Yes week-end

Grande sorpresa sui giornali e i tg italiani (all’insaputa di quelli americani) per gli elogi di Obama a Renzi e a Napolitano, ma anche agli altri monumenti, come il Colosseo. Corriere: “L’incoraggiamento di Obama all’Italia. Elogio di Napolitano”. “‘Matteo, ti aiuto io’”. “La fiducia sulle riforme di Renzi. E a Napolitano: con te Italia fortunata”. Repubblica : “L’intesa tra Obama e Renzi: ‘Giusto cambiare l’Europa’”. “‘Che roccia Napolitano’. L’elogio del leader Usa”. Stampa: “Obama scommette su Renzi. ‘Sangue fresco, farà bene all’Europa’”. “Barack-Matteo: ‘Yes we can’”. “L’energia del premier conquista il leader Usa”. “Renzi senza complessi”. Messaggero : “Obama a Roma: mi fido di Renzi”. Unità: “Crescita e lavoro: yes we can. Obama promuove Renzi”. “Renzi incassa la ‘fiducia’ di Obama. ‘Italia fortunata, ha uno statista come Napolitano’”.    Chissà che si aspettavano che dicesse, Obama. Forse pensavano che, vedendo Renzi, gli scoppiasse a ridere in faccia: “Ma come ti vesti? Ma chi te l’ha fatto il nodo alla cravatta? Ma lo sai che con quei denti all’infuori sembri Bugs Bunny?”. E che, incontrando Napolitano, se ne uscisse con frasi del tipo: “Ancora tu? Ma non dovevamo vederci più? Ueh, matusa, ma lo sai che pure mio nonno è più giovane di te? In pensione ai giardinetti mai, eh?”. Invece, contrariamente alle previsioni, il presidente americano in visita al paese alleato più servile e genuflesso non ha insultato né sbeffeggiato i suoi capi dello Stato e del governo. Chi l’avrebbe mai detto. Secondo Repubblica , mentre il padrone consegnava ai servi la solita lista della spesa (graziare gli spioni Cia condannati per il sequestro Abu Omar, comprare un centinaio di F-35 che fanno ridere pure il Pentagono, raddoppiare le spese per la difesa da non si sa chi, acquistare il gas dagli Usa anziché dai russi, mezzo chilo di pane, tre etti di prosciutto e un caffè macchiato), quel diavolo di Renzi riusciva addirittura a dargli sulla voce: “L’Italia taglierà le spese militari”. Tiè (infatti la Pinotti ha subito detto che sugli F-35 non si scherza). Eppure incassava la promessa dell’amico Barack di “convincere la Merkel a cambiare verso”. L’Unità, pravdina del Pd, conferma: “Barack e Matteo, asse anti-austerity”.    Sempre nel Reparto Paranormale, va registrato che “Obama sfratta gli abusivi” (il Messaggero ) e “Il ‘Miracolo’ di Obama al Colosseo: spariscono centurioni e camion bar”. Dinanzi a notizie così inaspettate e sconvolgenti, si capisce che nessun giornalone abbia trovato tre righe di spazio per l’allarme dei giuristi di Libertà e Giustizia sulla “svolta autoritaria” del Parlamento dimezzato e del premier-duce. Che sarà mai. Peraltro, che si sappia, a nessun capo di Stato o di governo è mai saltato in mente di dire pubblicamente qualcosa di men che encomiastico a un collega italiano. A parte la regina Elisabetta quando B. strillò “Mister Obamaaaaa!” durante la foto di gruppo del G8 di Londra (la sovrana si voltò di scatto: “Ma chi è che urla così forte?”. Era lui). Su Google si trovano i titoli prestampati dei giornali italiani il 18 ottobre 2013: “Obama promuove Letta”. E, il 19 gennaio e il 9 febbraio 2012: “Obama promuove Monti”. Pure Merkel, Hollande e tutti gli altri non fanno che “promuovere” di anno in anno i premier italiani, l’uno diverso dall’altro (almeno nelle sembianze fisiche). Appena vide Monti, Obama non riuscì a trattenersi: “Ho piena fiducia nella leadership di Monti e voglio solo dire quanto noi apprezziamo la poderosa partenza e le misure molto efficaci che sta promuovendo il suo governo”. Un anno e mezzo dopo, al cospetto di Letta, proruppe: “Non potrei essere più colpito dall’integrità, dalla profondità di pensiero e dalla leadership di Enrico Letta”. È ufficiale: Obama & C. ci prendono per il culo. E noi lì a bere tutto. Spiace citare Andrea Marcenaro del Foglio, ma ci ha azzeccato: “L’abolizione delle province non comporta assolutamente l’abolizione del provincialismo”.

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