Sicilia, quelle cose che non ho mai detto

Un editorialista ha tutto il diritto di scegliersi in campagna elettorale un candidato e di sostenerlo un giorno sì e un giorno no con i propri articoli. Certo, non è elegante, ma fa parte dello stile dei tempi e degli uomini. Ciò che non è permesso a nessuno è far campagna elettorale al proprio candidato insultandone un altro, millantando certezze sulle sue vocazioni, imputandogli pensieri e gesti che non gli appartengono, processandolo per intenzioni che non ha mai avuto. E’ ciò che fa sull’Unità da qualche settimana Giuseppe Provenzano, che non conosco ma di cui ho imparato a conoscere la collezione dei luoghi comuni con cui ha scelto di perorare la causa di Rosario Crocetta parlando a sproposito di Claudio Fava. Che tutto questo accada in un giornale su cui ho fatto l’editorialista, fino a pochi mesi fa e per vent’anni, mi rattrista di più: ma questi sono fatti miei.

Fatti nostri, non solo miei, sono quello che sul sottoscritto, candidato presidente in Sicilia, scrive Provenzano. Per esempio, che io rappresento il “fronte del no”.  Ma di che parla?

Da quattro mesi porto avanti in Sicilia un progetto che offre agli elettori proposte concrete di governo, sobrietà di spese, cura dei diritti e un solo, irriducibile no: quello agli inciuci. Ieri a Lombardo, oggi all’Udc. Io ho scelto di rappresentare le siciliane e i siciliani che vogliono costruire un’alternativa in Sicilia, mentre alcuni dirigenti del Pd sono passati dal governo con Lombardo all’alleanza con l’Udc: secondo quale semplificazione io sarei per il “no” e loro, i dirigenti del Pd, i bravi artigiani del centrosinistra? Dov’è scritto, oltre che negli editoriali di Provenzano, che il centrosinistra si costruisce allargando all’Udc e scaricando la sinistra?

Scrive Provenzano che Fava sarà competitore subalterno di Luca Orlando: ma si rende che sta parlando di uomini e non di statuine? E che dietro quel nome, Fava, c’è una storia politica lunga un quarto di secolo nella quale sfido chiunque a trovare tracce di presunte subalternità verso chiunque? Possibile che costoro non abbiano argomenti più convincenti per perorare la causa che deformare in modo caricaturale le vite, le scelte e le coerenze degli altri solo perché non la pensano come loro?

Ci accusa Provenzano di aver fatto una campagna “infamante nei confronti dell’Udc”: ma che dice? Abbiamo detto della stima per i segretario dell’Udc D’Alia ma della sopravvivenza, nel corpo vasto del suo partito, di apparati politici e amministrativi che sono stati fabbricati ai tempi e secondo la cultura politica del cuffarismo. Non ci crede? Vada a chiedere ai giovani amministratori locali del Pd, in giro per i paesi siciliani, quanto sono contenti all’idea di essere obbligati a salire sullo stesso palco a fianco di avversari contro i quali si battono da anni!

Infine dice Provenzano che la mia strada “irrinunciabile” è quella di un populismo “condito dal giustizialismo dei fiancheggiatori del fatto Quotidiano”. Chi è ospitato su un giornale autorevole e attento come l’Unità dovrebbe evitare parole pericolosamente sisnistre: io non sono mai stato un giustizialista e soprattutto non ho fiancheggiatori: ho scelto nella mia vita di battermi per una terra che si liberi finalmente non solo dai mafiosi (a loro ci penseranno i giudici) ma anche dai loro amici, dai farisei, dai furbi e dai corrotti. Provenzano confonde, con manifesta malafede, la coerenza per giustizialismo.

E’ un vecchio gioco, ce lo sentiamo recitare addosso dai cacicchi della peggior politica da almeno vent’anni: Cosentino, Dell’Utri, Cuffaro, Lombardo… Ma quelli almeno non scrivono sull’Unità.

11 commenti

  • Credo che, dopo aver scelto l’alleanza con l’UDC di Totò Cuffaro e la macchina del fango verso Claudio Fava, il PD non possa scendere più in basso. Ma il mio voto così in basso non può scendere.

    Il “male minore” e il ” meno peggio” restacono comunque più in alto.

    Paol Barbieri

  • Siamo veramente sbalorditi.
    Da quando ha cambiato direttore, l’ Unità è un giornale che io non compro più.

  • Siamo veramente sbalorditi.
    Da quando è cambiato il direttore, l’ Unità è un giornale che io non leggo più.

  • Posso soltanto darti la mia “solidarietà” ed auspico che continuia lavorare per un PD migliore. Anche io non ho più comprato l’Unità da quando è cambiato direttore.

  • Eccellente esempio di giornalismo. Pacato nei contenuti e nei toni. Tipico di chi si aspetta di vincere. Ma con la dignità di chi non teme la sconfitta. In quanto tale non ha bisogno di demonizzare l’avversario, che è quello che è.

  • Avesse ragione Grillo? Ormai nelle stanze del PD sembrano aggirarsi mostri di tutti i tipi, ben attenti a tenere chiusa ogni finestra sulla realtà per poter continuare ad occuparsi dei loro giochini di potere così come fanno “quegli altri” del Pdl, Udc ecc. D’altra parte qualche italiano ancora li vota. Speriamo che la prossima volta (che si vota) se ne possa mettere alla porta un bel pò, di questi bellimbusti.

  • Il dramma vero non è tanto che il PD si allei con l’UDC, che di per se basterebbe per votare Fava, ma che il PD siciliano abbia superato nelle pratiche consociative e clientelari tutti gli UDC della politica siciliana.E’ da miopi non vedere che la dirigenza regionale, i maggiorenti del partito hanno partecipato alla spartizione della torta regionale come e più degli altri partiti. Hanno usato le stesse pratiche e gli stessi metodi che per dna avrebbero dovuto combattere. Le discussioni “astrattamente politicanti” purtroppo non hanno senso, hanno tutta l’aria di essere stucchevoli giustificazioni all’ennesimo “cedimento” per la conquista del potere a tutti costi, con buona pace dei militanti che ancora pensano di rappresentare la parte politica “dell’alternativa”. E’chiaro che il necessario cambiamento della nostra terra passa per lo smantellamento del sistema di potere marcio della Regione Siciliana, ed allo stato l’unico che ha le carte in regola per farlo, piaccia o non piaccia, è Claudio Fava.

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