Teatrino della politica – basta con il

Teatrino della politica – basta con il

Espressione molto fortunata che accompagna l’esordio del premier (il quale in realtà frequentava la scena già da decenni). Si collega a “scendere in campo”: è sceso in campo anche per fare chiudere il teatrino. Avviene però l’esatto contrario: la discesa in campo trasforma la politica in uno spettacolo che va in replica da diciassette anni. Sebbene vi abbondino le forme teatrali, si tratta però soprattutto di spettacolo televisivo. Ed è forse ormai questo il principale motivo per cui ancora attrae buona parte del pubblico, che ne viene affascinato specialmente durante le campagne elettorali.
In origine, è servita al premier per fare credere agli italiani che condivideva l’insofferenza verso protagonisti e copioni della stagione politica tra la fine degli anni Ottanta e primi Novanta. In effetti, non certamente per merito suo, calò il sipario su Piazza del Gesù, Via del Corso e le Botteghe Oscure.
Adesso che siamo giunti verosimilmente all’ultimo atto – ovviamente quello in cui si svela tutta la trama, il più significativo e pericoloso – molti comprendono che il più grande “teatrino della politica” della nostra storia si trova in Via del Plebiscito. Per evitare che se ne accorgano anche gli altri, da un po’ di tempo il premier non usa più questa espressione tanto spesso. A chi penserebbero infatti subito gli italiani, anche quelli che continuerebbero comunque a votarlo? Forse, se ce la faremo a far calare anche questo sipario, anche da destra coloro che la vorrebbero davvero conservatrice, liberale e dignitosa, ci ringrazieranno.

3 commenti

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  • POLITICA POLITICANTE
    La politica che si parla addosso, non fa e non decide, contrapposta con negativo disprezzo alla “moderna” politica virtuosa del fare “presto” e a ribadire una volta ancora di più che la politica che “perde tempo” nel dialogo e nel confronto delle idee, è una politica che non ha più diritto di cittadinanza nel nuovo Ordinamento Virtuale dell’Egoarca.

  • Un linguaggio semplice in politica e’ per se reazionario e fa presa sulle menti ignoranti. La scala cromatica e’ sostituita da un suono montono simile al barrito di un elefante.
    Convincere un popolo dalla memoria corta e con un’ istruzione al di sotto della media europea non e’ difficoltoso. Occorreranno molti decenni per recuperare la generazione che ha subito il danno cognitivo.
    Spero solo che ci si svegli e che le istituzioni facciano i lproprio dovere

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