REGALO DI NATALE

REGALO DI NATALE

La nostra Costituzione appena salvata e la Corte Costituzionale che ne è la sua fedele (e speriamo sempre imparziale) interprete ci ha regalato un’altra perla della sua saggezza con una visione sociale davvero all’avanguardia ed in controtendenza rispetto alla visione economicistico/finanziaria della politica e dei potentati che ormai la controllano.

Il regalo è la sentenza n. 275/2016 con cui di fatto si apre la strada alla possibilità di ritenere l’art 81 del pareggio di bilancio, introdotto in Costituzione da una maggioranza farlocca al grido di “ce lo chiede l’Europa”, un articolo anti-costituzionale così come molti giuristi ed associazioni (fra cui la nostra) avevano già sostenuto al momento della sua approvazione.

Succintamente i fatti: alla Corte Costituzionale arriva una controversia fra Regione Abruzzo e Provincia di Pescara a proposito di una spesa “fuori bilancio” relativa al trasporto scolastico di persone disabili.  Da una parte si sostiene che alla luce dell’art 81 tale spesa porterebbe a non avere il pareggio di bilancio previsto dalla legge, mentre dall’altra si oppone l’assoluta necessità della spesa per poter assicurare il diritto all’istruzione che per essere reale, in questo caso, significa mettere a disposizione il mezzo di trasporto.

La circostanza è emblematica di quanto si obiettava proprio al momento dell’inserimento in Costituzione dell’articolo 81 e di quanto sia falso il mantra politichese che assicurava che cambiando la seconda parte della Costituzione, non veniva toccata la prima parte!

L’articolata motivazione della sentenza appena pubblicata lo scorso 16 dicembre alla fine afferma: “E’ la garanzia dei diritti incomprimibili ad incidere sul bilancio e non l’equilibrio di questo a condizionare la doverosa erogazione”.

Cari J.P. Morgan, altri suoi soci e politicanti accoliti avevate proprio ragione ad indicare nella Costituzione “troppo socialista” un ostacolo ai vostri interessi di bottega ed a chiedere la sua rimozione: peccato vi sia andata male!

Ritorna però così a porsi anche un annoso interrogativo che è rimasto sempre sotto traccia: ma la Presidenza della Repubblica (dal loquace Re Giorgio al silenzioso Mattarella) all’atto costituzionale della promulgazione si pongono il problema della costituzionalità delle leggi che stanno firmando?

A memoria non ricordo siano mai state fatte osservazioni di merito o addirittura rinvii alle Camere di leggi che sono state poi spazzate via dalla Corte Costituzionale come neve al sole: penso alle leggi ad personam di berlusconiana memoria, alla Bossi-Fini svuotata articolo dopo articolo, penso alla legge elettorale Porcellum (e molto probabilmente Italicum) che in questi anni ha così pesantemente condizionato la vita democratica e politica di questo paese, penso alla epocale ( perché sempre e tutto viene presentato come epocale) riforma “Madia”  dell’amministrazione pubblica cassata, anche per quanto di buono c’era, per vizi procedurali.

Che le Camere liquidino le pregiudiziali costituzionali (che spesso vengono poste prima della discussione di molte leggi con un voto squisitamente politico e legato agli interessi della maggioranza) ci può anche stare, ma che un vaglio accurato e stringente di questa natura non venga fatto adeguatamente dalla Presidenza della Repubblica, organo garante in prima istanza e per eccellenza della Costituzione, mi pare una mancanza grave che di fatto ha finito con l’avallare leggi e prassi che hanno impedito il pieno attuarsi dello spirito della nostra Costituzione sostituendolo con la così detta “costituzione di fatto”.

Se si vuole un Paese diverso, senza scorciatoie e falsi miti di governabilità, si torni a far respirare lo spirito di giustizia sociale, di solidarietà, di bene comune, di rispetto delle regole, di partecipazione.   Questa è la Costituzione del futuro.

Un grazie alla Corte Costituzionale e buon Natale a tutti.

(*) Monicelli, per Libertà e Giustizia Mantova

5 commenti

  • Per chi segue il sindaco De Magistris il discorso non e’ nuovo: lui sostiene che i comuni (e ovviamente non solo i comuni) non debbano applicare leggi ordinarie contrastanti con la Costituzione e afferma di non avere applicato tagli ai servizi irrinunciabili per limitazioni finanziarie imposte dai governi.
    Al di la’ di questo, a me la sentenza della Corte desta molte perplessita’ e l’articolo non me le ha chiarite: come mai la consulta si sveglia solo ora e nel caso specifico di una regione che ‘viola il vincolo’? Non sarebbe stato piu’ logico dichiarare incostituzionale la riforma Monti? Perche’ ha lasciato che venisse introdotto il pareggio di bilancio in Costituzione per poi contestare l’applicazione di tale principio?
    Ammenoche’ la Corte abbia dato a tale rinnovato articolo il senso piu’ ovvio: i servizi essenziali devono essere assolutamente garantiti e il pareggio di bilancio pure e quindi, nel rispetto del principio costituzionale di progressivita’, il pareggio si ottiene non con i tagli ma con l’aumento delle imposte DIRETTE……ma nulla si e’ mosso sotto il nostro sole e la Corte tace sulle clausole di salvaguardia basate sempre (incostitituzionalmente) sull’aumento dell’iva.
    Inoltre…..la sentenza della C.Costituzionale n. 1/2014 ….si limita a ritenere illegittimo un parlamento eletto col porcellum e le attivita’ legislative diverse dalla ordinaria amministrazione ma…..non ritiene incostituzionale la riforma Monti….fatta comunque da un governo imporcellato e promulgata da un imporcellatissimo Napolitano….Siamo sicuri che la sentenza di incostituzionalita’ del porcellum non dovesse automaticamente implicare tempestive nuove elezioni e immediatamente dopo l’elezione di un nuovo presidente della Repubblica eletto dal parlamento legittimo? Mattarella e’ legittimo o imporcellato pure lui? E’ logico tenerci un presidente della Repubblica espressione di un parlamento di nominati e drogato da un abnorme premio di maggioranza? E che, come non bastasse, ha dichiarato di votare si allo scardinamento della Costituzione, benedicendolo pure da oltreoceano? Mentre la Corte tace…..Scusate ma di una Corte che contiene Giuliano Amato e stava perfino per essere allietata da Luciano Violante….io proprio non mi fido piu’ granche’.
    A proposito di Violante: ricordiamoci che a In mezz’ora ha dichiarato che 100.000 giovani italiani emigrano ogni anno per colpa del bicameralismo…..e che il SI al referendum avrebbe appianato il problema… Un esterrefatto Di Battista e un’approssimativa Annunziata hanno omesso di chiedergli in che modo ma cio’ basta a farci capire che Poletti non e’ l’unico ne’ il peggiore.

  • Un ottimo regalo a cui il Comitato del NO potrebbe aggiungere molto altro.

    Angelo d’Orsi titolava su Micromega:
    TRA CITTADINI E PALAZZO UN ABISSO SEMPRE PIU’ GRANDE

    e concludeva: “…In fondo non ha senso lamentarsene.”
    Esatto! Non ha senso lamentarsene! Ha senso solo ragionare su come “chiudere l’abisso”.

    Il prof. Rodotà in un intervento su la Repubblica titolava:
    LA POLITICA E L’ETICA PERDUTA
    e concludeva: “…Ma questa constatazione porta ad un interrogativo: come restituire alla politica l’etica perduta?”

    Due aspetti dello stesso problema e quindi la soluzione è unica: sostituire co l’ECELLENZA la MEDIOCRITA’ che intossica il Parlamento. Come? Con la Costituzione!

    Dando per scontato che la mediocrità non può che riprodurre se stessa, solo un po’ peggio per non farsi danno da se’, diventa indispensabile una cesura, una mossa del cavallo, uno scarto democratico, per interrompere la trasmissione di quella mediocrità da un Parlamento al successivo, da una leva politica ai delfini designati.

    E se il suffragio universale, irrinunciabile conquista di democrazia, ci ha portato a questo percorso di degrado e declino che pare non aver fine, diventa necessario fare ricorso per arrestarlo ed invertirlo, ad un “occasionale” ricorso alla Costituzione dove Essa offe alla Cittadinanza la possibilità di intervenire DIRETTAMENTE qualora i delegati al Parlamento, si fossero rivelati incapaci, indegni o complici.

    E lo strumento di efficacia assoluta sono gli artt. 71 e 50, che consentono la Democrazia Diretta Propositiva, che diventa “Impositiva” se esercitata, in congiunzione sinergica, da una Sovranità Popolare REALIZZATA , non solo enunciata.

    Il COMITATO del NO, nato come COMITATO per la DEMOCRAZIA COSTITUZIONALE, parrebbe l’entità perfetta per attivare questo processo che potrebbe risolvere il problema sollevato dai proff, portando in Parlamento, da subito attraverso un’agenda di progetti di legge e di riforme, le più attese e opportune, elettorale compresa, il rigore morale e culturale, le competenze e l’orientamento al Bene Comune dei suoi promotori. E alle prossime elezioni politiche direttamente le Persone con una Lista Civica Nazionale che porti perfettamente le insegne del COMITATO per la DEMOCRAZIA COSTITUZIONALE, per continuare da quel luogo-istituzione l’opera avviata sul territorio e consentire alla politica di rigenerarsi migliore con un po’ di sana astinenza dall’esercizio del potere.

    Vogliamo approfondire un’idea COSTITUZIONALE e funzionale…? Il 21 gennaio il COMITATO sarà in assenblea a Roma: facciano che si parli del CAMBIAMENTO REALMENTE POSSIBILE!

    Paolo Barbieri

  • “..come restituire alla politica l’etica perduta”? Facilissimo e quasi elementare: rendendo la politica (cioè i politici) direttamente responsabili delle leggi che emanano

  • Illustre Geppe,
    “facilissimo, quasi elementare”! se a dover fare la norma non fossero gli stessi destinatari.

    Non sono i contenuti delle norme attese e opportune che mancano! Anzi ne esiste un’offerta sovrabbondante!

    Ciò che manca è l’indicazione della via, del modo perchè esse passino dallo stato di teoria alla concretezza, dalla proposta al progetto operativo.

    Paolo Barbieri

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