La Costituzione salvata da ogni manomissione ora va soprattutto applicata

La Costituzione salvata da ogni manomissione ora va soprattutto applicata

L’ impegno di molti e il voto di milioni di cittadini hanno preservato la Costituzione, come già avvenne dieci anni or sono, da una manomissione mal fatta e pericolosa. Questo è stato l’ intento essenziale e lo scopo è stato raggiunto. Dopo anni di progressiva erosione e di continua delegittimazione, la Costituzione mostra intatta la sua forza.

Il compito che l’esito referendario consegna alle forze politiche, alla società civile e alla cultura istituzionale è di rimetterla al centro delle loro azioni, per difenderne l’ impianto democratico, per apportare opportuni aggiornamenti di singoli suoi aspetti e, soprattutto, per attuarla nelle molte parti che sono state trascurate e che toccano le condizioni della vita di tanta parte dei nostri concittadini che chiedono giustizia e solidarietà.

I costituzionalisti che si sono impegnati per raggiungere l’esito del referendum del 4 dicembre sperano ora di poter ritornare serenamente ai propri studi.

La Repubblica, 06 Dicembre 2016

3 commenti

  • “I costituzionalisti che si sono impegnati per raggiungere l’esito del referendum del 4 dicembre sperano ora di poter ritornare serenamente ai propri studi.”…..? Serenamente???!!! Se abbassate la guardia potete stare sereni!!!
    A me pare che siamo ritornati esattamente al febbraio 2013. Anche allora i cittadini italiani, per convinzione o per semplice protesta, avevano esplicitato il loro assoluto dissenso per il ventennale berlusconismo di destra e di sinistra. E come e’ andata? Governicchio di disonesti con la scusa di fare la legge elettorale per tornare subito al voto ma con l’intento di smontare la Carta costutuzionale e consolidare le posizioni di potere ufficializzandole. Ora come allora, si chiede a bertoldo di scegliere (senza limiti di tempo) l’albero a cui essere impiccato. Questi vagheranno in eterno e alla fine sceglieranno cose su misura per loro.
    Urge esigere media decenti: ho appena visto sulla sette una trasmissione di pura disinformazione ( tante volute imprecisioni e bugie sullcopposizione mentre sulla maggioranza, la conduttrice ha affermato che nessuno ha voluto replicare al discorso di Renzi in direzione PD, tacendo sul bavaglio a Tocci e a chiunque m volesse parlare).
    E si, siamo proprio tornati al 2013.

  • Ahi, ahi, questi “professoroni, gufi e rosiconi” che cosa ti vanno a combinare!
    Ma chi avrebbe mai pensato, tra i tantissimi sostenitori del Si’ – politici, ex-politici, iscritti al PD, imprenditori, intellettuali, artisti, giornalistoni di carta stampata e di tv nazionali, comuni cittadini, che “responsabilmente (?) e consapevolmente (?)” sostenevano il Verbum del Capo: “cambiate, cambiate, poi…lasciate fare a me!”- che quei quattro “professoroni, gufi e rosiconi”, non avendo nient’altro da fare, si sarebbero messi di traverso e avrebbero avviato uno “smottamento” che è diventato una “valanga”?
    E chi avrebbe mai pensato, tra costoro, che ci si può anche “ubriacare”- anche in buona fede- di “renzi-e-renzismo”, come ci si è ubriacati di “berlusconi-e-berlusconismo”, ma che, nel momento in cui la posta in gioco si fa decisiva per la convivenza nella democrazia e nella libertà, per te e per i tuoi figli, la sbornia, con l’aiuto di qualcuno che ti mette la testa sotto la doccia fredda, può anche essere smaltita e puoi vedere con mente, cuore e occhi lucidi qual è la scelta consapevole e responsabile da fare?
    Allora, tirandoci fuori dall’orgia verbale dei vari politici e “politichesi” che rivendicano la paternità e la maternità di questo risultato, vogliamo fare “memoria” per ricordare e ringraziare chi per primo, senza alcun tornaconto o interesse benché minimo, ha lanciato il segnale di allarme, chiamando alla difesa della Costituzione tutti cittadini, indipendentemente dal loro credo politico?
    Nel mese di Marzo 2014, sul sito di Libertà e Giustizia, viene pubblicato, come ricorda Marco Travaglio, un drammatico appello firmato dai proff. Stefano Rodotà (sì, proprio quello che ha “rischiato” di essere eletto Presidente della Repubblica), Gustavo Zagrebelsky, Lorenza Carlassare, Salvatore Settis etc…etc…, contro la “svolta autoritaria” delle due “riforme” appena partorite da Renzi & B. in pieno patto del Nazareno: l’Italicum e la Costituzione Boschi-Verdini;
    da lì il costituirsi di un più ampio fronte “politico” del NO, che ha concorso a far sì che la Costituzione “grazie a una provvidenza laica che si serve anche di alleati insospettabili e persino impresentabili, si è salvata un’altra volta. E ha salvato tutti noi. Anche chi voleva rottamarla”.(Marco Travaglio). Rimanga, pertanto, anche in tantissimi di noi che abbiamo dato il nostro modesto contributo personale e sociale, un fortissimo senso di gratitudine e di riconoscenza nei confronti sia dei componenti della cosiddetta società “civile” , sia, soprattutto, di quelle autorevoli personalità che la loro cultura e le loro competenze hanno messo a servizio di tutti noi cittadini, con il massimo senso di responsabilità etica e Politica, come purtroppo raramente è accaduto, a difesa dei valori di democrazia, di libertà, di giustizia sociale, fondamento e patrimonio della nostra Carta comune.

  • Il Comitato del NO riprenda la sua ragione costitutiva di “COMITATO per la DEMOCRAZIA COSTITUZIONALE” e prosegua il suo impegno per realizzarla.

    A me sembrerebbe bellissimo farlo proprio brandendo, da Popolo Sovrano, la Costituzione agli articoli 71 e 50 che consentono a Democrazia Diretta Propositiva che i Costituenti ci hanno lasciato perchè potessimo intervenire qualora gli eletti si fossero rivelati indegni, incapaci o complici. Il modo migliore per “imporre” quelle norme e riforme di cui il Paese a bisogno e che la Cittadinanza attende, senza lasciare alla casta il tempo e la libertà di produrre altre nefandezze come l’italicum o la legge anticorruzione: sarebbe bellissimo!

    Ma almeno che si presenti alle prossime politiche con una lista civica nazionale che porti benissimo quelle isegne di “Comitato per la Democrazia Costituzionale” non più per difendere la forma, ma per esprimere lo Spirito Originale ed Autentico di quella Carta che resta un ottimo programma tutto da svolgere offrendo al voto della Cittadinanza il rigore morale e culturale dei suoi promotori. Quel rigore e quell’orientamento al bene comune che non trovano più, e da lustri, sulle schede e nelle liste elettorali.

    Paolo Barbieri.

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