Il decreto Sicurezza è diventato Legge: per quale Natale, umano o disumano?

Il decreto Sicurezza è diventato Legge: per quale Natale, umano o disumano?

Lettera aperta alla Sindaca, ai Sindaci e ai Consigli Comunali  di Bagnacavallo, Faenza e Ravenna 

Prima che il Decreto Immigrazione /Sicurezza diventasse legge,  i Consigli comunali di Torino e di Bologna  hanno approvato, con buona maggioranza, ordini del giorno che chiedevano la sospensione  della applicazione del decreto, per rivalutarne l’impatto in termini economici, sociali e sulla sicurezza dei territori. A Torino i 5 Stelle hanno votato a favore, a Bologna si sono astenuti.

Ora il decreto è diventato legge, ma gli argomenti dell’ordine del giorno di Bologna, che qui alleghiamo, ci hanno profondamente convinto. Il tema immigrazione è affrontato nella legge in termini “securitari”, di ordine pubblico, abrogando, di fatto, l’articolo 10 della costituzione, che impone l’obbligo dell’asilo per chi fugge la paesi dove i diritti umani sono negati o gravemente pregiudicati.  I CAS diventano grandi Centri accentrati di Accoglienza Straordinaria che, di fatto, rendono impossibili percorsi di integrazione, con  lo smantellamento del sistema SPRAR, Sistema Protezione Richiedenti Asilo e Rifugiati. Un significativo numero di persone prive di assistenza, di dimora, di percorsi di inserimento lavorativo e di apprendimento della lingua italiana, si ritroverebbero per strada, con, al massimo, l’accesso ai servizi di bassa soglia, quando disponibili. A chi giova avere per strada persone in grande disagio e disperate? Senza cibo, tetto, accoglienza? Non è la prima volta che in Italia compaiono leggi criminogene. Questa ci sembra particolarmente pericolosa, nell’immediato e nel futuro, quando minori accolti diventeranno maggiorenni e si troveranno per strada.

Chiediamo a chi stiamo rivolgendo questa Lettera aperta di informare la cittadinanza sulla situazione che si sta creando nei propri territori e quali strade le Amministrazioni intendano seguire per mantenere percorsi di integrazione per i migranti in possesso di permesso di soggiorno per motivi umanitari e per supplire a ciò che lo Stato si rifiuta di fare. E di chiedere in ogni caso allo Stato sostegno economico per farlo in modo adeguato. Vi proponiamo di assumere, aggiornandolo, l’ordine del giorno approvato dal Consiglio Comunale di Bologna.

Crediamo necessario assumere come prioritario il dovere di “restare umani”. Il Natale si avvicina. Se non ora, quando?

 

ARCI provinciale Ravenna

Comitato in Difesa della Costituzione di Ravenna

Comitato in Difesa della Costituzione di Bagnacavallo

Comitato per la Difesa e la Valorizzazione della Costituzione di Faenza

Libertà e Giustizia, Circolo di Ravenna

Rete Civile contro il razzismo e la xenofobia

 

Ravenna, 22 dicembre 2018

3 commenti

  • Solo un “Movimento Civico Nazionale”, che ancora non c’è, assieme alle residue forze progressiste potrà fermare l’avanzata delle destre verso il superamento del 50%, che quando avverrà, porterà a elezioni politiche anticipate, probabilmente già con le prossime europee.

    E saranno tempi duri oltre che per le persone, anche per la Costituzione, che vedrà il ripetersi della deforma del 2006, ma con un ref oppositivo inservibile.

    E così la nostra Democrazia assumerà caratteristiche ungheresi e polacche…

    Il “Movimento Civico Nazionale” potrebbe opporsi con successo a quanto sta accadendo e a ciò che accadrà, se decidesse di fare quel passo avanti indispensabile, ma anche obbligato dalla storia e dal rigore delle associazioni componenti e delle persone partecipanti.

    Difficile trovare speranza quando nulla si oppone, e quando, anche le piazze che si sono mobilitate, non trovano una sintesi per l’indispensabile orientamento al bene comune.

    Inseguire ogni singolo provvedimento cercando di correggerlo, è una inutile fatica di Sisifo, che maggioranza e governo né offriranno continuamente di nuovi…

  • Sperare che le Liste Civiche da sole riescono a conquistare il consenso necessario a difendere i Principi Costituzionali, chiedo scusa, significa esprimere un concetto destinato al fallimento. La logica che porta purtroppo a questo risultato è dovuta a voler curare la malattia della società senza averne fatto la diagnosi più accurata. Le vecchie medicine trattano la società come quegli ammalati per i quali non si è trovato il rimedio capace del risanamento ma solo rimedi capaci di mantenerlo in vita. Chiaramente esistono ammalati e ammalati e con tali espedienti qualcuno può anche guarire perché trova in sé stesso la forza e la determinazione per guarire. Lo studio per trovare la soluzione non può esaurirsi solo alla ricerca sul campo di nuovi espedienti ma deve coinvolgere anche l’analisi il più possibile approfondita della reazione positiva dell’ammalato quella che ha portato alcuni a guarire completamente. La diagnosi che propone Yanis Varoufakis è secondo me convincente e merita di essere vagliata con attenzione; dice che: La malattia della società umana è dovuta all’aver considerato se stessa governabile mediante due poteri logicamente indipendenti: il Potere Politico ed il Potere Economico. I danni perpetrati da questa separazione di potenzialità trovano facile esemplificazione nella realtà della vita. Un organismo vivente non può sopravvivere se una delle due funzioni quella che presiede al proprio metabolismo (il Potere Economico) e quella riferibile alla propria ricettività dei fenomeni ambientali (il Potere politico) sopraffà completamente l’altra. L’intelligenza dell’essere vivente è ciò che governa contemporaneamente le due funzioni permettendo all’organismo di rimanere in vita. La società umana, invece, sta tradendo il principio della vita e tenendo separati i due poteri li rende incapaci di tener fede alle proprie funzioni vitali. Il Potere Economico utilizza la propria capacità di nutrire dirigendola non in modo giusto verso tutti gli appartenenti alla società ma preferendo chi detiene il Potere Politico e così condizionandolo a scelte che, reciprocamente, lo favoriscono. Credere di poter dare il Potere Politico al Popolo senza dargli contemporaneamente il Potere Economico è un progetto destinato al fallimento perciò Yanis Varoufakis propone che il lavoro dipendente pagato dal padrone venga sostituito con il criterio che chiunque partecipi ad una attività partecipi agli utili che quella attività frutta.

  • Signor Ambrosi,

    in estrema sintesi io affermo che l’offerta politica tradizionale sia assolutamene mediocre, e quindi inadeguata a condurre un grande paese e i suoi 60 milioni di cittadini, e che persone adeguate a quel compito e a soddisfare l’attesa si affidabilità dell’elettorato, si trovino nell’associazionismo più prestigioso.

    E qualunque siano gli scenari, cambiando la qualità dei protagonisti, cambierà anche la qualità della rappresentazione.

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