Governo, un percorso trasparente

L’esecutivo e le riforme. Due richieste al Partito Democratico. Alcune domande al MoVimento Cinque Stelle. E la difesa della Costituzione da riforme di tipo presidenziale o semi-presidenziale. Libertà e Giustizia interviene nel dibattito che accompagna il lavoro di Pierluigi Bersani per la formazione di un nuovo governo. Con un documento – “Pd, più trasparenza” – che sintetizza il lavoro dei soci dell’associazione.

Ecco il testo:

Libertà e Giustizia si rivolge al Pd, quale interlocutore politico essenziale e custode di una tradizione democratica che deve essere salvaguardata e rinnovata, per chiedere che nel drammatico percorso aperto dalle elezioni non siano sacrificate, per ottenere un risultato purchessia, la trasparenza delle condotte e la chiarezza delle posizioni. Solo poche settimane orsono i due terzi degli italiani hanno votato per porre termine al ventennio berlusconiano, al degrado politico e morale e all’inettitudine economica che lo hanno caratterizzato. Di fronte al rischio che Berlusconi torni in gioco, distruggendo definitivamente la credibilità internazionale del paese e la fiducia di tanti cittadini nelle istituzioni, il Pd ha la responsabilità di trovare soluzioni che non tradiscano la speranza degli italiani nell’ineludibile rinnovamento della politica. Libertà e Giustizia crede che proprio la consapevolezza delle cause della attuale crisi debba guidare il Pd a rifiutare maggioranze raffazzonate, patti e trattative sottobanco, il cui respiro, così come accaduto in passato, sarebbe breve e infine autodistruttivo per lo stesso partito, e lesivo degli interessi comuni dell’Italia.

Libertà e Giustizia si rivolge inoltre al Movimento 5 Stelle che ha intercettato e mobilitato una fortissima richiesta di cambiamento della politica. E pone al Movimento alcune domande. Tra le quali alcune ci sono suggerite dalla Costituzione. Quali garanzie offre alla democrazia (art. 49) il suo “non-statuto”? Quale libertà – motivata, responsabile, “alta” – il Movimento assicura agli eletti alle Camere (art. 67)? Un’altra domanda ci viene dallo slogan “uno vale uno”. Anche noi crediamo che ciascuno ha diritto di contare (”uno vale uno”), ma dato che una comunità non è solo una somma di individui, cosa pensa il M5S rispetto ai grandi temi sociali dell’integrazione, della sicurezza, della tolleranza? Infine LeG chiede al M5S di non sottovalutare la legittima inquietudine prodotta da alcuni slogan che possono risultare oscuri e non facilmente comprensibili al cittadino elettore.

Libertà e Giustizia esprime forte preoccupazione rispetto ai progetti di riforma della Costituzione ipotizzati nel cosiddetto “doppio registro o binario” proposto dal Pd. Sul tema LeG ribadisce la sua posizione sulle riforme: è pensabile ridurre il numero dei parlamentari, correggere il bicameralismo perfetto, cancellare le provincie; ma l’associazione rimane assolutamente contraria a forme di presidenzialismo o semipresidenzialismo, che porterebbero a uno sconvolgimento complessivo dell’equilibrio dei poteri a fondamento della nostra Carta costituzionale. Inoltre LeG chiede con forza che qualunque riforma costituzionale venga sottoposta areferendum confermativo, per ascoltare la voce dei cittadini su ogni singolo articolo.

Libertà e Giustizia ricorda a tutte le forze politiche che le prime cruciali emergenze da affrontare da parte del parlamento e di qualunque governo sono il lavoro e il futuro dei giovani e la legge elettorale.

Qui il sito di Libertà e Giustizia

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