Basta giocare con la Costituzione

Verso un referendum? Riforme a rischio incostituzionalità. C’è preoccupazione intorno alla Convenzione per le riforme voluta dal governo Letta. Libertà e Giustizia, l’Anpi, i comitati nati per difendere lo spirito della Carta, i sindacati e molti altri corpi intermedi della società. Osservatori attenti e critici della riforma in via di sviluppo. Si daranno appuntamento, prima di luglio, per stabilire le coordinate di una lunga mobilitazione. Per “opporsi allo scardinamento della Repubblica parlamentare”. E per iniziare il lavoro sul “referendum che inevitabilmente si prospetta”.

Le critiche di LeG. I punti critici messi in rilievo da Libertà e Giustizia, sono tre: il metodo scelto dal governo e dalle forze politiche che lo sostengono che non rispetta l’articolo 138 della Costituzione; il semi presidenzialismo o il presidenzialismo che molti, anche fra i cosiddetti “saggi”, cercano di imporre; la legge elettorale che non è considerata la priorità assoluta. La critica è netta: “Adesso basta. Si sta giocando col fuoco ma i cittadini italiani non dimenticano la loro storia e nel momento più grave della crisi economica si oppongono allo smantellamento della Costituzione nata dalla Resistenza”.

Il ruolo del Governo. Tre anche le “violazioni” rilevate dai Comitati Dossetti per la Costituzione. La prima consiste “nel riconoscimento al Governo dell’inusitato ruolo di proponente delle riforme costituzionali, per giunta coadiuvato da una commissione di esperti nominati dallo stesso Governo”. Ancora: “nell’altrettanto inusitata imposizione di un limite temporale al procedimento di revisione, come se si trattasse dell’approvazione, con caratteri d’urgenza, di una legge ordinaria”. Infine: “nella diminuzione da tre mesi ad uno dell’intervallo intercorrente tra la prima e la seconda approvazione del testo delle leggi di revisione costituzionale: un intervallo voluto espressamente dai Costituenti perché le eventuali modifiche costituzionali potessero essere adeguatamente discusse nell’opinione pubblica prima della delibera definitiva delle Camere (nella quale, com’è noto, non è ammissibile la presentazione di emendamenti)”.

Qui il sito di Libertà e Giustizia. Qui l’analisi dei Comitati Dossetti per la Costituzione. Qui l’appello dell’Anpi “Difendiamo la Costituzione”.

1 commento

  • Condivido tutte le vostre criticità. Noi non siamo “minorenni”, ma cittadini e loro non possono legittimamente essere “governance” senza consenso popolare. Prima l’assurdo del pareggio di bilancio in Costituzione, ora le modifiche verso un presidenzialismo senza ritorno: alla faccia nostra. La democrazia in un mondo globalizzato non serve più. Bastano i poteri forti?

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