Da Vicolo dei Serpenti al Palazzo del Quirinale

Da Vicolo dei Serpenti al Palazzo del Quirinale

Da Vicolo dei Serpenti al Palazzo del Quirinale la strada è breve, tutta in salita ovviamente. Mi fa una certa tristezza immaginare Giorgio Napolitano che la percorre lento ma determinato, con una cartella sotto il braccio, per andare a colloquio con il Presidente della Repubblica.
Mi viene da pensare a un lobbista che va a raccomandare qualcuno o qualcosa al potente di turno. E non vuole che si sappia, che si conosca il contenuto dell’incontro perché potrebbe non giovare al risultato che si intende ottenere. Così nulla si sa dell’incontro avvenuto tre giorni orsono fra Mattarella e Napolitano. Non resta che indovinare e se si sbaglia l’errore è dovuto alla segretezza del colloquio tra presidente e presidente emerito.
In altri anni il presidente della Repubblica riceveva i suoi predecessori secondo tradizioni ben radicate e soprattutto nei momenti delle possibili crisi di governo.
Dunque è lecito immaginare che Napolitano abbia voluto spiegare ancora una volta a Sergio Mattarella i vantaggi che verranno alle istituzioni dalla riforma Boschi: Senato non elettivo per carità altrimenti potrebbe chiedere addirittura di votare anche la fiducia ai governi. E questo mai più e poi mai. Potrebbe avere espresso al Presidente della Repubblica la sua preoccupazione per come il presidente del Senato intende impostare i lavori dell’aula.
Può darsi che abbia voluto illustrare anche qualche marchingegno che si sta studiando ai piani alti del potere per trovare una formula che impedisca a coloro che non sono d’accordo su questa riforma di andare avanti per la loro strada votando No. Una sorta di marchingegno inventato dalla lobby degli azzeccagarbugli, anche questa fiorente nel nostro Paese. Può darsi che Napolitano si sia lamentato: “Ricominciare da capo? Mai più e poi mai”.
In perfetta sintonia con Renzi che già vede il traguardo e la maglia rosa a portata di mano.
Confesso che dominare quella che ho chiamato tristezza non è facile. Essa diventa rapidamente qualcosa di simile all’indignazione e poi alla rabbia, che domino molto bene, perché oramai ci ho fatto l’abitudine. Ma siamo sinceri: trattare la Costituzione e la legge elettorale quasi fossero materia simili alle armi, alla medicine, ai petroli e tutto ciò che annovera da sempre una tradizione di lobbisti di tutto rispetto (si fa per dire) fa male al cuore e all’intelletto.
Fa male alle speranze. E ricorda ancora una volta che da Napolitano aspettiamo di sapere tante cose importanti, di cui parlò con Loris D’Ambrosio , su ciò che accadde fra l’89 e il ’93 e gli “indicibili accordi” che ancora interrogavano la coscienza inquieta del suo consigliere giuridico.
Peccato…

7 commenti

  • Presidente Bonsanti,

    ancora cronache quasi segrete e tristi dal colle più alto di Roma capitale!

    E sul finire del loro racconto lei:
    “Confesso che dominare quella che ho chiamato tristezza non è facile. Essa diventa rapidamente qualcosa di simile all’indignazione e poi alla rabbia, che domino molto bene, perché oramai ci ho fatto l’abitudine.”

    E poi aggiunge:
    “Fa male alle speranze.”

    No, non si può ne si deve far l’abitudine a dominare la rabbia, ma bisogna liberare l’indignazione in una ribellione costruttiva che ci porti il cambiamento qualitativo che auspichiamo, nel segno della Carta Costituzionale!

    Non possiamo nuocere anche alla speranza rischiando di trovarci dis-perati! NO!

    Ritroviamo l’entusiasmo, la verve, la creatività indispensabile per risalire dal degrado!
    La CREATIVITA’ FIORENTE, soprattutto, come scriveva il prof. Settis alcuni giorni addietro, pare molto legata alla prosperità di un Paese, di una Società!

    E se leggiamo la Costituzione con Creatività ed Entusiasmo, allora troveremo anche la via per abbattere la mediocrità imperante assieme all’arroganza degli incolti aggressivi, che si ritrovano assolutamente fuori posto, ma loro si sono ben accomodati, in un Parlamento repubblicano!

    Quella Costituzione che ci consente in primis di non traguardare le elezioni, competizione quanto mai pericolosa, fatta di labili promesse e incerti programmi da campagna elettorale, alla quale la Cittadinanza ha ampiamente dimostrato di non voler più credere e che potrebbe amalgamare tutti i competitori in un giudizio assai negativo al proprio esame superficiale: “Sono tutti uguali!”.

    Non traguardare le elezioni, ma la Sovranità Popolare REALIZZATA, non solo enunciata, per imporre al Parlamento, suddito e delegato, un’agenda non di fumose promesse, ma di progetti di legge secondo l’art. 71, con dentro tutto il rigore morale e culturale dei Costituenti, bollinato dai proff. Rodotà, Saraceno, Settis, Zagrebelsky, Carlin Petrini, Caselli, Gratteri e altri dello stesso spessore.

    Pare proprio tempo di brandire la Costituzione per riportare la Repubblica lungo la rotta tracciata dai Costituenti!

    Presidente Bonsanti,
    abbiamo già perso troppo tempo! Coalizione Sociale può essere lo strumento operativo efficace per perseguire l’obiettivo!

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  • Condivido quanto espresso da Paolo Barbieri. Penso che guardare a quella consistente quota di astensioni dal voto e a quanti si esprimono ma con riserva, per dargli ‘una testa’ attraverso la costituzione di un Comitato di Salvezza Nazionale, formato da Intellettuali che non si riconoscono ormai più nelle ‘rappresentanze costituite’ e gli unici degni di alzare il vessillo della Carta Costituzionale, sia l’unica strada e l’ultima spiaggia. Se Giorgio Napolitano continua ad essere una preoccupazione per chi scrive, immaginarsi cosa rappresenti, con tutto il rispetto, il rumoroso silenzio dell’attuale inquilino del Colle. Con stima

  • Presidente Bonsanti grazie per aver condiviso con noi gli oscuri presagi dovuti alla sinistra visita di Napolitano al colle.
    Grazie per l’allarme sul contenuto presumibile del colloquio.
    Ma a parte spaventarci più di quanto già lo eravamo, il suo articolo manca di una parte propositiva: cosa facciamo?

  • Presidente Bonsanti,
    Una sola preghiera, cosa possono fare le persone non colte come me, oltre che firmare una qualsiasi petizione. Quando nominate personaggi come il proff. Rodotà, Saraceno, Settis, Zagrebelsky, Carlin Petrini, Caselli, Gratteri ecc. non sarebbe più utile, che queste persone si presentassero sul colle più alto e, chiedere al Presidente Mattarella di fermare l’allucinante progressione della P2 di Licio Gelli e forse anche diNapolitano, portata avanti dal 1° ministro Renzi e chi dietro di lui tira le ficelles, come l’ex PdR Napolitano.

  • Abbiamo un presidente della Repubblica con tutore ? (napolitano)
    I lavori parlamentari di questa legislatura stanno consumando un colpo di stato strisciante. Qualcuno molto, molto, in alto sta vedendo realizzare l’attuazione del piano rinascita del capo della mai sciolta propaganda 2. Come denunciano da tempo il professore, giudice costituzionalista emerito ZAGREBELSKYI ed altri, si sta facendo in modo da accentrare i tre poteri classici in un’unica persona: il capo del governo. Il primo ad essere appellato cosi’ era tal Benito Mussolini! Sono naturalmente allarmato per le sorti del mio bellissimo ma sciagurato Paese.

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