Addio alle urne

Addio alle urne… perché andare a votare se il mio voto non ha alcuna importanza, non serve alla politica che va per i fatti suoi, (e fa i fatti suoi) non aiuta il rinnovamento, non dà speranza né lavoro…
Ci sarà poco da cantare vittoria, a risultati definitivi. Il partito che vince davvero è quello del non voto, dei cittadini che restano a casa, che non si appassionano più.
Da febbraio ad oggi la situazione si è aggravata. E’ stata una primavera fredda, piovosa, senza il tepore di sentimenti nuovi. Il tempo è passato nell’inconcludente gara delle vecchie forze politiche a mantenere le proprie porzioni di potere.
Non sono state rottamate le correnti, anzi si sono rafforzate.
Destra e sinistra? Uguali, accumunate da larghe intese e zero passioni. Sia gli uni che gli altri che i loro sponsor istituzionali insistono a rimarcare che si tratta di “un breve incontro” per gestire l’emergenza, poi (ma quando, poi?) si torna al passato, uno di qua, uno di là. “Poi ognuno riprenderà la sua strada”.
Solo che passano i giorni e le settimane e sempre meno si vede la distinzione fra gli uni e gli altri, sempre più indefiniti i confini tra un’idea di politica e un’altra. Fair play, nuove amicizie, riconoscimenti reciproci sulle rispettive squadre di governo. E una domanda diffusa: chissà perché ci siamo tanto odiati… La “guerra civile” è finita, finalmente, “un’epoca si chiude”.
Dunque, si dicono i cittadini, a che serve il mio voto? A chi serve? Marino conquista Roma, ma quanti voti ha perso il Pd, gli ex di quella sinistra che un tempo governava saldamente la Capitale con milioni di voti?
Da febbraio a oggi il potere di decisione dell’elettore si è frantumato. Il potere lo hanno ancora piccole e resistenti minoranze, una sorta di direzioni strategiche.
Minoranze che addirittura si auto conferiscono poteri costituenti e puntano allo smantellamento dell’unica istituzione che ancora teneva insieme gli italiani, cioè la loro carta costituzionale.
Ci è stata sequestrata la rappresentanza.
E Berlusconi ha posto il veto al cambiamento della legge elettorale prima che sia stata varata la sua Grande Riforma.
Lui pone il veto e il Pd accetta.
E’ una situazione di una gravità eccezionale. Ci manca il pane della democrazia, il potere di far valere il voto che esprimiamo.
Dunque perché andare a votare?
Aver strappato Roma alla destra neofascista ci dà una immensa soddisfazione. A Treviso i sindaci “sceriffi” hanno fatto il loro tempo. La destra di Berlusconi mostra sempre di più la crisi che l’attraversa. Ci piacerebbe accontentarci.
Ma possiamo pensare di vincere, se a perdere drammaticamente è la politica?

7 commenti

  • Ottima sintesi, ma se anche l’intellighentia nostrana continua a considerare e marcare l’esercizio politico con terminologie sportive e campi di calcio dove si cimentano in singolar tenzone “avversari” per la conquista di un “palio” o una “coppa”, dove risultano “vincitori” e “vinti”, dove “l’arbitro” ha “svisto”, e via ciarlando, finendo puntualmente a “tarallucci e vino”; di che stiamo appunto cianciando? Quando in questo scontro tra ricchezza e tragedia cominceranno a comparire termini come: nemico, criminale, barbaro, dati i risultati che lasciano dietro scie di vittime in carne e ossa?

  • Continuerò a votare, ce l’ho nel Dna, non riesco neppure a pensare di non andare al seggio. Il voto dovrebbe essere il sale della democrazia, i partiti la rappresentanza dei loro elettori. Purtroppo non è andata così, e alle prossime elezioni me lo ricorderò. E’ finito il tempo della delega a prescindere dai programmi (non voterò mai PDL anche se presentasse programmi fantastici…sono allergica). Voterò sicuramente a sinistra, quella in cui mi identificherò di più per valori, per visione del futuro, per equità, solidarietà e giustizia.

  • E’ un dato di fatto che le sorti del Paese sono legate alle vicende giudiziarie del signor Berlusconi- Speriamo che il PD lo capisca

  • Sui giornali di ieri ,su alcuni a dire il vero ,non su tutti, si è potuto leggere una notizia a dir poco inquietante: ad Afragola la “camorra” ha minacciato chiaramente chi si sarebbe presentato alle urne per godere di un diritto fondamentale quale è il diritto di voto.Poi si commenta l’astensionismo con analisi poitiche anche fondate,ma una notizia come questa meriterebbe tutte le prime pagine dei notiziari. Invece no ,perchè?.Sappiamo che a livelo locale si stringe forte il legame fra elettore ed eletto nello scambio voto/ favore e che se una delle due parti non rispetta il patto non scritto, non avviene più lo scambio di cui sappiamo bene i termini.Quindi cosa pensare? Forse molti non si sono presentati alle urne perchè non avevano a disposizione referenti politici su cui fare affidamento in futuro per averne un tornaconto personale? Sarebbe bello, forse troppo bello per essere vero.Ma forse mi sbaglio, forse gli Italiani stanno diventando sempre più Europei, e le percentuali di partecipanti al voto si stanno negli anni sempre allineando ai livelli del resto dell’ Europa.Forse è solo questo.

  • Rimane la speranza che questa volta la riforma della legge elettorale venga fatta davvero e che non prevalgano, come da molte parti si sentono invocare, le ragioni di parte.
    Che porterebbero a perpetuare situazioni di stallo a beneficio di pochi.

  • e’ tutto condivisibile ma bisorebbe anche scrivere ai cittadini cosa possono fare per ribaltare questa situazione cosi’ pesante da reggere nessun mai parla dei brogli elettorali di fare qualcosa per cambiare il sistema di voto e renderlo segreto ma certificato e sicuro se cominciassimo da li’ penso che parte degli assenteisti andrebbe a votare

  • Mi sembra di ritornare al 1921,quando Mussolini prese il potere,come allora i partiti erano allo sfasio,i liberali andarono sull’Aventino,la sinistra si era spaccata in diversi partitini,come ora. Bisogna che ci sia un rinnovamento dal basso e che il disegno antidemocratico di Berlusconi sia bloccato.

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