acculturi ” solo tramite la TV che è un mezzo di assorbimento acritico di conoscenze e opinioni.

  • Non ogni volta ma da vent’anni circa. Ricordiamoci quello che disse a suo tempo Confalonieri circa la relazione tra la sua discesa in campo e la probabile galera incombente sul suo groppone.
    Avendo egli scoperto che non tutti i giudici erano disposti a vendersi,come quelli che gli consentirono di acquisire il più grande gruppo editoriale del Paese: la Mondadori e come ancora gliene capitano tra i piedi o tra le mani,esperto giocatore delle tre carte quale egli è,nel suo girovagare nell’ambiente della giustizia tramite i suoi onorevoli avvocati.

  • La giustizia italiana è lenta e piena d’inefficienza.Ma cancellare dal tribunale la scritta :la legge è uguale per tutti,come vuole berlusconi,significa farla sprofondare definitivamente per sanzionare una volta per tutti la vittoria dei delinquenti potenti

  • la divisione dei poteri su cui rifletteva Montesquieu è un assunto puramente teorico, anche se la garanzia di indipendenza reciproca (e quindi di vigilanza reciproca) è il nocciolo della nostra democrazia, in particolar modo in questo insidioso momento.
    L’esecutivo ha bisogno di potere, per poter “eseguire”, oggi, grazie al nostro leader, questo bisogno ha travalicato ogni limite (e temo che ne vedremo ancora tante, una peggiore dell’altra).
    Vedo che il potere non accetta nessun contenimento, e in sè questa è una grossa crisi della democrazia, che vive della reciproca limitazione e del reciproco rispetto tra poteri, certo, ma anche tra gruppi, persone, istituzioni ecc.).
    Ma ciò che vorrei sottolineare è che il potere non accetta confronti, vuole crescere su se stesso, è un virus dilagante. Una volta conquistato userà ogni mezzo per perpetuarsi, perchè il potere è la peggiore tossicodipendenza.
    In questo caso, il rapporto con la Giustizia, rivela anche come il Potere rivendica a sè l’appello di Giusto, e quindi la sua non-giudicabilità, la sua superiorità.
    Credo che la delegittimazione della Magistratura non sia solo un problema di funzionalità ( estiste, sicuramente, e va sanata, ma bisogna anche dare visibilità alle situazioni virtuose e farle diventare trainanti), sia soprattutto un problema culturale profondo, legato alla ‘giovinezza’ della nostra democrazia, che ha molto bisogno di irrobustirsi.
    Saluti.
    Silvana

  • In Italia ci sono alcuni che per diversi motivi hanno conti in sospeso o mal tollerano la giustizia.
    Altri poi appartengono o sono influenzati dalla delinquenza organizzata.
    Altri infine fanno un tifo da calcio per cui credono ciecamente in ciò che viene loro detto a priori. Altri ancora hanno paura che i comunisti tolgano loro le case. I cattolici temono l’anticlericalismo diffuso in molti partiti.

  • Ascoltarla questa sera a ” Otto e mezzo” ha rappresentato per me una boccata d’ossigeno in un momento in cui tutto sembra ineluttabilmente sottostare alla logica berlusconiana del mentire sempre che tanto gli Italiani ci credono sempre. Con tranquillità, chiarezza, puntualità e professionalità ha surclassato l’avvocaticchio Costa che tentava di recitare il copione che gli era stato ordinato di rappresentare. Mi complimento con Lei e spero vivamente di rivederla presto in qualche altra trasmissione, ma ancor di più mi auguro che le sia permesso dalla vecchia nomenclatura di di riaccendere le speranze delle persone per bene. Vorrei conoscerla meglio e sapere quale ruolo ricopra in campo politico. A rivederla presto. Mariangela

  • Condivido in tutto l’opinione di Mariangela. Si continua purtroppo a subire gli spot senza mai entrare nel merito. E se l’affermazione viene palesemente smentita, via con il nuovo spot. Una vera boccata di ossigeno portata da queste persone veramente degne di ammirazione.

  • signora ho avuto la fortuna ed il piacere di assistere al suo intervento
    a otto e mezzo ,ho ammirato nell’esposizione la trasparenza la limpidezza e la semplicità della verità per tutto quanto le porgo con stima i miei ringraziamenti.

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