Partiamo oggi, da qui

La sala Montanelli del circolo della Stampa è già stracolma prima dell’inizio del dibattito. Il primo del dopo Formigoni. “Lombardia-Italia“, parafrasando il titolo di una vecchia trasmissione televisiva condotta da Gad Lerner,  che siede al tavolo dei relatori insieme a Nando dalla Chiesa, al sindaco Giuliano Pisapia e al primo cittadino di Lecco, Virginio Brivio. Primo di una serie di incontri tematici sulla Regione, come spiega nella sua introduzione Stefano Pareglio.

Elisabetta Rubini apre con la notizia appena arrivata che il governatore scioglierà la giunta venerdì 26 ottobre, anche se lui non si dimetterà, per impedire che il leghista Gibelli gestisca il Pirellone fino alle elezioni. Questione morale e buongoverno, temi bistrattati in vent’anni di governo del Celeste.
La fine dell’era glaciale, questa la definizione di Lerner, la fine di un regno che è imploso a causa degli scandali, degli arresti, che ha avuto come collante un sistema affaristico cementato da ideologie conservatrici e reazionarie e con pulsioni xenofobe, rappresentate dal cotè leghista. Una serie di “epifenomeni spettacolari” che hanno provocato crepe e scossoni, a cominciare dal crack degli uomini in camicia verde, con la vicenda di Bossi and family.
Ma anche di legami con la ‘ndrangheta, come dimostra il caso dell’assessore Zambetti arrestato per voto di scambio e concorso esterno in associazione mafiosa. O, come ricorda Nando dalla Chiesa, con un racconto dettagliato e appassionato, per l’infiltrazione criminale nella Asl di Pavia e il seguente arresto del direttore dell’azienda sanitaria. Il paragone corre al ’92, ma la situazione attuale è anche peggiore. Il tutto aggravato da un’opposizione sia a livello locale che nazionale che non ha mai combattuto in modo convincente per strappare la Lombardia alla destra. Con la convinzione che la regione fosse persa in anticipo e che non valesse la pena impegnarsi. Senza contare gli scandali che, all’interno del Pirellone, hanno toccato il Pd, con il cosiddetto sistema Sesto incarnato dall’ex-vicepresidente Filippo Penati. Il recente arresto dell’architetto Sarno, ultimo step della vicenda.

Virginio Brivio, da due anni sindaco di Lecco, parla della sua esperienza di amministratore in una città di tradizione leghista e ricorda che Formigoni non è mai stato trainante neppure sulla tanto strombazzata riforma sanitaria e che occorre non abbandonare il tema della sussidiarietà alla destra.

La figura del prossimo candidato del centrosinistra aleggia in sala, nomi non se ne fanno ma il paragone con le primarie che portarono alla vittoria di Pisapia è concreto. Abbiamo le energie, le potenzialità, la passione per cambiare la regione e anche tutto il Paese, dice Giuliano. Occorre ricostruire il tessuto civico della Lombardia, occorre la buona politica che ha un linguaggio moderato ma che deve essere “estremista” sui temi della legalità e dei diritti.

Lombardia – Italia. Parte da qui, oggi.

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