A Roma 5 novembre mobilitazione nazionale per pace, giustizia sociale e contro diseguaglianze

21 Ott 2022

Rossella Guadagnini Consiglio di Direzione Libertà e Giustizia

‘Non per noi ma per tutte e tutti’ promossa da Rete dei Numeri Pari, confluita in Europa for Peace

“Non per noi ma per tutte e tutti” è il nome della manifestazione nazionale che si terrà il 5 novembre in piazza Vittorio (dalle 14) a Roma per la pace, la giustizia sociale e ambientale, contro le diseguaglianze e l’esclusione. E’ promossa dalla Rete dei Numeri Pari a cui stanno aderendo sigle di associazioni delle società civile, realtà sociali e sindacali, volontariato laico e cattolico. “Vogliamo condividere l’urgenza di una mobilitazione nazionale plurale, partecipata, democratica e conflittuale per rimettere al centro del Paese la voce dei Diritti -spiegano gli organizzatori- Non dipenderà da colore e formazione politica; nel Paese c’è un problema strutturale: le crisi e i cambi di governo non cambiano la drammatica condizione sociale di milioni di persone. La caduta del governo Draghi ne è l’ennesima dimostrazione”.

“La politica si parla addosso, non risponde ai bisogni reali delle persone e si gioca tutta su politicismo e tatticismo”. Considera “evidentemente ‘accettabile’ la condizione materiale in cui vive la maggior parte delle persone in Italia: 5,6 milioni in povertà assoluta e 8,8 milioni in povertà relativa; 4 milioni di lavoratori e lavoratrici povere; 8 contratti di lavoro su 10 precari; 3 milioni di giovani ‘neet’; dispersione scolastica al 13%; analfabetismo di ritorno oltre il 30%; 10 milioni di persone non riescono più a curarsi e uno su tre è a rischio esclusione sociale. Tutto questo mentre dal 2008 a oggi il numero dei miliardari è passato da 12 a 51 e, tra marzo 2020 e novembre 2021, il valore dei patrimoni dei super-ricchi è cresciuto del 56%”.

L’aumento “senza precedenti nella storia della Repubblica” delle disuguaglianze e dell’esclusione sociale rappresenta “un enorme tradimento della nostra Costituzione e un gigantesco rischio per il funzionamento della democrazia -afferma La Rete dei Numeri Pari- Ma nonostante le prospettive continuino a peggiore, l’impegno per garantire ‘pari dignità sociale’, come stabilisce la nostra Carta, sembra non rappresentare la priorità di nessun governo e Parlamento degli ultimi 15 anni. Stiamo assistendo a una svolta autoritaria e tecnocratica che sta erodendo i principi della nostra democrazia”.

L’accelerazione dei processi di emarginazione “di fasce sociali sempre più ampie acuisce la crisi del sistema di rappresentanza politica, come mostra la preoccupante astensione di decine di milioni di persone dal voto e dalla partecipazione attiva alla vita pubblica del Paese”. Un’ assenza che “continua a indebolire la democrazia, delegittimando le istituzioni democratiche della Repubblica, nata dalla Resistenza”, un risultato che sembra “essere accettato dagli attuali gruppi dirigenti della politica”.

“Il silenzio dei media e la massiccia campagna mediatica di arruolamento contribuiscono a semplificare il contesto nazionale e internazionale, omologando il dibattito nel Paese. Il risultato è che la nostra vita continua a peggiorare e il nostro Paese rischia di perdere le speranze, favorendo lo sgretolamento della coesione sociale. Sono criminalità organizzata e mafie a trarne maggior vantaggio, offrendo un vero e proprio welfare sostitutivo mafioso in assenza di risposte dello Stato per garantire la giustizia sociale: precondizione per sconfiggere le mafie”.

Il cuore del problema è “nel modello di sviluppo neoliberista insostenibile socialmente e ambientalmente”, all’interno del quale è impossibile garantire lavoro di qualità e salute, giustizia sociale e giustizia ambientale. Continuare a sostenere la visione della crescita economica liberista ci sta portando alla catastrofe. A questo si aggiunge la militarizzazione in atto nel Paese, in cui ingenti risorse della spesa pubblica sono state spostate sulle spese militari”.

“Vogliamo andare in piazza -proseguono gli organizzatori- perché siamo le vittime di questa crisi sistemica e strutturale che continueremo a pagare a con l’aumento di prezzi e inflazione. Disuguaglianze e esclusione sociale crescono da 15 anni, ma i governi tagliano il Fondo Nazionale Politiche Sociali e rimandano qualsiasi riforma del welfare, scaricando il peso del lavoro di cura sulle donne; perché centinaia di migliaia di famiglie rischiano di finire sfrattate mentre i grandi costruttori speculano su affitti; viviamo male nei nostri quartieri dove ci trattano da cittadini di serie B e vengono cancellati servizi; non vogliamo che ragazze e ragazzi finiscano nelle mani dei clan, che sfruttano l’assenza dello Stato in troppi luoghi del Paese”.

Nonostante la pandemia e 160mila morti “niente è stato fatto per la medicina territoriale, la salute pubblica e la prevenzione mentre si continuano a privatizzare i servizi sanitari ed a investire troppo poco su ospedali e personale medico pubblico; vogliono distruggere l’unità della Repubblica attraverso la cosiddetta ‘autonomia differenziata’, accrescendo il divario già esistente tra Nord e Sud; perché con il collasso climatico la nostra salute e la sicurezza sociale peggiorano, la siccità aumenta e si sciolgono i ghiacciai mentre il governo, con la scusa della guerra, dirotta gli investimenti del Pnrr (che erano per equità sociale e sostenibilità ambientale) su gas, carbone, armi e attività che favoriscono imprese private e non i cittadini”.

Sul Pnrr non è stata fatta “nessuna co-programmazione e co-progettazione, come prevedeva il codice del partenariato europeo e la sentenza 131 della Corte, mentre la politica sta condannando il nostro Paese a maggiori disuguaglianze e a ulteriore debito pubblico. Vogliamo condividere proposte chiare e concrete su lavoro, casa, reddito, salario, servizi e politiche sociali, lotta alle mafie, riconversione ecologica, accoglienza e no all’autonomia differenziata. Proposte che -se fossero applicate- sconfiggerebbero la ‘pandemia delle disuguaglianze’, rimettendo insieme il diritto al lavoro con il diritto alla salute, salvaguardando beni comuni, giustizia climatica e partecipazione”.

Giornalista e blogger, si occupa di hard news con particolare interesse ai temi di politica, giustizia e questioni istituzionali; segue vicende di stragismo, mafia e terrorismo; attenta ai temi culturali e sociali, specie quelli riguardanti le donne.

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