Fiducia sì, fiducia no

Fiducia sì, fiducia no?  Solo il fatale martedì 14 potrà sciogliere il giallo. Oggi, nessuno può essere certo di come si risolverà un voto sul filo del rasoio. Ma Berlusconi ostenta una dose sconfinata di ottimismo. Un po’ è propaganda, un po’ il gusto dell’azzardo. Tutto fa brodo nel calderone del premier. Si sfrutta anche il puntello vaticano, per mettere un bastone nelle ruote del tandem Fini-Casini, dopo che il segretario di stato, il cardinale Tarcisio Bertone, ha portato al premier i segni della benevolenza papale. Ma conta, soprattutto, per il Cavaliere, la campagna acquisti in corso a Montecitorio. Dal pallottoliere gli arriverebbero numeri rassicuranti. La compravendita funziona, ci sono offerte promozionali per tutti i gusti. La scena politica ha già conosciuto pagine poco commendevoli. Mai, però, era stato così. Discredito si aggiunge a discredito, si affonda nella melma dei tradimenti e dei ricatti. E il tassametro della fiducia è destinato a salire. Le proposte si fanno sempre più allettanti, per soddisfare ambizioni personali, ma anche difficoltà economiche. Non c’è alcun  pudore, nessun senso del decoro. Creso Berlusconi  ha tutti mezzi per elargire favori, promettere prebende, piegare ogni regola al soddisfacimento dei propri interessi. Non sappiamo, a questo punto, quale sia il copione: se si tratti di una tragedia o di una semplice farsa. Certo, le berlusconate sono farsa. Ma i frutti avvelenati del berlusconismo minacciano una conclusione tragica per il Paese.

Come che vada martedì, questo governo è al capolinea. La caccia all’ultimo voto è il simbolo di un declino ormai inarrestabile. Ma c’è modo e modo per interrompere la corsa. Se il premier sarà sfiduciato, le dimissioni apriranno una fase nuova e imprevedibile, la cui gestione graverà sulle spalle del capo dello Stato. Se, invece, otterrà la fiducia, sia pure per pochissimi voti , sarà ancora lui a distribuire le carte. Avrà una sorte breve, accerterà l’impossibilità di vivacchiare. Però, il braccio di ferro, sia pure momentaneamente, lo avrebbe vinto il Cavaliere. Il grande sconfitto sarebbe Fini, ancor più di Casini. Il presidente del Consiglio farebbe le sue vendette. E potrebbe, quando più gli conviene, decidere di chiudere definitivamente la partita, ricorrendo alle elezioni anticipate.

È, dunque, una partita per la sopravvivenza quella che si gioca in queste ore. Ma sul fronte dell’opposizione a Berlusconi, bisogna riconoscerlo, ci sono stati non pochi errori. Nella mozione di sfiducia, presentata da Futuro e Libertà e dall’Udc, si era vista l’ossatura di un governo di transizione. Ma poi il disegno si è appannato. Il tandem è apparso in sofferenza, viste le esigenze non sempre convergenti del presidente della Camera e del leader centrista. Nuvole di sospetto offuscano il loro rapporto, una volta appreso che uno degli uomini di Fini era andato a parlamentare in segreto con Berlusconi. Comunque, al di là degli errori dei singoli, si rischia per l’assenza di una visione generale. La resistenza al Cavaliere appare come provocata soprattutto dagli eventi: il risultato di una involuzione politica che ha reso il berlusconismo insopportabile anche per settori che lo avevano prima sostenuto. Ci vorrebbe invece di più per fermare la deriva. Ci vorrebbero forti segnali di coraggio e di lungimiranza, la capacità di contrapporre un’alternativa credibile, di determinare un’effettiva discontinuità. E’ un discorso che riguarda soprattutto il Pd, il principale partito d’opposizione, impegnato nella grande manifestazione a Roma di “protesta” e di “proposta”. Aspettiamo di conoscere questa “proposta”, che cosa dirà di “diverso”, se ci sarà un colpo d’ala capace di ridare motivazioni, speranze, fiducia. Non è chiedere troppo.

11 commenti

  • Inqualificabile, indecente, disgustoso. Non ci sono aggettivi abbastanza efficaci per descrivere lo spettacolo della compravendita di deputati cui stiamo assistendo. Ma nessuno può dirsi sorpreso: da Berlusconi ci si può aspettare questo e altro. E quanto ai “suoi acquisti”, meglio tralasciare ogni commento sulla loro mancanza di dignità. Purtroppo questa operazione rischia di aver successo. Se la Camera voterà la fiducia, sarà un duro colpo, inutile negarlo. Ma non dovremo perdere la speranza di mandare a casa il governo. Se da parte di chi ha a cuore solo il proprio potere e il proprio tornaconto c’è tanta inarrestabile tenacia, come non averne almeno altrettanta anche noi, che abbiamo a cuore la democrazia e il bene comune?

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  • Non è Berlusconi che sta sprofondando, ma è tutto questo Paese e l’immondizia di Napoli è potentissima metafora di quello che siamo riusciti a diventare: una nazione che ha nutrito e ingigantito la parte peggiore di se stessa.
    Il mercato dei parlamentari sta nella stessa logica.
    Sembra che qualcosa si stia svegliando, ma il caos è molto grande, soprattutto dentro noi stessi, turbati e dilaniati da un “ventennio” di cui proprio non avevamo bisogno.
    E’ vero che la classe politica ha dentro di sè la vocazione alla corruzione, è sempre in qualche modo in vendita.
    Ci troviamo in mezzo a una tale distruzione, che Barbara Spinelli, qualche giorno fa, sciveva che ” il compito è talmente vasto che somiglia a quello della generazione postbellica”, con la differenza che dopo la guerra gli italiani erano ebbri di fiducia e di desiderio di nuovo, ora siamo grassi e sazi di divertimenti, privi di energia e ipnotizzati dalla tv.
    La fiducia che serve è una fiducia vera e profonda in una politica buona.
    silvana

  • L’ITALIA: UN PAESE SOTTO SCACCO

    Sono rimasto impietrito di fronte all’attacco squadrista in diretta tv sferrato dal ministro della difesa La Russa, ad “Anno Zero”, contro un giovane studente che esprimeva civilmente le sue ragioni. Ero incredulo, per tanto odio e immotivata ferocia, mentre, nel frattempo, la mia rabbia montava attimo dopo attimo e così la frustrazione da impotenza. Ero a tal punto compresso che, per non dare in escandescenze, rischiando di fare a pezzi il televisore e un reperto archeologico nelle vicinanze, mi rifugiai dentro un pianto liberatorio. Quella notte non chiusi occhio! Certo, l’atteggiamento criminoso del ministro della difesa La Russa, aveva scosso il mio essere in ogni sua cellula, ma le ragioni della mia insonnia, erano ben altre; più dolorose e deprimenti.
    a) Il silenzio assenso del vicedirettore del “Giornale” Nicola Porro, tristemente salito agli onori della cronaca per meriti deontologici. Una commistione di ricatti, intimidazione e dossier, in perfetta linea feltriana.
    b) L’ignavia e l’ipocrisia di Pierferdinando Casini che, in veste di giudice supremo di verità e imparzialità, pretendeva dall’ignaro studente (in maniera strumentale e demagogica e speculando sulla sua giovane età e inesperienza), di schierarsi e prendere posizione, allo scopo di garantirsi pubblicamente la laurea “ad honoris causa” del perfetto moderato. Lui, il politico dei senza se e senza ma. Cattolico e divorziato. Paladino della famiglia, schierato idealmente con il suocero Caltagirone.
    c) L’intervento blando, ininfluente e poco convinto di Santoro che, sinceramente, è ciò che più mi ha amareggiato e addolorato.
    Solo il buon Di Pietro, l’analfabeta, il giustizialista, il populista, ha restituito un minimo di dignità e di autentica democrazia a una bagarre vile e vergognosa, dove infamia e mistificazione avevano tradito ogni buon senso, corretta analisi e frammento di verità.
    Alle richieste legittime dei manifestanti, si contrappongono i comportamenti irresponsabili e sistematici di questa cricca al potere, carichi di protervia e di tracotanza, fomentando l’odio, il rancore, la violenza e la vendetta. Può mai essere definito un traditore chi, anche se tardivamente, si dissocia da quest’orda di figuri? Può essere mai accusato di tradimento chi rinuncia ai suoi privilegi e alla più comoda immobilità, rischiando sulla propria pelle, gli effetti di una tale, irrinunciabile, doverosa e coraggiosa scelta? Può mai definirsi tradito un puttaniere impenitente che, della prostituzione, ha fatto il suo programma politico e, dell’impunità, il fine del suo mandato? Solo nei regimi ignoranti e populisti, che hanno esaurito la loro carica demagogica e propagandista ci si appella, come estrema rathio, alla lealtà verso il capo indiscusso. Pena, l’eterna e indelebile onta del tradimento. L’infedeltà a tutto campo, di Silvio Berlusconi è conclamata, e preclude ogni civile e leale convivenza.
    L’altra sera ad “Anno Zero”, un bravo ragazzo e studente modello che, con senso civile, lealtà e candore ha onorato il suo dovere di cittadino responsabile e consapevole, è stato deriso, umiliato, mortificato, zittito e sbeffeggiato e offerto a pubblico ludibrio come esempio di pericoloso sovversivo, e terrorista. Il Popolo delle libertà, non è che una grottesca messinscena carnevalesca, che usa il parlamento, come copertura. Una roccaforte del malaffare, dove si organizzano oscure trame, complotti, dossier e si smistano pizzini. Il berlusconismo è l’esatta rappresentazione iconografica del peggio di questo paese che ha calamitato al suo interno la parte più marcia dell’imprenditoria italiana, i reietti del sottobosco politico e la creme della peggiore feccia umana in circolazione. Un sottobosco culturale di quart’ordine, maestri di mistificazione e di contraffazione della realtà, che hanno fatto della menzogna una regola relazionale, della licenza un baluardo di libertà e della dignità mercimonio.
    E’ il bugiardo oltranzista che dubita sempre della parola altrui, ed è chi pratica la professione del ladro che periodicamente stila l’inventario dei suoi beni, spinto dal continuo sospetto che qualcuno glieli possa sottrarre. E’ il peccatore che ti assolve dai peccati e sono le persone inaffidabili che non si fidano di nessuno. In fine, è il traditore della patria che, del patriottismo, fa il suo estremo rifugio – quell’introiezione proiettiva che lo porta ad attribuire agli altri, i suoi difetti e responsabilità. C’è da augurarsi che senta il bisogno di farsi curare!

    Gianni Tirelli

  • IL PAPA: “SIAMO SCONVOLTI DA ABUSI PRETI. IL MANTO DELLA CHIESA E’ NELLA POLVERE.”

    Caro Papa Ratzinger, é inutile piangere sul latte versato. Se la Chiesa, come nei suoi doveri, avesse combattuto il capitalismo liberista, liberticida e relativista (espressione del maligno), diversamente dall’averlo condiviso e sostenuto, spartendone privilegi e profitti, non saremmo in questa apocalittica situazione. Ma forse, tutto era già stato scritto!
    I doveri della Chiesa di Pietro, non contemplano la condivisione del potere terreno (qualunque sia la natura) ma di contrastarlo in quanto, sinonimo di perversione umana e morale. Ahh, se aveste letto il Vangelo di Cristo!!

    Come possiamo accostarci alla religione, alla spiritualità e al Mistero se, ogni giorno, siamo sommersi da una montagna di parole e immagini e comportamenti, finalizzati a cancellare anche il più recondito impulso alla fede?
    Un tempo, l’ignoranza, era pertinente al singolo e non aveva la virulenza e la straordinaria forza di contagio che, oggi, con i mezzi di comunicazione, possiede.
    Come possiamo avere fede, se la moderna scienza riduce tutto a fattori fisici, chimici e matematici, complice il silenzio assordante del Clero secolare, concusso e colluso con il potere politico ed economico?
    La Chiesa si rifiuta di celebrare i funerali di Piergiorgio Welby, un martire del moderno paganesimo, e resta muta, sorda e immobile, di fronte alla devastante avanzata del liberismo consumista. Del resto con il nazismo applicò la stessa coerenza. Cosa che non fece con il comunismo.
    La Chiesa è il paradiso fiscale dei cattolici e il cruccio, dei tanti cristiani.
    Con tali atteggiamenti, lo Stato Pontificio punta il dito contro gli strati più bisognosi della società: uomini privati dei loro diritti, che lottano per un’esistenza più dignitosa e meno dolorosa. La stragrande maggioranza dei cristiani, appartiene alle classi più deboli ed indifese, mentre i cattolici, sappiamo bene tutti da che parte stanno.
    Lo stato della Chiesa sa fare molto bene i suoi conti. Il suo patrimonio immobiliare e artistico, le incalcolabili rendite e donazioni (esentasse), sono le voci a bilancio di un capitale, in assoluto, il più florido di qualsiasi altra nazione al mondo.
    Solo una Chiesa povera, può soddisfare la sete di fede degli uomini onesti, e solo una Chiesa padrona e compiacente, accelerare quel processo di disgregamento morale, spirituale ed etico che oggi, più che mai, mina le nostre “moderne” società occidentali.
    I retorici e tardivi “mea culpa”, che a scadenze regolari si sono susseguiti nell’arco dei secoli, confermano ancora una volta (tristemente e amaramente), l’incapacità della Chiesa di ottemperare alle ragioni ideali del suo divino mandato.

    P.S. Con riferimento al “manto impolverato” mi sia permesso consigliare un’energica scotolatura dalla celebre finestra, che guarda la piazza San Pietro. Ma voi lo sapete già!

    Gianni Tirelli

  • APOLOGIA DI FASCISMO

    Gasparri, Alemanno, Matteoli e La Russa, sono lo spaccato di una categoria (sempre più in voga) di uomini monchi che, senza il “morso” del padrone, mito in cui credere, a cui obbedire e per il quale combattere, precipitano nel qualunquismo culturale e in un anonimo minimalismo socio-esistenziale. Servilismo e cieca obbedienza, sono le caratteristiche distintive di queste personalità.
    La svolta di Fiuggi, operazione ispirata dalla tesi di Domenico Fisichella nel 1992, suggerì al MSI Destra Nazionale di farsi promotore di una “alleanza nazionale” per uscire dallo stato di ghettizzazione politica in cui versava. Il Gasparri della situazione che, oggi, propone l’arresto preventivo dei manifestanti e tace sui parlamentari condannati in via definitiva, è la prova provata di quanto, lo sdoganamento politico di Fiuggi, sia stato del tutto ininfluente sulle originarie e, mai abiurate, convinzioni ideologiche del periodo fascista.
    Sono rimasto impietrito di fronte all’attacco squadrista in diretta tv sferrato dal ministro della difesa La Russa, ad “Anno Zero”, contro un giovane studente che esprimeva civilmente le sue ragioni. Ero incredulo, per tanto odio e immotivata ferocia, mentre, nel frattempo, la mia rabbia montava attimo dopo attimo e così la frustrazione da impotenza.
    “Il nostro ministro della difesa Ignazio Benito Maria La Russa, segretario regionale del Fronte della gioventù, è ritratto in una foto al fianco di Ciccio Franco, caporione della rivolta di Reggio, e con i leader del Msi milanese.” E’ un’immagine del 12 aprile 1973, nella manifestazione indetta dal Movimento sociale “contro la violenza rossa.” Furono lanciate due bombe a mano Srcm che uccisero il poliziotto Antonio Marino di 22 anni. La Russa e compagni si conquistarono la prima pagina de La Stampa di domenica del 22 aprile 1973. L’attuale ministro era indicato tra i responsabili morali del lancio della bomba che costò la vita all’agente. Vigliacco!!!!
    Alemanno, attuale sindaco di Roma, arrestato nel 1981 e condannato per avere picchiato con una spranga di ferro un ragazzo, in seguito ricoverato in ospedale – poi per avere lanciato una molotov contro l’ambasciata dell’URSS e, da ultimo, per resistenza a pubblico ufficiale in una manifestazione contro l’America.

    Vederli adesso, confusi fra la folla scodinzolante di cortigiani ossequiosi, a mo di falange romana , offrendo il petto al nemico, compatti, a difesa del “Ducetto”, mi produce una tale pena, congiunta a disgusto e ad un senso di schifo, da vergognarmi di essere italiano. Se il piccoletto, non fosse stato il proprietario di un tale patrimonio e di reti televisive, nessuno di questi infamoni lo avrebbe mai preso in considerazione, neppure per un solo istante. Sanno bene che, al di fuori del nanerottolo, che li ha sdoganati da quel perenne stato di ignavia, dando loro una insperata visibilità e sicurezza economica, ritornerebbero ad occupare quel limbo gelatinoso che, da tempo memorabile, li ha ospitati! Questa compagine ci citrulli e allocchi, è l’atto ufficiale di un terrorismo culturale e sociale, unico nella storia politica italiana.

    Gianni Tirelli

  • LETTERINA NATALIZIA A TUTTI I BAMBINI

    Cari bambini di tutto il mondo, è Natale; siate felici. Ho buone notizie per voi!
    Gli scienziati e i ricercatori, ci dicono che l’aspettativa di vita media si è ulteriormente alzata. Wow!!
    Peccato però che non tutti potranno approfittare di questa opportunità. Come i trentamila bambini che muoiono ogni tre secondi, per malnutrizione e altrettanti per mancanza d’acqua potabile. Quelli dilaniati dalle bombe intelligenti, quelli affetti dall’Aids e dalla Lebbra, i piccoli migranti finiti in fondo al mare, i bambini sfruttati, abusati, espiantati, i bambini combattenti – i neonati affetti da patologie tumorali indotte dall’amianto, diossina e metalli pesanti, e una moltitudine di adolescenti devastati dalle droghe, dall’alcol, dagli psicofarmaci e da un’infinita lista di malattie neurologiche – bambini anoressici, bulimici, celiaci, vittime di messaggi mediatici deliranti ed altri ancora, asserviti alle ingannevoli seduzioni e lusinghe di un benessere inanimato.
    Comunque, in alto i cuori e buona fortuna!

    Gianni Tirelli

  • LE FREQUENTAZIONI DI SILVIO BERLUSCONI CHE HANNO CONCORSO A DECRETARNE IL SUCCESSO E IL PRESTIGIO E L’AMMIRAZIONE DEGLI ITALIANI.

    A memoria dei suoi sostenitori.

    IL PADRE SPIRITUALE
    Pierino Gelmini (ex Don), costretto a spretarsi e rinviato a giudizio per molestie sessuali nei confronti di minori e che rientra in quella nobile categoria di preti “moderni” tanto discussi e accusati di pedofilia. A breve si capirà se sarà condannato dalla magistratura italiana. Nel frattempo, il premier, il Tg1 e i sodali di Mediaset, occultano i fatti.
    Pierino Gelmini, un personaggio a cui (se confermate le prime risultanze processuali) non affideremmo mai i nostri figli. Berlusconi vi si affida invece per lanciare messaggi agli italiani. Evidentemente, per Silvio Berlusconi (cattolico divorziato e paladino della famiglia), l’abuso sessuale su minori, praticato da un prete, rientra nel suo programma di governo.

    IL MEDICO PERSONALE
    Umberto Scapagnini, ex sindaco di Catania condannato a due anni e sei mesi e oggi deputato del Pdl alla Camera. E’ la sentenza del tribunale di Catania, per abuso d’ufficio e violazione della legge elettorale riguardo i contributi previdenziali concessi, tre giorni prima delle elezioni comunali del 2005, dal Comune di Catania ai dipendenti, per i danni causati dalla cenere dell’Etna.

    L’AVVOCATO PERSONALE
    Cesare Previti, (Reggio Calabria, 2& ottobre 1934, suo avvocato di fiducia! Ha ricoperto la carica di ministro della Difesa nel nel primo governo Berlusconi. Condannato in via definitiva nel 2006 per il per il processo IMI-SIR e nel 2007 per il processo Lodo Mondadori.Dopo aver beneficiato dell’indulto, ha scontato la pena sotto forma di affidamento ai servizi sociali. È interdetto in perpetuo dai pubblici uffici.

    L’AMICO DI MERENDE
    Marcello Dell’Utri (Palermo, 11 settembre 1041). Attualmente senatore della Repubblica per il Popolo delle Libertà e stretto collaboratore di Silvio Berlusconi sin dagli anni settanta – socio in Pubblitalia ’80, dirigente Fininvest e fondatore, nel 1993 di Forza Italia. Condannato in appello a 7 anni per concorso esterno in associazione di tipo mafioso. Ha patteggiato una pena di due anni e tre mesi per frode fiscale.

    L’UOMO DI FIDUCIA TUTTO FARE
    Vittorio Mangano (Palermo, 18 agosto 1940), criminale pluriomicida legato a Cosa Nostra, condannato all’ergastolo per il duplice omicidio di Giuseppe Pecoraro e Giovanbattista Romano, quest’ultimo vittima della “lupara bianca” nel gennaio del1995. Di questo secondo omicidio, Mangano sarebbe stato l’esecutore materiale. Mangano è salito agli onori della cronaca per l’attività che svolgeva presso la villa brianzola di Silvio Berlusconi,
    con il soprannome de “lo stalliere di Arcore. Fu definito da Paolo Borsellino una delle “teste di ponte dell’organizzazione mafiosa nel Nord Italia. Marcello Dell’Utri ha definito il fattore Vittorio Mangano, un eroe!

    LO STIMATO POLITICO
    Nicola Cosentino, condannato dal Tribunale di Napoli per concorso esterno in associazione mafiosa e oggi sottosegretario all’Economia, coordinatore regionale del PDL, in lizza per diventare Presidente della Regione Campania.
    Nicola Cosentino, è bene ripeterlo questo nome, viene citato nelle confessioni di Gaetano Vassallo, l’imprenditore legato sia alla Camorra che a Forza Italia e che, con complicità e appoggi di vario tipo e di vario livello, ha di fatto “avvelenato” una regione, la Campania per 20 lunghissimi anni, dal 1987 al 2008.

    *Dice di Lui Silvio Berlusconi: “Nel rinnovargli la mia stima, non posso che invitarlo a continuare nel suo lavoro nell’interesse del partito e del paese “

    IL VENERABILE MAESTRO
    Licio Gelli condannato nel 1994 a 12 anni di carcere, dopo essere stato riconosciuto colpevole della frode riguardante la bancarotta del Banco Ambrosiano del 1982 (per un buco di 1,3 miliardi di dollari!). Il Banco Ambrosiamo era collegato alla banca del Vaticano, l’Istituto per le Opere di Religione, comunemente chiamato IOR – Condannato a 10 anni per procacciamento di notizie contenenti segreti di Stato, calunnia nei confronti dei magistrati milanesi Colombo, Turone e Viola, calunnia aggravata dalla finalità di terrorismo per aver tentato di depistare le indagini sulla strage alla stazione di Bologna del 1980.

    *L’8 settembre 1943, Licio Gelli aderì alla Repubblica di Salò e conseguentemente divenne un ufficiale di collegamento fra il governo fascista e ilTerzo Reich. Quando tuttavia la vittoria della guerra cominciò a rivelarsi impossibile per i nazi-fascisti, Gelli aderì al movimento partigiano.
    Sandro Pertini, a mio avviso, uno dei più grandi Presidenti della Repubblica che il nostro paese ha avuto ebbe a dichiarare: « Nessuno può negare che la P2 sia un’associazione a delinquere. »

    Tralascio la parte, relativa al Cavaliere per motivi di lungaggine!

    *In quale altro paese al mondo viene permesso ad un tale figuro di governare? Quale persona di buon senso, affiderebbe l’educazione di suo figlio a un criminale sostenuto da criminali?
    Di quale marchio di infamia e vergogna si è macchiato per sempre il popolo italiano che ha garantito a questo avanzo di galera, potere e impunità?
    Domande che sono destinate a non avere risposte ma che, si evincono dal vuoto di una società ignorante, compiacente e senza dignità – permeata di miseria morale e avulsa da ogni concetto etico e sociale.
    Un tempo, sarei morto per il mio paese, ma questo presente rivoltante e insostenibile, mi costringe ad abbandonarlo.

    E adesso date fiato all’ipocrisia e alla disonestà intellettuale e portatemi un corrispettivo di quando sopra, nell’ambito della sinistra. Partendo dalla caduta del fascismo (il fascismo è roba vostra), a oggi.

    Gianni Tirelli

  • LETTERA APERTA A CONCITA DE GREGORIO “La rabbia dal profondo”

    Cara e dolce Concita, l’esercizio volto a spiegare l’evidenza e l’incontestabilità dei fatti, non solo non paga e mortifica la verità ma, rischia di trasfigurare la realtà in mistificazione e la vittima in carnefice. Alla luce degli ultimi, ennesimi e inauditi avvenimenti, Berlusconi e cricca dovrebbero rassegnare, seduta stante, le loro dimissioni e calarsi in un dignitoso e tombale silenzio. Questi signori, diversamente e contro ogni logica e ragionevolezza, attaccano e aggrediscono con violenza ancora maggiore, compatti, determinati e, certi che, la già sperimentata diabolica strategia mediatica della delegittimazione e della diffamazione, produrranno i loro frutti velenosi.

    E’ inaccettabile e incomprensibile che lei, cara Concita De Gregorio, permetta ancora a questa gente (nello specifico, Daniela Santanchè e Paolo Liguori), di offendere la sua onorabilità, intelligenza e onestà intellettuale e si presti (come chi dubita di se), ad essere interrotta, irrisa e zittita, dallo scomposto e fastidioso starnazzare di un oca isterica in menopausa e dalla tronfia ostentazione di superiorità di un cretino.

    Lei non può pensare e, davvero credere (almeno in questa circostanza eccezionale) che il suo argomentare sereno, non pregiudiziale e composto, possa sortire un qualche effetto positivo o chiarificatore. E’ un’imperdonabile ingenuità che rischia di essere interpretata, nel tempo, come atto di codardia, debolezza e mancanza di contenuti. Una patetica e improduttiva pratica relazionale che, in breve, accomuna tutti gli esponenti dell’opposizione. Non voglio credere, neppure per un secondo che, nessun moto di sana rabbia, abbia mai pervaso il suo cuore e che, il suo carattere, sia a tal punto conciliante e docile, da impedirle un qualsiasi sussulto di orgoglio e di amor proprio. Il sentimento di rabbia, non è un’invenzione dell’uomo, ma un atto dovuto; un’estrema e opportuna risorsa di umana ribellione, di fronte ai sistematici e volgari attacchi dell’uomo corrotto.

    Lei questa rabbia ce la deve! La deve a me, a tutti i suoi lettori e, in modo particolare, a tutte quelle donne, per la dignità delle quali, lei si batte da sempre con impegno, dispendio di energie e vera solidarietà. E’ finito il tempo della buona educazione e del “politicamente corretto.” Il messaggio che arriva agli italiani (che già non brillano per acume e senso civico), è quello di una sinistra senza spina dorsale, ricurva e appiattita su anacronistiche ideologie e investita dal privilegio di essere detentrice della cultura e dell’intellighentia e quindi, impermeabile ad ogni tipo di intrusione di diversa natura. Molti italiani, del resto, decidono il loro voto politico, proprio in ragione di quest’ultima considerazione, ritenendosi discriminati e. in un certo senso, offesi, proprio in ragione del loro basso livello culturale e di consapevolezza. Un tipico complesso di inferiorità indotto dall’atteggiamento di una sinistra supponente e aristocratica, poco propensa a confrontarsi (anche turandosi il naso) sul terreno degli altri.

    Giustificare gli italiani per la loro incapacità di discernimento e di una oggettiva valutazione degli avvenimenti, è l’ultimo dei miei pensieri. Le loro responsabilità sono gravi e conclamate ma, le attenuanti relative alla barbara campagna di disinformazione di mistificazione, di plagio e omologazione perpetrata in questi ultimi 15 anni dalla televisione commerciale, nello specifico ruolo di Grande Diseducatore, sono reali e non opinabili.

    Per tanto, dolce Concita, disertiamo la sterile, inconcludente indignazione per rovesciare, come un’onda anomala, su questa banda di cialtroni e impostori, tutta la nostra rabbia e ribellione. E’ questo l’atteggiamento che gli italiani, confusi, rassegnati e intorpiditi dalle subdole lusinghe del berlusconismo aspettano, a buon diritto, da tempo immemorabile. Un certo vittimismo della sinistra e un’antiberlusconismo inconsistente e fatuo, hanno concorso al prolungarsi di questa incredibile situazione tutta italiana e a consolidarla nel tempo.

    Dunque, cara Concita: “ Che rabbia sia!” Ci sentiremo tutti molto meglio, liberati dal peso di quella frustrazione da impotenza che ci ha indeboliti, castrati e umiliati. Al punto tale (in particolari momenti di sconforto), di accettare la realtà dei fatti, come la suprema volontà di un tragico destino.

    Gianni Tirelli

  • ITALIANI BRUTTA GENTE!! – (eccezioni a parte!)

    Lo spaccato dell’Italia di oggi, a rischio di tenuta sociale, è il risultato della “politica dell’orpello” che, per motivi di ipocrita opportunità, sia astiene da ogni necessaria e dovuta presa di posizione, di indignazione e giusta ribellione. E mi spiego! Quegli italiani, pacificati ancora dal buon senso, non si aspettano dal nostro presidente della Repubblica e dalle alte gerarchie ecclesiastiche (in veste di belle statuine), atti di eroismo, abiure o scomuniche, ma risposte chiare, nette e atteggiamenti consoni e confacenti con i doveri sacrosanti della loro funzione di natura politica, sociale e morale. L’esercizio continuo dei cittadini italiani, volto all’interpretazione delle loro enigmatiche dichiarazioni (in versione di Sibilla Cumana), mortifica ulteriormente la verità, confinandola in una zona grigia della ragione umana di esclusiva pertinenza dell’ignavia.
    Da tutto ciò si evince che il nostro Capo di Stato non ha alcuna consapevolezza della realtà e della gravità dell’attuale drammatica circostanza socio politica e quindi, ne minimizza gli effetti e la portata, adducendone un significato retorico e formale. In verità, l’incoscienza di un tale atteggiamento, mette a serio rischio la tenuta dei principi fondamenti della democrazia, e relativizza ogni parametro di giudizio. In questo modo, viene messa in discussione la sua buona fede e l’autenticità dei suoi valori morali ed etici. Lo stesso vale per la Chiesa.

    I rappresentanti della Sinistra che, per una sorta di buonismo caratteriale e una vocazione connaturata al martirio, subiscono e accusano senza reagire, i violenti e sistematici attacchi alle giuste ragioni della loro indignazione, si rendono in questo modo, indirettamente complici (per mancato intervento), dei comportamenti criminogeni di questa maggioranza e dello stallo che, da oltre 15 anni, ingessa il nostro paese. Pensare che un tale atteggiamento, possa sortire un qualche effetto positivo o chiarificatore, è un’imperdonabile ingenuità che rischia di essere interpretata dai molti cittadini, come un atto di codardia, debolezza e mancanza di contenuti. Una patetica, improduttiva e deplorevole pratica relazionale che, oggi, accomuna tutta l’opposizione. E’ finito il tempo della buona educazione, dei discorsi bilanciati e del “politicamente corretto.” Il messaggio che arriva agli italiani (che già non brillano per acume e senso civico), è quello di una sinistra senza spina dorsale, ricurva e appiattita su anacronistiche ideologie e investita dal privilegio di essere detentrice del primato della cultura e dell’intellighentia e quindi, impermeabile ad ogni tipo di intrusione di diversa natura. Molti italiani, del resto, decidono il loro voto politico, proprio in ragione di quest’ultima considerazione, ritenendosi discriminati e, per un certo verso, offesi. Un tipico complesso di inferiorità indotto.
    Detto questo, giustificare gli italiani che, contro ogni logica e ragionevolezza, hanno sostenuto irresponsabilmente le candidature di Silvio Berlusconi, è l’ultimo dei mie pensieri e tentazioni. Gli stessi, si sono resi complici a tutti gli effetti, del tracollo istituzionale, morale e di valori, di questo paese, svergognato di fronte al mondo, dai comportamenti privati e dagli atti politici di un Presidente del Consiglio indegno, e dalla rozza piaggeria di cortigiani scodinzolanti.
    A un buon capo di Governo, con senso dello stato, sensibile ai problemi della gente e che, da sincero populista (e non di comodo), riconosca la sovranità al popolo, in ogni caso, quando lo appoggia e quando lo contesta, avremmo anche potuto perdonare le debolezze indotte dalla sua incontenibile tempesta ormonale, ritenendola come elemento imprescindibile e corroborante, per la sua statura di uomo, di capo e di politico. Diversamente, come potremmo mai assolverlo per il il suo abominevole conflitto di interessi, il suo potere mediatico, le leggi ad personam, reati prescritti e processi in corso, la mercificazione della dignità altrui, gli attacchi alla magistratura e le frequentazioni di loschi figuri, amici di merende, marchiati dall’infamia per associazione mafiosa, corruzione e collusione con la criminalità organizzata?
    Potremo mai, perdonare Silvio Berlusconi, per la morte dei nostri militari a Nassiriya, vittime di una guerra insensata che, lo stesso, ha sostenuto per motivi di protagonismo, perversa vanità e servilismo, verso presidente americano, Bush? Una gran parte di italiani, non solo lo ha perdonato, ma non ha mai, neppure per un momento, pensato di accusarlo. Questa è la vera vergogna nazionale! Nel frattempo, mentre nel postribolo privato di villa San Martino, si consumano baccanali di quart’ordine, a pagamento, intrisi di volgarità e miseria morale, in parlamento si sta ancora discutendo (dopo tutti questi anni), sull’opportunità di risarcire le famiglie delle vittime della guerra in Irak. Sui vizi dei potenti, possiamo anche lasciare correre ma, sui loro crimini, dobbiamo pretendere giustizia e certezza della pena.
    Affermare, poi, la convinzione che, a Silvio Berlusconi, non esiste un’alternativa politica, è come dichiarare che gli ebrei senza Hitler, sarebbero morti. L’allontanamento di Silvio Berlusconi e cricca, dal parlamento italiano, è gia di per se, una più che convincente alternativa. Un’ameba, un bradipo, un muflone, una merda secca o, lo stesso nulla, lo sostituirebbero egregiamente e con più dignità.
    Io mi vergogno di questo paese e mi vergogno di essere italiano. Mi vergogno di questa classe politica e di che la rappresenta. Provo schifo e ripugnanza per un Primo ministro che ha trasformato la sua residenza privata in un lupanare di periferia. Un personaggio che si muove nel torbido del malaffare e si avvale della criminalità organizzata per espletare i suoi sporchi traffici, riducendo il parlamento ad un grottesco mercato delle vacche, dove si mercifica la dignità altrui e l’onorabilità, a fronte di sudditanza e impunità.
    Durante i contraddittori politici televisivi, non è raro ascoltare l’affermazione, “gli italiani lo hanno capito tutti”, adottato da entrambi gli schieramenti, come intercalare strategico, per dare più forza e credibilità alle loro conclusioni. La realtà, diversamente, sconfessa questa remota possibilità e capacità di comprensione degli italiani che, dati alla mano, detengono, da oltre 15 anni, il primato assoluto dell’ottusità. Un popolo di ignoranti allevati alla corte del “del grande fratello” e intossicati dai volgari, beceri, destabilizzanti e laidi programmi, condotti da quel fenomeno da baraccone al nome di Maria De Filippi. Retoriche eccezioni a parte, la verità è esattamente questa. Appellarsi dunque agli italiani, confidando strumentalmente nella loro supposta capacità di giudizio, di critica e di valutazione obbiettiva degli avvenimenti, è una volgare commedia. Una farsa che non fa più ridere nessuno.
    Tutti questi anni in una tale condizione, sono duri per il nostro paese e, se oggi, il popolo somaro, non riconvertirà la sua natura equina, in quella più umana di cittadino responsabile, dovrà pagare l’alto prezzo della sua codardia. “il popolo gode nell’affidare il potere al turpe” Seneca.

    Gianni Tirelli

  • IMPOSTORI DAL CULO FLACCIDO

    La cosa che, in maniera sconcertante e trasversale, accomuna e si pone come elemento caratteriale dominante, dei rappresentanti di questa maggioranza, è la menzogna. Ogni altro individuo esterno, che per qualche ragione, entri in contatto con questa gente, viene infettato in forma virale dal germe della mistificazione e della contraffazione della realtà. Un comportamento talmente diffuso nell’entourage berlusconiano, da essere assunto a normale pratica relazionale, confortata, inoltre, da una convinzione ostentata e gridata. Per queste persone (dal linguaggio banale e sempre volti a negare tutto ciò che è evidente), la bugia costituisce una regola e, la sua introiezione proiettiva, li porta ad attribuire agli avversari tutti i loro difetti; la menzogna in primis. Belpietro, Sallusti, Vittorio Feltri, Bondi, Cicchetto e Capezzone, per fare solo due nomi, sono l’espressione più esaustiva del livello di virulenza di una malattia che, per assuefazione, si è attestata a cronica patologia.
    Sono questi gli impostori dal culo flaccido; flaccidi dentro, nell’anima e nel corpo. Loro, le vere puttane di questo caravanserraglio di moderni freaks plastificati, contraffatti dal bisturi della monnezza morale. Escrementi umanoidi partoriti dal mercimonio della loro dignità, dell’onore, degli affetti, e privati del piacere di una vera amicizia, sana, leale e disinteressata – immuni a tutto ciò che riguarda la sfera del sociale e il valore della solidarietà, insensibili ai drammatici problemi attinenti al disastro ambientale, morale, etico e ai loro effetti sulla società.
    Oggi, il nostro paese, è rappresentato da questa inedita “Armata Brancaleone” in chiave Tinto Brass, che ha trasformato il parlamento italiano in un lupanare di quart’ordine. Esseri rivoltanti sia sul piano morale come estetico che hanno improntato la loro vita e carriera, alla soddisfazione di vizi e perversioni, frustrazione e desideri repressi.
    La ricerca spasmodica dell’orgasmo ad ogni costo e con ogni mezzo, è il risultato indotto da una paura persistente di natura esistenziale e culturale, derivante da una totale mancanza di autostima e relativa a complessi di inferiorità (mai risolti e irresponsabilmente coltivati), figli di un pericoloso retaggio adolescenziale.
    E’ quindi attraverso l’esercizio del potere che, questi individui, intendono (illusoriamente) placare i morsi di un tale disagio. Una paura, dicevo, così profonda e destabilizzante che ipoteca e condiziona ogni buon senso e ragionevolezza – prevarica ogni limite morale e principio etico, anteponendo, a tutto questo, l’appagamento aleatorio di un orgasmo mercificato e assunto a paradigma di liberazione dal tormento.
    L’amore a pagamento (che non prevede il reciproco e consensuale trasporto o desiderio), è di per se contro natura, e il piacere che ne deriva, non è che momentaneo ed effimero. Come l’effetto di una droga che ha esaurito il suo potenziale anestetizzante, produce dipendenza e la necessità, via via, di aumentarne il dosaggio.
    L’atteggiamento di Berlusconi, è volto a negare l’evidenza dei fatti e a perseverare nell’esercizio della menzogna, adottata all’origine, come pratica quotidiana e strategia politica. Ciò, è indicativo di una mente compromessa che, nel desiderio compulsivo e spasmodico, si prefigge, attraverso la sistematica ricerca dell’orgasmo, di eludere una solitudine opprimente e lo smarrimento di un vuoto cosmico, conseguenza logica di un’incapacità nell’accettare l’inesorabile scorrere del tempo e delle sue ragioni.

    Cosa c’è di virile e carismatico, in un essere basso e chiatto che trascorre la gran parte del suo tempo al chiuso di cliniche di bellezza, fra estetiste e truccatori, chirurghi plastici, parrucchieri e miracolosi calzolai? In verità, quest’uomo, è al di fuori, di ogni tentazione, che sia di natura umana.
    Quale donna normale o, avvenente signorina di compagnia, potrebbe mai concedersi (senza prima, avere incassato un congruo tornaconto e represso il disgusto iniziale), alle brame di Berlusconi, Brunetta, Emilio Fede o Lele Mora, individui dalle fattezze ripugnanti e dall’animo servile?

    Puoi essere l’uomo più ricco e potente del mondo, ma se oltre alla ricchezza e al potere, non hai null’altro da dare, allora, se vuoi avere, devi pagare.
    In questa condizione riversano gli uomini poveri di spirito e incapaci di veri e autentici sentimenti. Individui monchi, irrisolti, figli di un egoismo atavico, e di un inquietante retaggio infantile che, all’essere, hanno anteposto, l’avere e l’apparire. Sono i “berluscones di quest’epoca insensata, corrotti nel più profondo della loro anima, che hanno adottato la menzogna a baluardo di potere e della dignità, hanno fatto mercimonio. Sono gli schiavi volontari, delle loro debolezze e dipendenze, che chiamano, libertà, la licenza e, verità, la mistificazione – per progresso, definiscono la catastrofe ambientale e, fedeltà, il servilismo. Così, la contraffazione trasfigura in realtà, e la barbarie etica e morale, in cultura e modernità.

    Gli “Psicopatici Carismatici” sono mentitori solitamente potentati, dotati di qualche tipo di talento che affinano nel tempo allo scopo di manipolare gli altri. Generalmente, possiedono una capacità quasi demoniaca di persuasione agendo sulle debolezze e i lati peggiori della gente, per averne in cambio una totale sudditanza, il servilismo e, in certi casi, anche la vita. Possono essere leaders di sette, culti religiosi, fazioni politiche, assolutamente convinti dell’efficacia della loro opera di mistificazione.
    Nella maggioranza dei casi, la pratica sistematica della menzogna è frutto di una completa mancanza di Autostima e, funzionale ad accreditare un ruolo nella società che, diversamente, per acclarata incapacità, sarebbe precluso. In sostanza è un Autodifesa nei confronti di un mondo che si ritiene ostile perché troppo strutturato.Hitler e Mussolini, del resto, sono l’esempio eclatante di un opera di mistificazione (la propaganda) pianificata a tavolino e dei suoi effetti deliranti. Un corto circuito nel sistema Rappresentativo, dall’immaginario al simbolo – dalla fantasia alla realtà.
    La bugia è sempre un meccanismo di difesa. Molti ne fanno uso in situazioni di pericolo (dal bambino che ha fatto la marachella, all’adulto che, ragionando, ritiene sia più opportuno nascondere o alterare alcuni aspetti di una sua azione). Ma qual’è il suo significato profondo? Quando la bugia diventa un fatto “compulsivo” e, non dirne, crea disagio e la si vive come qualcosa di molto vicino alla realtà, tanto da vivere la quotidianità all’interno della bugia, a questo punto, entriamo nel campo della psicopatologia.Il vero problema non sta nel definire chi sia il “bugiardo patologico”, ma cosa induce a questa fuga dalla realtà e ad innescare quel meccanismo di difesa che ne genera la sua contraffazione. Emilio Fede che nega in maniera lapalissiana la telefonata con Lele Mora sulla spartizione di un prestito del Cavaliere, lo stesso Silvio Berlusconi che afferma con una spudoratezza sconcertante di non avere mai avuto rapporti sessuali a pagamento, invitando tutti alla sobrietà e, non più tardi di ieri, al rigore morale, Nicol Minetti che lo definisce “un pezzo di merda dal culo flaccido” mentre in diretta televisiva Lui la difende a spada tratta, elencandone i meriti e le capacità, tutto questo, rientra in una rappresentazione grottesca e patologica dell’impostura cronica e di un esercizio di manipolazione della realtà dei fatti. Tali deprecabil icomportamenti, per ragioni mediatiche e spirito di emulazione, tracimano dall’ambito in cui si consumano, per essere, in seguito, adottati e presi ad esempio da tutti coloro che si riconoscono, per affinità, in questa grave e moderna patologia. E oggi sono in tanti!
    Devo infine aggiungere, per un dovere scientifico e completezza di analisi che, gli “impostori dal culo flaccido” (per la quasi totalità di sesso maschile), proprio in ragione dei comportamenti indotti da una tale patologia, sono destinati a portare le corna, vita natural durante. Questa miserevole e frustrante condizione di becchi, li porta a considerare ogni individuo, un possibile traditore, costringendoli in uno stato di perenne ansia, che solo nel rapporto a pagamento, li libera (momentaneamente) da quel pungente tormento psico-esistenziale.

    Gianni Tirelli

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