Si può salvare l’Italia?

Una crisi economica che incrocia la nuova pesante crisi politica, il mercato dei transfughi del Transatlantico, la recente esperienza delle primarie di Milano, che apre, forse, una nuova stagione della società civile, intanto però scatena una ridda di accuse con girandole di dimissioni e rimpalli di colpe. Fuori, in Europa, la debacle finanziaria della Grecia, la paura per le sorti dell’Irlanda, lo spettro del deficit che avanza sul nostro Paese. Qui, in Italia, il mondo dell’economia chiede alla politica di agire in fretta e quello del lavoro, scende in piazza per difendere contratti, principi e valori.

Può ancora salvarsi l’Italia?

Libertà e Giustizia si interroga sull’attualità: allo Spazio Krizia di Milano, oggi, alle 18 e 30, presenta il libro di Paul Ginsborg, dal titolo che suona come un imperativo, Salviamo l’Italia (Einaudi, 18€). L’occasione per fare il punto sulle questioni importanti di oggi. Con l’autore ci sono Gustavo Zagrebelsky, Elisabetta Rubini e Sandra Bonsanti.

Insieme, qualche settimana fa, hanno tutti partecipato alla tre giorni di convegno “Società e Stato nell’era del Berlusconismo”, organizzata a Firenze. Le riflessioni di storici, antropologi e studiosi della politica, ascoltate in quell’occasione, continuano a lasciare tracce. È il caso del trattato di storia civile, scritto da Zagrebelsky a partire dal linguaggio. È il caso delle analisi sulle recenti elezioni per le primarie di Milano, sulle conseguenze e le prospettive possibili.

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