Gramolati: “La Cgil deve cambiare”

«IL lavoro decide il futuro». E’ il titolo del congresso della Cgil Toscana ieri e oggi a Piombino, in cui il segretario Alessio Gramolati propone il cambiamento, anche per la Cgil. In una Piombino che, se entro domani non spunterà nessuna offerta di acquisto della Lucchini che preveda di non spegnere l’altoforno, «rischia di perdere in un colpo solo tutta la sua vita e la sua storia mandando 5 mila persone a casa», dice Mirko Lami delegato Fiom dell’acciaieria. Mentre Francesco Masangui giovane operaio dell’indotto e bravo fotografo teme «che noi giovani ce ne dobbiamo andare, abbandonando la speranza di costruirci una vita e una famiglia». Per solidarietà la Cgil tiene il suo congresso qui. E perché, sottolinea Gramolati, il nodo sta nell’industria, nel lavoro e nella battaglia per abbattere le diseguaglianze su cui «è singolare che sia più presente Papa Francesco che la politica».
La ripresa è possibile se non temiamo, tutti, di cambiare, spiega Gramolati in un’ora di relazione sullo sfondo delle colline toscane dipinte dal pittore Giuliano Ghelli recentemente scomparso e davanti al sindaco di Piombino Anselmi che apre il congresso, il presidente dell’Anci toscana Cosimi, l’assessore regionale al lavoro Simoncini, molti rappresentanti di Confindustria, la presidente della Fondazione Mps, Antonella Mansi, i segretari di Cisl e Uil toscane, Cerza e Marchiani. Cambiamento ma anche valori. Sotto la regia di Sergio Staino e annunciati da «Un bel dì vedremo» una serie di nomi della cultura e dello spettacolo leggono la Costituzione. Masangui, Shi Yang Shi (attore e residente a Prato) in cinese, l’attore Andrea Muzzi, Paolo Hendel, Adriano Sofri, il presidente Arci Toscana Gianluca Mengozzi, Don Andrea Bigalli, coordinatore di Libera, l’attrice Daniela Morozzi, Sandra Bonsanti, presidente di Libertà e Giustizia, Ennio Saccenti, vicepresidente Anpi. Paolo Virzì è in ospedale ma Hendel legge il suo messaggio che chiede, come Gramo-lati, cambiamento. A sorpresa,
anche Susanna Camusso.
Gramolati chiede per la Toscana «un pensiero nuovo», niente localismi e il rilancio di un modello «basato sulla forza dei rapporti e non sui rapporti di forza». Sul governo, bene l’intervento sui redditi da lavoro dipendente sotto i 25mila euro, quelli su casa, scuola e ambiente, ma attenzione a dove si reperiscono le risorse perché «i tagli non pesino sui servizi o su ulteriori prelievi di risorse su chi ha già pagato». Male, invece, escludere dai benefici i pensionati. E, per il lavoro, «non servono le regole ma un piano». Dopodiché c’è la Cgil che deve cambiare. Sebbene in 4 anni tre milioni e mezzo di toscani le si siano rivolti e ben 55.000 siano stati gli accordi conclusi, quasi tutti unitari, e dunque la concretezza sia stata tanta, se le persone sono però insofferenti delle rappresentanze segno che bisognerà cambiare e allargare tema e soggetti da coinvolgere: «La contrattazione va resa più inclusiva: troppi restano esclusi».
C’è il dissidio interno con la Fiom per l’accordo sulla rappresentanza firmato da Cgil, Cisl e Uil con Confindustria il 10 gennaio. Gramolati invita tutti, dopo le «giuste e legittime discussioni», a votare e finire così le polemiche. Ma la maggioranza dei delegati Fiom dice che darà battaglia: «L’accordo toglie forza ai delegati
lasciandoli soli nella contrattazione e prevedendo perfino sanzioni », dice il segretario fiorentino, Daniele Calosi. D’accordo Marcello Corti (pur nella segreteria Cgil fiorentina), Più positivo Claudio Giardi, delegato Fiom del Pignone: «Per tre quarti l’accordo è buono, il resto è gestibile». Arriva il presidente della Toscana Enrico Rossi, « Si sta meglio in Toscana: a Bruxelles piove» scherza, alludendo al gran rifiuto della
candidatura europea. Dopodiché, «il governo ha formato con noi un accordo per la riconversione ecologica della siderurgia a Piombino: va rispettato». Gramolati chiude ricordando ««un compagno metalmeccanico piombinese, Piero Mazzoni, che ci ha lasciato e che quando ti diceva ‘stai sereno’ ti strappava il sorriso. Altrove quando ti dicono ‘stai sereno’ si fanno gli scongiuri».

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