Onida: il referendum Passigli ottimo stimolo contro il Porcellum

L’iniziativa del referendum Passigli merita a mio avviso appoggio. Vedo che si riparla anche di una iniziativa referendaria per tornare al Mattarellum, e andrebbe bene anch’essa, ma ho l’impressione che sia molto più a rischio di inammissibilità che non quella Passigli.

Ciò che non mi pare condivisibile è l’opposizione ideologica di una parte del centro sinistra al referendum Passigli perché sfocerebbe in un sistema proporzionale. Si può benissimo ritenere che sia meglio un sistema del tipo uninominale a doppio turno alla francese. Ma quel che mi pare certo è che si deve schiettamente dissentire da chi, in nome del bipolarismo, arriva a preferire la legge Calderoli , che premia non la maggioranza, ma la minoranza  la quale riesce ad avere un voto in più delle altre.

Con questo mito dei “cittadini che scelgono il Governo” ci terremo a tempo indeterminato le coalizioni fatte per vincere, non per governare (bene).

Diciamolo chiaro, l’attuale situazione produce dei guasti che, nella realtà italiana, sono gravissimi:

a)  esalta la competizione a due, e dunque la creazione e il mantenimento anche artificiosi di due schieramenti che trovano la loro ragione di vita non nei programmi che dovrebbero attuare per il bene del paese, ma nello scontro con “gli altri”;

b)  approfondisce artificiosamente le contrapposizioni, così che sembra che non ci possa più essere un terreno comune e non possano più esserci obiettivi comuni  condivisibili e condivisi anche da partiti fra loro avversari; invece, specie in tempi di crisi, non si può escludere a priori l’utilità di periodi di “grande coalizione”

c)  “costringe” gli elettori a scartare ipotesi mediane, compromessi (se non fra alleati) e simili, in nome dell’ “o di là o di qua”;

d)   fa sì che il dibattito politico si incentri sul problema delle coalizioni (con chi governare) anziché sul merito dei problemi (come governare);

e)   ostacola una discussione seria sul merito dei problemi, perché ogni posizione viene sostenuta o avversata in nome delle esigenze di schieramento

f)    provoca o esalta i leaderismi, i cesarismi, gli “uomini soli al comando” , e i populismi di ogni tipo (con un altro sistema Berlusconi avrebbe buttato la “bomba” dell’abolizione dell’ICI prima casa, con tutto il seguito di crisi della finanza locale?).

Le obiezioni di chi teme ritorni a forme più proporzionalistiche le conosciamo: i compromessi parlamentari, il potere di ricatto dei piccoli partiti ecc. Come se gli stessi inconvenienti non si producessero anche nel sistema attuale,  con il potere di ricatto dei partiti che entrano nelle coalizioni (vedi Lega), quando si creano le coalizioni e dopo, in Parlamento, con  le giravolte di singoli parlamentari alla Scilipoti, ecc.

La realtà è che la politica di un paese non sopporta di essere per forza costretta in uno schema bipolare astratto: il bipolarismo sano è frutto di una realtà e di un sistema politico, non della decisione sulla carta degli ingegneri istituzionali .

Conclusione: la battaglia per far condannare dagli elettori, con un referendum, la legge Calderoli, in un clima in cui il sistema dei partiti mostra di non essere assolutamente in grado di farlo (e anzi se la tiene stretta), è sacrosanta. Chi l’avversa sacrifica un obiettivo politico praticabile e desiderabile a un ideologismo astratto. Mi dispiace per gli amici come Ceccanti o Segni, ma queste cose bisogna ben dirle.

Oltre tutto si sa che, se c’è uno strumento che talvolta riesce a far smuovere i partiti parlamentari, convincendoli a prendere delle iniziative e a fare delle scelte, questa è la pendenza di un procedimento referendario. Se non altro come stimolo, il referendum Passigli è un’ottima arma.

13 commenti

  • Purtroppo l’Italia e gli Italiani non sono ancora cresciuti storicamente e culturalmente abbastanza per cui si fraindende a tutti i livelli il sistema bipopolare come un confronto tra la Destra e la Sinistra storica -alimentato questo pero’ anche in quest’ultimi 17 anni sopratutto dal nostro Presidente del Consiglio e Co. purtroppo.- Il degrato della politica Italiana l’ha portata alla pari della tifosoneria calcistica senza pero’ lo spirito antagonistico, come succede nei gruppi ultra, per cui vincere a tutti costi e’ il motto che giustifica per alcuni la radicata corruttibilita dei tanti tanto da volerne fare una fatto normale quindi accettabile dall’opinione pubblica. Il referendum e’ necessario affinche’ i politici si responsabilizzino di piu’ della situazione del Paese e dei cittadini Italiani tutti comunque personalmente penso che il 4% sia ancora troppo basso questo dovrebbe essere almeno raddoppiato per ridurre le rappresentanze rappresentanze e alimentare le coalizioni prima dell’evento elettorale.

  • la Casta dei partiti stà tentando di scipparci l’abrogazione per confezionare una legge a loro uso e consumo. Quando partiamo con la raccolta firme?

  • La proposta di Referendum per restituire il diritto di SCEGLIERE ai cittadini, parte dalla classe intellettuale (Passigli, Sartori, Renzo Piano, Inge Feltrinelli, Dacia Maraini, Margherita Hack, Gae Aulenti, etc.).
    E’ una proposta da condividere perché si tratta di una questione importante almeno quanto quelle sollevate dagli ultimi referendum.
    La legge elettorale, quella attuale, non funziona, è una pessima legge elettorale e quindi noi
    VOGLIAMO
    tramite questo Referendum
    1) da un lato sollecitare le forze politiche a intervenire, ora, e modificare la legge in Parlamento,
    (poiché per molti anni queste sollecitazioni, che sono venute anche dal capo dello Stato non hanno trovato una risposta per veti incrociati e interessi legittimi di partiti e personali)
    ma.se il parlamento non fosse in condizione di varare una riforma della legge elettorale,
    INVITIAMO
    2) i cittadini a provvedere direttamente tramite questo referendum.
    Il referendum abrogativo è per sua natura uno strumento imperfetto, ma spesso è necessario per superare la paralisi dei partiti ed aprire la via a decisioni del Parlamento, che resta ovviamente libero di integrare o modificare l’aspetto risultante dal referendum.
    I due punti principali che vorremmo modificare sono:
    1) le liste bloccate, che negano ai cittadini un proprio diritto, quello del voto di preferenza
    2) la spinta al trasformismo. Il parlamentari che non sono eletti dal popolo non rispondo ai cittadini, ma rispondo a un capo partito, se viene un capo partito più potente e con un’offerta più favorevole, possno essere tentati di cambiare casacca come spesso abbiamo visto recentemente (vedi Scilipoti). Pertanto invitiamo i cittadini a firmare perché l’obiettivo è quello di raggiungere 500.000 firme entro settembre. E’ una lotta di democrazia:
    IO FIRMO

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  • RIFORMA ELETTORALE

    Dagli interventi che leggo a proposito della riforma elettorale , oltre alle

    nostalgie del proporzionale che potrebbero trovare una parziale

    giustificazione, registro anche che molti avvertono anche il prurito

    delle preferenze al singolo candidato.

    Una tale reintroduzione sarebbe nefasta specie nel Sud dove ha già

    prodotto decadimento del senso morale e perdita dei valori civili,

    perchè fondata sulla logica del “do ut des” e del voto di scambio.

    La preferenza nel sud va eliminata anche per l’elezione dei

    consigli regionali. ..
    Coloro che la reclamano o sono giovani disinformati o sono in

    parte vecchie cariatidi che vivevano di consensi clientelari e spesso

    malavitosi.
    E, quando ciò non si verificava, c’era la pratica delle preferenze
    bloccate dalle federazioni di partito che già in partenza designavano

    i candidati da eleggere. Per cui anche il voto fuori dalle indicazioni,

    anche se dava l’llusione agli sciocchi di un esercizio di libertà,

    concorreva comunque a portare “acqua al mulino”.

    I compagni più anziani queste cose sanno! Chi fa finta di non ricordarle,

    è in malafede. Se si vuole l’effettiva partecipazione bisogna introdurre,

    un parziale sorteggio (30%?) nell’assegnazione dei seggi, dopo accurata

    selezione in base a requisiti rigorosamenete prestabiliti. Da ricordare che

    il sorteggio era praticato ampiamente in Grecia, culla della democrazia.
    Ovviamente cosa sostanzialmente diversa è il voto alla lista o al partito

    prescelto. Roel

  • la chiarezza e la completeza delle motivazioni di Valerio Onida sono più che convincenti. Speriamo possano servire alla nostra cosidetta opposizione ( vedi province )

  • .

    COMUNICATO STAMPA

    “IO FIRMO, RIPRENDIAMOCI IL VOTO”. ANCHE IN PIEMONTE IL COMITATO PROMOTORE DEL REFERENDUM ABROGATIVO DEL ‘PORCELLUM’ RACCOGLIERA’ LE FIRME PER CAMBIARE L’ATTUALE LEGGE ELETTORALE.

    Anche in Piemonte si darà luogo alla raccolta delle firme per cambiare l’attuale legge elettorale, meglio conosciuta con il nome “Porcellum”.

    Proprio per questo, dopo avere verificato con alcuni tra i maggiori costituzionalisti italiani che le necessarie modifiche al “Porcellum” potessero essere apportate da un referendum abrogativo dei suoi aspetti più negativi, è stato dato vita ad un Comitato promotore composto in spirito bipartisan da esponenti della società civile, anche piemontesi, come:

    Stefano Passigli, Claudio Abbado, Luciana Littizzetto, Dacia Maraini, Maurizio Pollini, Giovanni Sartori, Renzo Piano, Innocenzo Cipolletta, Carlo Federico Grosso, Domenico Fisichella, Antonio D’Amato, Corrado Augias, Rosetta Loy, Franco Cardini, Enrico Cisnetto, Antonio Polito, Margherita Hack, Umberto Eco, Salvatore Accardo, Inge e Carlo Feltrinelli, Gae Aulenti, Pasquale Pistorio, Tullio De Mauro, Alfredo Reichlin, Vittorio Gregotti, Corrado Stajano, Ernesto Ferrero, Stefano Mauri, Luigi Brioschi, Rosellina Archinto, Umberto Ambrosoli, Massimo Teodori, Giovanni Valentini, Benedetta Tobagi, Gustavo Visentini, Giovanni Verusio, Gian Carlo Caselli, Andrea Carandini, Maurizio Viroli, Luciano Canfora, Irene Bignardi, Federico Enriques, Anna Maria Artoni, Gianfranco Mascia, Franzo Grande Stevens, Barbara Contini, Beatrice Rangoni Machiavelli, Antonio Puri Purini, Gian Enrico Rusconi, Chiara Saraceno, Mario Dogliani, Diego Novelli, Alfonso Di Giovine, Bruno Tinti, Antonio Caputo, Gian Paolo Zancan, Paolo Volpato, Marco Revelli, Marco Brunazzi, Livio Pepino etc. e dall’Associazione Amici della Costituzione che annovera tra i soci Franco Bassanini, Enzo Cheli, Claudio Magris, Giuseppe Morbidelli, Alberto Asor Rosa, Mario Pirani, Guido Rossi, Umberto Veronesi, Pierluigi Vigna, e molti altri esponenti dell’eccellenza nelle Arti, Scienza e Professioni.

    Immediatamente dopo il deposito dei quesiti in Cassazione, è sopravvenuta l’adesione di un ampio numero di illustri costituzionalisti ed ex giudici costituzionali, e di numerose associazioni e fondazioni.

    Un positivo risultato del referendum vedrebbe la Camera eletta con metodo proporzionale, senza premio di maggioranza, con soglia di sbarramento al 4% senza deroghe, eliminazione delle liste bloccate e ritorno alla preferenza unica introdotta dal referendum Segni approvato a larghissima maggioranza.

    Il Senato verrebbe eletto su base regionale con metodo proporzionale, senza premio di maggioranza, in collegi uninominali e dunque senza liste bloccate, con una soglia di sbarramento implicita determinata dall’ampiezza delle circoscrizioni regionali (bassa ad esempio in Lombardia, ove anche le più consistenti tra le formazioni minori avrebbero un limitato diritto di tribuna, e alta in Umbria o Basilicata).

    Naturalmente, varie obiezioni potrebbero essere mosse all’assetto risultante dal referendum.

    Occorre però ricordare che i referendum abrogativi sono strumenti spesso necessari per superare la paralisi delle forze politiche ed aprire la via a decisioni del Parlamento, che resta ovviamente libero di integrare l’assetto risultante dal referendum (sostituendo, ad esempio, i collegi uninominali al voto di preferenza; o viceversa introducendo la possibilità di preferenze plurime; o diminuendo le dimensioni dei Collegi con un implicito effetto maggioritario, etc.).

    La via parlamentare resta la via maestra.

    Ma poiché il Parlamento non ha riformato la legge elettorale, né è presumibile possa farlo nell’attuale situazione politica, il comitato promotore ha deciso di depositare i quesiti in Cassazione dando concreto inizio all’iter referendario.

    L’attuale legge elettorale rappresenta la peggiore di tutte le possibili soluzioni: ha aumentato la frammentazione; ha reintrodotto il trasformismo parlamentare; ha massimizzato il potere negoziale di piccole formazioni e notabili locali; non ha realizzato un corretto bipolarismo, ma solo una competizione elettorale tra coalizioni disomogenee e perciò incapaci di governare; e soprattutto, grazie ad un abnorme premio di maggioranza che prescinde del tutto da una soglia minima, sottopone tutte le istituzioni di garanzia al rischio di cadere sotto il controllo di una minoranza anche del 35-40% premiata con il 55% dei seggi.

    Abrogare l’attuale legge è dunque non un ritorno al passato, ma un passo necessario a garantire l’equilibrio tra poteri e a preparare un più corretto funzionamento del nostro sistema politico-istituzionale, nemmeno impedendo che possa concretamente e non artificiosamente realizzarsi un corretto assetto bipolare, comunque garantendo una trasparente dialettica politica.

    Ed è anche un dovere morale, avvertito dai cittadini, a prescindere dall’appartenenza politica o di partito, giacche’ la legge elettorale che specifica quali sono le “ regole del gioco”, è di tutti e tutti, a cominciare da chi e’ minoranza che può domani essere maggioranza , devono esserne garantiti, in un equilibrio rispettoso dei principi costituzionali .

    Per contatti e informazioni sulle modalità di raccolta delle firme, sui quesiti e sui modi per partecipare:

    http://www.referendumleggeelettorale.it

    comitato@referendumelettorale.it

    riprendiamocilvoto@gmail.com

    Torino, 8 luglio 2011 COMITATO PROMOTORE

  • il mio fondato timore è che dal Porcellum, che è tale sia per i premi di maggioranza sia, in special modo, per le lunghe liste bloccate e le candidature multiple, il referendum Passigli conduca ad un Porcellinum: una legge elettorale proporzionale alquanto bruttina. La sua “bruttezza” verrebbe accentuata, nelle condizioni italiane date, dal potere di ricatto che verrebbe inevitabilmente conquistato da qualsiasi raggruppamento, anche sgangherato (più Scilipoti per tutti), che si situi al centro dello schieramente politico.

  • condivido le osservazione di Onida e sono d’accordo che la governabiltà di un Paese non dipende dal sistema elettorale, ma dalla costruzione istituzionale che si è data. la costra costituzione prevede un sistema istituzinale parlamentare e un governo con fiducia parlamentare. sono tutte invenzioni il cambio di sistema con la legge elettorale attuale del “porcellum”. sono per il referendum proposto da Passagli e sono mobilitata per raccogliere le firme.
    sono d’accordo al ritorno al proporzionale. chi legge la stroria delle elezioni con il proporzionale nella scheda non vi erano 25 formazioni politiche, ma amx 13. con questo sistema peseudo bipolare assistiamo a una miriade infinita di formazioni politiche che si contendono un posto al sole e non per governare il Paese.

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