Legge elettorale e riforme

besostriL’avv. Besostri si è incontrato con il circolo di Libertà e Giustizia di Modena a Sassuolo il 30 ottobre per descrivere le problematiche della precedente legge elettorale, quella attualmente in discussione e della riforma costituzionale.
Il relatore ha ricordato che in Germania, differentemente dall’Italia le leggi elettorali sono state diverse volte sottoposte al vaglio della Corte Costituzionale rispetto a quello che è successo in Italia. Infatti per motivare la sentenza sul Porcellum la nostra Corte Costituzionale ha recepito alcune motivazioni di sentenze della Corte Suprema tedesca. Uno dei principi essenziali riconosciuti è che ogni voto è uguale all’altro e quindi nessuno debba essere sfavorito dal voto di una circoscrizione che non sia la sua. Invece nel Porcellum e nella legge elettorale europea avveniva e avviene che le circoscrizioni del sud che non votavano la Lega si vedevano dimidiata la loro capacità di eleggere rappresentanti.
In merito al premio di maggioranza, l’Avv. Besostri ha ricordato che già erano stati sollevati dei problemi di costituzionalità e questo era stato affermato con le sentenze della Corte n. 13 e 14 del 1998. Il relatore ci ha ricordato come è iniziata la sua contestazione al Porcellum, circa sette anni fa, quando propose un’azione di accertamento al Tribunale al fine di accertare se fosse stato limitato il diritto di voto degli italiani alla luce dell’art.1 della nostra Carta ove afferma che solo la costituzione può porre dei limiti alla sovranità popolare e non la legge elettorale.

Il giudizio giunse alla Cassazione dove fu rimesso alla Corte Costituzionale perché non furono ritenute infondate le questioni di legittimità costituzionali sollevate. La sentenza sul Porcellum ha posto dei principi dei molto chiari e questo è un motivo del perché la nomina dei nuovi giudici della Corte si sta prolungando
L’avv. Besostri inoltre ci ha ricordato i vari miti da sfatare che hanno spinto le attuali riforme. La governabilità è un bene costituzionalmente legittimo ma l’uguaglianza del voto è un bene costituzionalmente tutelato. Infatti si è sempre detto che bisogna sapere la sera delle elezioni chi governerà il paese. In Germania nonostante la sera delle elezioni non si avesse una maggioranza certa sono trascorsi tre mesi per formare la grande coalizione. Invece in Italia è avvenuto il contrario particolarmente con leggi regionali ed in special modo con l’elezione delle province. Le province ci sono ma è stata abolita la scelta democratica. Infatti con le attuali leggi elettorali provinciali di secondo grado si sa chi vince la sera prima delle elezioni. La democrazia in questo caso viene molto limitata, perché se in uno stato non è possibile scegliere i propri eletti come può l’eletto interessarsi dei problemi degli elettori.
Un altro mito da sfatare è che le preferenze generano corruzione, invece dall’abolizione delle preferenze il costo della corruzione è notevolmente aumentato. Quindi i veri costi della politica non sono solo i gettoni di presenza ma anche le nomine, le consulenze degli apparati. Infatti invece di cadere nella reazione populista o demagogica è necessario fare richieste serie, quindi invece di diminuire i parlamentari era meglio ridurre le indennità. Il relatore inoltre ha ricordato che per evitare la disaffezione al voto e l’astensionismo la legge elettorale francese ha previsto che per la regolarità delle elezioni ci debba essere sempre un rapporto con gli aventi diritti al voto pari al 12,5%. Il vero problema del ritardo delle leggi non è il sistema bicamerale ma i regolamenti di attuazione che delegano tutto il potere al governo ed ai direttori generali. L’avv. Besostri inoltre ha ricordato come sussista anche un problema importante di informazione, infatti per la legge elettorale per le europee dopo che c’è stata l’ordinanza che ha rimesso la questione alla corte costituzionale per la soglia di sbarramento del 4% le intenzioni di voto per la lista Tsipras sono aumentate ove prima per alcuni veniva considerato un voto inutile.

Infine il relatore ha descritto le diverse criticità anche della riforma costituzionale in quanto nella riforma proposta sono state introdotte delle modifiche significative al sistema elettorale. Quale per esempio il combinato disposto degli artt. 57 e 117 co. 1 chiarisce che il Parlamento deve essere eletto con la legge della repubblica, invece i rappresentanti di minoranze linguistiche in totale contraddizione devono essere eletti con legge regionali.

Il video della serata a cura di Pietro Carli del circolo di Bologna

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