Quanto accade nell’Europa dell’Est ci riguarda

Quanto accade nell’Europa dell’Est ci riguarda

Una “Associazione di cultura politica” deve avere uno sguardo universale, come universale è la cultura. Se siamo convinti dei nostri valori universali, e se riteniamo che la cultura europea è stata rilevante nel dare agli uomini la consapevolezza di tali valori, il fatto che i governi di una parte dell’Europa esaltino oggi l’illiberalismo non ci può lasciare indifferenti.

Perciò ci riguarda il tragico destino del Sindaco di Danzica Pawel Adamowicz, un protagonista -nel suo Paese- dell’opposizione a tale deriva. E ci commuove ancor più il fatto che ciò sia accaduto in una città-simbolo, simbolo un tempo dell’inaccettabilità di confini creati artificiosamente dai vincitori di guerre, e più recentemente di come una collettività di lavoratori disarmati può ridare la libertà a un popolo schiacciato da un potere armato.

A livello di istituzioni europee, vi è stata qualche generica dichiarazione, ma dobbiamo pretendere di più: le forze democratiche presenti nel Parlamento dovrebbero assumere iniziative clamorose, come ad esempio far coincidere la prossima seduta conclusiva dell’attuale mandato di esso con la celebrazione di un martire della democrazia, il Sindaco Adamowicz.

Quanto a noi, possiamo darci un compito per rispondere a quanto di turpe accade in un altro Paese dell’Est, l’Ungheria. La nostra Associazione potrebbe adoperarsi per far sì che istituzioni scientifiche interessate alla documentazione storica (dagli Istituti Storici della Resistenza e dell’Età Contemporanea ai Dipartimenti universitari di Storia) raccogliessero i materiali concernenti la solidale accoglienza che gli Italiani diedero, nel 1956, ai profughi ungheresi fuggiti dalla sanguinosa repressione sovietica: dico “gli Italiani”, il popolo, non solo le istituzioni (molte famiglie accolsero nelle loro case, molti Atenei forzarono un po’ la normativa per assegnare insegnamenti ai professori esiliati). Sbattere questa documentazione in faccia al governo ungherese combattente contro i migranti sarebbe una vera scelta “europea”.

Genova, 18.01.2019

(*) Il professor Luzzatto fa parte del Comitato dei Garanti di LeG.

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