Una riforma della Giustizia che non risolve i veri problemi della Giustizia

Vota NO al referendum sulla riforma Nordio

Il 22 e 23 marzo 2026 siamo chiamati a esprimerci su una legge costituzionale che mira a colpire l’indipendenza della magistratura, senza affrontare nessuno dei problemi del “sistema giustizia” che gravano sui cittadini.

Se il cittadino si ribella

26 Maggio 2010

Quale che sia l’esito parlamentare dell’infausto provvedimento sulle intercettazioni, un rilevante successo la campagna di stampa contro la legge-bavaglio l’ha già raggiunto: e cioè la mobilitazione dell’opinione pubblica, giuristi, intellettuali, editori, giornalisti, studenti e cittadini comuni, tutti schierati in difesa della libertà d’informazione, correttamente intesa come libertà di essere informati e quindi come libertà di informare.

Una confortante manifestazione di quella società civile, certamente sollecitata dall’impegno dei giornali e in prima linea del nostro, che spesso viene evocata come in una seduta spiritica. E che improvvisamente si materializza e si esprime come in un prodigio. Il post-it incollato sulla bocca di tanti lettori e di tante lettrici rappresenta ormai il simbolo di questa ribellione popolare, la bandiera di un’opposizione diffusa che va al di là dei numeri e dei seggi in Parlamento. Quel foglietto giallo, una delle più grandi “invenzioni minime” del nostro tempo, diventa così il distintivo di un’opinione pubblica – di destra, di centro o di sinistra – che si sente espropriata di un suo diritto fondamentale e perciò reagisce per riappropriarsene. Vogliamo sapere, insomma, per poter giudicare.

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