Ridateci la nostra democrazia

L’appello di LeG per cambiare la legge elettorale (“Mai più alle urne con questa legge”) ha già raccolto il sostegno di molti intellettuali e l’adesione convinta di numerosi cittadini. Ora serve una grande mobilitazione. Libertà e Giustizia e Valigia Blu, rispondendo all’invito di Ilvo Diamanti e Massimo Salvadori, lanciano l’idea di un’alleanza della società civile, singoli cittadini e movimenti organizzati, pronti a farsi promotori di una campagna di sensibilizzazione attraverso il web, gli organi di informazione, le piazze. Un impegno diretto, per sostenere la raccolta firme e organizzarsi in comitati, sull’esperienza positiva del referendum costituzionale 2006, per creare sempre nuove occasioni di mobilitazione.

Il tema del resto è al centro di una discussione che ha anche sollecitato l’appello di 42 politici e studiosi pubblicato sul Corriere della Sera.

Ridateci la nostra democrazia è il fulcro dell’iniziativa. Ridateci la sovranità che ci appartiene, perché vogliamo riprenderci il diritto di scegliere chi ci rappresenta in Parlamento. Un diritto che è stato cancellato dalla legge Porcellum e che priva il popolo elettore del più elementare e insostituibile potere di contare nelle decisioni della politica.

Contro questa legge elettorale possiamo già contare sul sostegno di alcuni politici di diverse appartenenze. L’invito è ora rivolto a tutte le segreterie di partito e a tutti i parlamentari che al di là dello schieramento intendano darsi da fare per restituire ai cittadini il diritto di avere un Parlamento di eletti e non di nominati, e cancellare un premio di maggioranza così abnorme da forzare il quadro politico, come avviene oggi in Italia, caso unico nel panorama europeo.

A tutti, ancora una volta, chiediamo di sottoscrivere l’appello qui, sul sito di LeG, oppure sulla pagina di Facebook e sul sito di Valigia Blu .

Libertà e Giustizia e Valigia Blu si rivolgono inoltre a tutti i gruppi editoriali, alle tv e alle radio pubbliche e private, soprattutto la Rai che dovrebbe essere al servizio dei cittadini più che dei politici, ai giornali, ai siti Internet e ai blog, per sostenere la mobilitazione e darle la visibilità necessaria a raggiungere il maggior numero di persone.

78 commenti

  • Ma sig Ortona, io credevo che nell’uninominale di collegio a doppio turnoogni partito presentasse il proprio candidato in quel collegio e quindi l’elettore potesse scegliere di votare il candidato che meglio rappresentasse le sue idee di democrazia a prescindere dal partito di appartenenza proprio o del candidato. E questo salverebbe il pluralismo partitico. Metterebbe in stretto rapporto candidato ed elettore. Costringerebbe i partiti a scelte di candidati virtuosi per non perdere consensi a favore di partiti affini con candidati più graditi e stimati dall’elettorato del collegio. Solo al secondo turnom si porrebbe il problema della convergenza del voto sui candidati rimasti in lizza.
    Paolo Barbieri

  • Quando si parla di leggi elettorali, occorre dimenticare le ambiguità (siamo tutti per l’uninominale) e i tatticismi di corto respiro (vedi PD) contrapposti a sciocchezze varie (vedi PDL) perché non aiutano a fare chiarezza, anzi alimentano la confusione, con la conseguenza che tutti parlano senza in realtà dire nulla.
    Quando si parla di doppio turno, occorre essere completi: il sistema francese prevede lo sbarramento al 12,5%, ammettendo al secondo turno tutti i candidati che lo superano; se si omette di dire quale doppio turno si vuole (con o senza soglia di sbarramento, con tutti i candidati o solo i primi 2, 3 o 4) si dicono cose inesatte e non si porta una soluzione.
    Il doppio turno alla francese è al momento il milgliore sistema che possiamo avere (migliore inteso come avente il minor numero di difetti); iln secondo luogo, perché è nostro e conosciuto, il mattarellum, senza scorporo e candidature plurime (la proposta bipartisan affondata a favore del porcellum);
    Il proporzionale, nulla togliendo ai suoi pregi, aprirebbe le porte alla nefasta politica dei “due forni” che tanto piace ai centristi e non solo…

  • Per rispondere a guido, riporto un fatto riguardante l’elezione dei consiglieri comunali di San Francisco (lo riporto perché su di esso ci hanno fatto pure un film): finché il sistema di elezione fu proporzionale, e nonostante in un quartiere della città gli omosessuali fossero presenti in un certo numeri, questi non riuscirono ad eleggere alcun loro candidato a consigliere, perché il sistema adottato (proporzionale) dava accesso al consiglio solo alle 10 persone più votate in tutto il comprensorio di San Francisco. C’era un’unica grande circoscrizione, in cui le minoranze finivano per non trovare rappresentanza. Con il passaggio al sistema maggioritario, il territorio venne diviso in collegi e proprio nel quartiere sopraccitato avvenne l’elezione del primo consigliere comunale gay nella storia degli Stati Uniti. Questo per dire che non è vero che il maggioritario appiattisce la rappresentanza, anzi: il meccanismo della suddivisione in collegi implica un forte legame con il territorio da parte del candidato che vuol farsi eleggere. Li calano dall’alto? Peggio per i partiti, ma il primo che capisce quali sono le vere esigenze di una certa area territoriale, presentando conseguentemente un candidato espressione di quelle istanze e non paracadutato dall’alto, avrà più possibilità di vincere dell’altro. Questa operazione con il proporzionale non può avvenire, perché o si adottano circoscrizioni grandi (ma allora si deve prevedere un gran numero di seggi disponibili onde far rappresentare anche i partiti più piccoli) oppure delimitando le circoscrizioni si delimitano le scelte dei cittadini stessi e si ritorna al punto di prima: solo i partiti grandi possono prendere i seggi. Ma a questo punto tanto vale utilizzare un sistema che non obbliga per forza a farsi cooptare dai vertici del partito, e il maggioritario – completato con un meccanismo di primarie locali – risponde esattamente a questo.
    Se dovessi spiegare che cos’è la democrazia in politica, direi che è quel sistema in cui c’è sì spazio alla rappresentanza di più partiti, ma in cui ad ogni elezione c’è un vincitore ed un vinto, e chi vince cerca di realizzare un programma proposto ai cittadini. Alla elezione successiva, se quel programma non è stato realizzato o non piace, il cittadino sarà in grado di sanzionare il governante uscente votando un altro partito.

  • La premessa, ovvia, è che questa legge è quanto di peggio possa esistere, contenendo due aberrazioni: premio di maggioranza ed impossibilità di scelta del candidato.
    Ciò detto, va anche aggiunto che non esiste alcun sistema elettorale che soddisfi i requisiti necessari. E’ dimostrato matematicamente (Arrow) e non è il caso di aprrofondire.
    Credo che la legge che più si avvicini alla conciliazione dei fini cui mira una liberal-democrazia nel nostro paese sia l’uninominale a doppio turno che, non fosse altro, garantisce che sarà eletto chi otterrà la maggioranza fra i votanti.
    L’obiezione che la scelta del candidato è purtroppo fatta dalle segreterie ha fondamento.
    Il vero problema, irrisolto ma non irrisolvibile, è che non è mai stato definito nelle sue procedure l’art.49 CC.
    Ove si procedesse a conferire personalità giuridica ai partiti con i derivanti vincoli di legge, ecco che le procedure interne ad essi troverebbero una qualche disciplina come per le società e le primarie ad esempio potrebbero esssere cosa diversa dall’attuale caricatura.

  • Amici miei,questo è un tempo di guerra per la difesa della Libertà e della Democrazia.
    Questo è il tempo per un nuovo 25 Aprile. Ricordate ragazzi,65 anni fa ,quando liberammo la nostra amata Patria Italia dal nazi-fascismo? Sì che ricordate.
    Per la Libertà e l’Indipendenza,amici miei.

  • Ieri sera ho visto la prima puntata dell’anno 010/011 di Ballarò (mai titolo fu più appropriato alla Telecaciara politica).
    Un esempio di come ti distraggo il pupo mentre il puparo,tessera P2 1816,noto anche come “ghe pensi mi”,CONTINUA INDISTURBATO A FARSI I C…. SUOI insieme ai suoi fedeli compari e alle sue fedeli comari.
    Nessuno dei partecipanti alla “caciara”,”servitori” nella carta stampata e conduttore compresi,si è chiesto se per caso la melma in cui oggi guazza il Paese,oggetto del loro sterile chiasso serotino,abbia a che fare con quella coleciste malefica prodotta dall’allegro uso elettorale del PORCELLUM !.

  • All’art. 58 della costituzione di prevede che : “I senatori sono eletti a suffragio universale e diretto dagli elettori che hanno superato il venticinquesimo anno di età.”.
    La definizione di eletto nel dizionario italiano è : “agg. scelto – s. chi è stato scelto”.
    Quindi, traducendo : “I senatori sono SCELTI, a suffraggio universale e DIRETTO, dagli elettori…”
    A questo punto, mi chiedo se la legge non sia incostituzionale o se la lingua italiana non sia da rivedere, almeno nel significato di alcuni dei suoi vocaboli”

  • @Raffaele: la legge presenta svariati profili di incostituzionalità (cosa perfettamente normale, visti gli autori): subito la sua approvazione alcuni costituzionalisti lo fecero presente, ma non sono stati mai presi in considerazione… quando ci fu la possibilità di farlo, si scelse la strada senza uscita che si chiamava vassallum….

  • è ben vero che i candidati sono comunque scelti dalle segreterie dei partiti, ma il sistema uninominale a doppio turno premia il candidato che riesce a catalizzare il consenso. ora, io dubito fortemente che un candidato che non gode quanto meno della stima dell’elettorato possa catalizzare il consenso non solo degli elettori del suo partito, ma anche quello di coloro che in prima battuta hanno votato per altri.
    un esempio classico potrebbe essere la famigerata marianna madia, imposta da veltroni come capolista del pastrocchio a roma, ma che difficilmente sarebbe stata mandata a combattere per un seggio a roma contro avversari agguerriti. nel senso che una competizione elettorale tra un alemanno e una madia sarebbe stata semplicemente un massacro.

  • Che la legge elettorale sia in contrasto col dettato appare abbastanza assodato.
    Purtroppo esistono delle procedure strette per adire la Corte che di fatto escludono che la stessa possa essere chiamata a pronunciarsi sulle leggi elettorali.
    E’ una questione meramente tecnica: nessuna persona fisica o giuridica, tribunale od organo pubblico che si voglia può far nulla su questo versante.
    E piuttosto grottesco ma è così.
    Solo il parlamento può agire e non serve invocare chi non può, anche volesse, far qualcosa.

  • Egregio professor Rusconi,
    mi permetterei di condividere il suo lucido ragionamento che accomuna l’incapacità della gens italica, Italia democratica, alla anodina indifferenza di un sistema elettorale che non può aggiungere sale là dove la minestra è insipida.
    Il fatto è che a moltissimi fa comodo scaricare sul sistema elettorale quelle deficienze insite nel cromosoma politico di tutti i leader della partitocrazia e salvare la propria faccia dall’ammucchiata d’impresentabili che a bienni alterni si offrono alla ribalta oclocratica con l’ardore di diciottenni al loro primo “connubio”.

    Il sistema è come la forcina per abbacchiare le noci (siamo nella stagione giusta), se è corta, se ne può usare un’altra più lunga, ma è sempre la botta energica dell’abbacchiatore che costringe la noce a staccarsi dall’albero e diventar preda delle nostre voglie.

    Qua si discetta più per snobismo culturale che per vera dedizione al servizio che un sistema elettorale (quale che sia) possa rendere al popolo sovrano. L’eletto al Parlamento, delegato con quel sistema elettorale, se non è CICERONIANO deve barare con il suo mandato.

    In una confidenza che troviamo nell’orazione “De suppliciis”, Cicerone:
    “Ho accettato la questura, dice, come una missione sacra alla quale doveva sacrificare tutto; si sentiva addosso lo sguardo di tutti, aveva l’impressione di trovarsi solo con la sua dignità di questore sulla scena di un teatro i cui spettatori erano tutto il genere umano” (Cicerone – di Pierre Grimal).
    Credo bene di non poter aggiungere altro.
    Celestino Ferraro

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  • Desidero riportare il finale dell’articolo del prof Ainis costituzionalista ( certo non amico del cav ) sulla Stampa 15 sett ” …formulo a mia volta una proposta : correggiamo il maggioritario con un premio di minoranza. Per come è messa l’opposizione , sarebbe un’opera di carità. “.
    Senza commento anche perchèmi chiedo , e vi chiedo, …mi indicate il progetto di legge elettorale elaborato in questi ultimi 5 anni dal PD e dagli altri amici della sinistra per sostituire il porcellum ?
    Grazie , ed allora di cosa discutiamo ?

  • Per: @amedeoprincipe:
    ottima domanda, considerato che il PD (Perdenti per Definizione o Persi nei Dilemmi, e cosi via dicendo…) di proposte ne ha presentate, ma evidentemente non le hanno dette a Bersani….
    Limitandomi solo al Senato, ecco le proposte del Senatore Ceccanti:
    S. 2327
    Sen. Stefano Ceccanti (PD)
    Modifiche alla normativa per le elezioni dei membri della Camera
    dei deputati e del Senato della Repubblica con il ripristino della
    legge “Mattarella” al Senato e la cosiddetta “senatizzazione” della
    legge elettorale della Camera
    14 settembre 2010: Presentato al Senato
    Da assegnare alle commissioni

    S. 2312
    Sen. Stefano Ceccanti (PD) e altri
    introduzione di un sistema elettorale uninominale maggioritatio
    con voto alternativo per i membri della Camera dei deputati e del
    Senato della Repubblica
    30 luglio 2010: Presentato al Senato
    Da assegnare alle commissioni

    S. 2098
    Sen. Stefano Ceccanti (PD) e altri
    Introduzione di un sistema elettorale uninominale maggioritario
    con eventuale doppio turno per i membri della Camera dei
    deputati e del Senato della Repubblica e delega al Governo per la
    determinazione dei collegi elettorali
    8 aprile 2010: Presentato al Senato
    4 maggio 2010: Assegnato (non ancora iniziato l’esame)
    (Fonte: http://www.senato.it)

  • “Serve una nuova legge elettorale …”.
    Servirebbe anche conoscere,a mio modesto parere,quale è la posizione,rispetto alla TRUFFA ELETTORALE in questione (da cui è derivata la maggioranza “politica” truffaldina in atto),non solo della segreteria ma dell’intero Partito Democratico. Noto essendo che la nomenclatura di esso ha affrontato ben due campagne elettorali senza porsi interrogativo alcuno sulla TRUFFA anzidetta,rendendosi perciò corresponsabile del basso livello morale cui sono giunti oggi governo e parlamento.

  • Da quanto letto sinora ne esce una opposizione ( complice scrive qualcuno ) assolutamente insufficiente.
    I bla, bla, bla di tutti i politici , compresi quelli che l’hanno votata a suo tempo v. Fini e UDC , non valgono un bottone perchè senza prendere di petto la situazione formulando una proposta decente ( perchè di perfetto non c’è nulla !! ) si continua a pensare che lassù n alto piaccia così .
    Ed allora che appelli e firme facciamo, se no sappiamo nemmeno come cominciare ?
    E sulle preferenze leggere l’ultima di Veltroni ( LaStampa ) che non le vorrebbe .
    Allegria !

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  • Purtroppo, occorre riconoscerlo, i cittadini si sono lasciati sfuggire una opportunità storica poco più di un anno fa. Il referendum è infatti l’unico meccanismo che possa permettere un cambiamento in una materia che per il resto è totalmente in mano al parlamento. Con il passaggio del referendum si sarebbe innescato un meccanismo obbligato, nel senso che i partiti, onde non rischiare di sparire divorati dalla logica del premio di maggioranza alla singola lista, avrebbero ben accettato un ritorno repentino ad un sistema come il mattarellum che invece conserva loro del potere decisione; o comunque, il risultato sarebbe stato il superamento del porcellum con un sistema dove necessariamente non potesse contare il ricatto della lista avente lo zero virgola e che per di più si sarebbe visto, per legge, obbligato ad impedire le candidature multiple, avvicinando così eletti ed elettori. Non meravigliamoci se il parlamento non cambia da solo queste leggi, perché seduti al suo interno vi sono partiti che sono il frutto di quello stesso sistema di cui si invoca a gran voce il cambiamento. Ci si è tenuti il proporzionale puro per quasi cinquant’anni. Bisogna augurarsi che non sia necessario attendere altrettanto perché si superi il porcellum.

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  • sinceramente c’è qualcosa che mi sfugge sull’opportunità storica non colta con il referendum dell’anno scorso.
    si dice che l’attribuzione del premio di maggioranza ad una sola lista avrebbe spinto i partiti a modificare l’attuale legge elettorale.
    ma perché, allora, non chiedere direttamente l’abolizione dell’attuale legge elettorale?

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  • Ci riusciremo? Negli ultimi anni sono stata sfiduciata e molto, molto schifata (tant’è che sto provvedendo ad andare via dall’Italia), ma adesso, dopo gli ultimi “favorevoli” eventi, voglio credere che ce la possiamo fare….
    Incrocio le dita, ciao

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