Legge Bavaglio, il Pdl accelera ma molti punti sono ancora da chiarire

Settimana cruciale per il ddl sulle intercettazioni. Martedì 8 giugno il testo torna in commissione al Senato, per un rapido passaggio finale aula di arrivare in aula, nel pomeriggio. Il diktat di Berlusconi sarebbe quello di chiudere tutto in fretta, per un’approvazione entro giovedì, a Palazzo Madama.

Le questioni irrisolte, però, sono ancora molte. Manca innanzitutto il testo definitivo, riscritto dopo gli emendamenti, sul quale i finiani dovranno poi sciogliere le riserve. L’emendamento Ghedini è quello che fa più discutere: proroga il limite dei 75 giorni previsti originariamente per le indagini dei magistrati, ma lo fa attraverso una procedura complessa e macchinosa che a molti è sembrata solo un trucco per aggirare l’ostacolo, senza cambiare di fatto nulla.I magistrati sono insorti: hanno annunciato lo sciopero.

In commissione Giustizia al Senato dovranno poi essere discussi gli ultimi due emendamenti, quello sugli 007 che estenderebbe il divieto di ascolto di conversazioni che riguardino i Servizi e che a giudizio dei più estenderebbe a dismisura il segreto di Stato e quello sui reati sessuali e dunque anche di pedofilia, considerati di “minore entità”.

Con la magistratura, anche il mondo dell’informazione e quello dell’associazionismo si mobilita in vista di una grande manifestazione nazionale che coinvolga tutti i cittadini che con questo ddl si sentano espropriati del diritto di sapere oltre che di quello di far sapere.

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