La ministra Madia deve dimettersi

La ministra Madia deve dimettersi

Un’inchiesta del “Fatto Quotidiano” ha documentato che la tesi di dottorato del ministro Marianna Madia contiene intere frasi plagiate da opere di altri autori. Comunque si vogliano conteggiare le percentuali di testo non originale è un fatto molto grave, ed è gravissimo che i grandi giornali italiani non se ne stiano occupando.

Perché qui non si tratta di quantità: si tratta di qualità, si tratta di etica.

Il plagio, anche di una sola pagina, non è consentito dalle regole della comunità scientifica internazionale. Il ministro tedesco dell’istruzione, Annette Schavan, aveva plagiato parti della sua tesi di dottorato: il titolo le è stato revocato dall’università di Düsseldorf dove lo aveva conseguito, e il ministro ha presentato subito le proprie dimissioni.

Anche il codice etico dello stesso IMT di Lucca, dove la Madia ha conseguito il dottorato, correttamente definisce come plagio “la presentazione delle parole o idee di altri come proprie”, specificando che rientra in questo comportamento anche l’”appropriarsi deliberatamente del lavoro di altri o non citare correttamente le fonti all’interno del proprio lavoro accademico”. Per questo appaiono sconcertanti le dichiarazioni del prof. Pietro Pietrini, direttore dell’IMT, per il quale si tratterebbe della dimenticanza di “quattro parentesi” e di critiche dettate da una “ossessione delle citazioni”. Altro che ossessione! Lo strumento della rete è stato usato dalla dottoranda in modo intellettualmente scorretto e inconciliabile con l’etica della ricerca.

Ora, questo comportamento – in sé grave e censurabile – diventa gravissimo quando riguarda chi ora è un ministro della Repubblica. Ed è politicamente insostenibile quando riguarda un ministro che ha proposto una riforma della Pubblica Amministrazione che brandisce il vessillo della “meritocrazia” e si propone la caccia ai “furbetti”.

Ora la ministra Marianna Madia ha la possibilità di migliorare davvero la Pubblica Amministrazione: dimettendosi.

 .

Il consiglio di Presidenza di Libertà e Giustizia
Sandra Bonsanti, Lorenza Carlassare, Roberta De Monticelli, Paul Ginsborg, Tomaso Montanari, Valentina Pazè, Elisabetta Rubini, Salvatore Settis, Nadia Urbinati, Gustavo Zagrebelsky

12 commenti

  • sono totalmente in accordo con l’appello e vorrei dire a Cesare Damiano che ha difeso il ministro della Pubblica amministrazione con le parole: “Rimanga al suo posto, fa bene il suo lavoro” che tanti giovani farebbero anche meglio quel lavoro,perchè più onesti,avendo scritto le tesi e le pubblicazioni di proprio pugno e non scopiazzando qua e la.Tuttavia il lavoro non riescono a trovarlo,forse perchè non giocano a calcetto.Daniela

  • Madia dovrebbe avere il buon gusto istituzionale di farsi da parte, così come dovrebbe fare Poletti. Il presidente Gentiloni dovrebbe intervenire !

  • Secondo me si sta esagerando. Io non ho letto la tesi (e credo che non lo farò), ma perché credere solo a chi dice che ha truffato e non a chi dice che non ha copiato? E poi non sono del tutto convinto che ci siano “tanti giovani che farebbero anche meglio quel lavoro” (cit. daniela). Resto sempre perplesso quando sento dire che chi è in carica sbaglia e che c’è sicuramente qualcuno che farebbe meglio al suo posto. Sono convinto che se “A” venisse sostituito nel proprio incarico da “B”, sostenuto da un sicurissimo “C” che ne capisce di quelle cose e dice che “A” sbaglia tutto e “B” è molto meglio in quel ruolo, non passerebbe molto tempo che lo stesso “C” si accorgerebbe che forse in giro c’è un tale “D” che forse non avrebbe fatto gli errori di “B”, e forse a questo punto è meglio sostituire “B” con “D”…..e via di seguito, credo, all’infinito.

  • Si nota chiaramente che l’autore di questo articolo non ha conseguito un dottorato. Le pubblicazioni scientifiche impongono che venga riportata la fonte (citazione) per ogni idea, parola o figura presentata di cui non si è autori.

    Bisognerebbe leggere e analizzare la tesi di dottorato della ministra IN TOTO per poter asserire che si tratta totalmente di un plagio piuttosto che di una banale dimenticanza di due citazioni all’interno dell’intera dissertazione. Qualcuno di voi per caso l’ha letta? Italia Paese della polemica.

  • Secondo me bisognerebbe fare una battaglia contro la politica generale portata avanti dal governo di cui fa parte la Madia. Per il resto, le caratteristiche personali, individuali dei singoli componenti del governo non dovrebbero avere importanza……..

  • Condivido l’impostazione dell’appello. Tuttavia, a me pare che dovrebbero essere considerati anche altri punti, come il ruolo dei docenti e il funzionamento di istituti di alta formazione “indipendenti”, finanziati dai privati. In particolare, sarebbe utile capire come i tutor della tesi di dottorato non si siano accorti, in fase di controllo e revisione del testo, della presenza di parti prese da lavori di altri. Un docente aggiornato e attento dovrebbe essere in grado di cogliere le discrepanze fra capacità ed esperienza dell’allievo e livello del testo proposto. Allo stesso modo, andrebbe capito come i docenti della commissione giudicatrice dell’esame finale non abbiano visto nulla.
    Di solito, una commissione di dottorato presta a una tesi di dottorato una qualche attenzione in più rispetto a una tesi di una laurea triennale.

  • Da quanto leggo sul ” Fatto Quotidino” , esperti in plagio confermano che la ministra ha fatto la “furbetta” e pertanto condivido in pieno la richiesta di dimissioni, non è ammissibile che rimanga al suo posto. Vergognoso anche il prof. Pietro Pietrini, direttore dell’IMT, con un simile atteggiamento rischia di fare precipitare le quotazioni dell’istituto che dirige.
    Mi piacerebbe che si potesse ufficialmente sottoscrivere la richiesta di dimissioni.

  • basta leggere la pagina 22 della tesi della Madia (2008) e la pagina 10 dell’articolo “Employment performance and institutions: new answers to an old question” (2007) a firma Amable, Demmou, Gatti per rendersi conto dell’evidenza del plagio.
    qui non c’è nessuna dimenticanza, anzi: la ministressa ha perfino cambiato un paio di parole qua e là (stages al posto di steps, per esempio) illudendosi di farla franca. la citazione dell’articolo, poi suona veramente ridicola: “A very careful work in coping with these problems is Amable et al. (2007)” .
    mi sembra che alcuni ministri tedeschi abbiano dato le dimissioni per cose come questa.
    finiamola di prenderci in giro.

  • Quand’è che un consesso di autorevoli e serie persone perde di credibilità, vanificando la Mission per la quale si è organizzato in una libera associazione che volge il suo interesse alla giustizia? quando scivola sulla più bieca delle insidie: sostituirsi alla giustizia stessa, cavalcando il nuovo paradigma di giustizia, affidato alla carta stampata, del giustizialismo.
    Una gravissima caduta di stile.

  • E cosa cambierebbe sostituendo la ricercatrice copiona con qualche altro simile mariuolo?

    Perché dovrebbe lasciare una compagnia omogenea come Lotti e Poletti, membri di un governo figlio del bullismo toscano, sostenuto da virtuosi come Verdini e Minzolini e col supporto morale e culturale di Razzi?

    Sinceramente mi sorprende questo accanimento contro un neo epidermico ignorando il melanoma in cui è immerso!

    Cambiare si può, ma almeno è necessario provarci: Rivoluzione Costituzionale e Gloriosa!

  • Condivido quello che dice Barbieri. Guardiamo all’insieme e non al singolo. Se sostiutuiamo la Madia con un altro non cambia nulla.

  • Ora sono sempre più chiare le parole del ministro Poletti con la carriera lampo della Madia:
    Andando a “giocare” a con il figlio di Napolitano, come ha fatto la Madia, poi non le rimaneva il tempo per scrivere la tesi, fare la parlamentare e poi la Ministra.

    Che il lavoro di copia ed incolla lo abbia fatto il figlio di Poletti?

    Il governo parentelista e clientelare, peggio di quanto fatto da Berlusconi.

    Vergognoso.

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